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Ad ognuno la sua alimentazione

Ad ognuno la sua alimentazione

L’alimentazione non ha un effetto diretto sugli aspetti spirituali del nostro esistere, ma può essere un valido aiuto per la nostra evoluzione, anche spirituale. Per quanto l’alimentazione non possa avere effetti diretti sulla nostra psiche, o sul nostro spirito, può essere un valido supporto in un percorso di acquisizione di una maggiore consapevolezza di se stessi e di come il nostro corpo “funziona” per vivere. E può aiutarci anche ad evolvere. Basta porre un po’ di attenzione non solo al cibo del quale ci nutriamo, ma anche all’effetto che genera nel nostro corpo l’averlo ingerito. Inoltre, noi mangiamo tre volte al giorno e quindi questo favorisce un certo percorso, una Via in un certo senso. Se vogliamo “curarci” con il cibo, il fatto di mangiare tre volte al giorno aiuta molto, perché visto che comunque dobbiamo mangiare, tanto vale nutrirci con cibi che ci possano dare determinati effetti. Partiamo dal presupposto che per i taoisti non esiste il concetto di dieta, né di buono o cattivo in assoluto. Se qualcosa che non mi piace, non la gradisco per un motivo e quindi con ogni probabilità non mi farà bene, questo non vuol dire che tutto ciò che il mio palato ama mi faccia bene. Posso sentire il desiderio di un determinato cibo, o sapore proprio perché ho una carenza, per esempio ho voglia di dolci perché la mia Milza è in deficit energetico. Questo però non vuol dire che se mi rimpinzo di dolci la mia Milza tornerà in equilibrio. Per i taoisti ciò che in assoluto non è mai positivo è l’eccesso. Se mangio un alimento nella convinzione che mi gioverà non devo eccedere nelle quantità, pena ottenere l’effetto contrario di quello ricercato. Quindi, più che ad una dieta in senso stretto, proviamo a pensare ad un regime alimentare. In fatto di cibi il cambiamento incontra resistenze ancora maggiori rispetto alle altre nostre abitudini, questo perché ci alimentiamo in una certa maniera non solo perché è nostra abitudine, ma perché apparteniamo ad una certa cultura e ad un certo paese. Le condizioni climatiche sono importanti e determinano anche il tipo di alimentazione seguita dai vari popoli. Si pensi ai paesi caraibici, dove il gran caldo viene mitigato dal consumo di alimenti freschi, in particolare dalla frutta. O nei paesi nordici, dove il calore viene ricercato anche nel cibo consumato.

Dobbiamo iniziare a porre attenzione a ciò che mangiamo, oltre al modo in cui lo cuciniamo. Se mangio un frutto, posso pensare di avere da esso non solo la succosità e il sapore dolce, ma anche l’energia del sole che ha preso. Quello stesso frutto, prima di arrivare sulla mia tavola, ha seguito un percorso, ecco iniziamo a pensarlo per qualsiasi cosa noi mangiamo. Prendiamo il tempo giusto che un pasto richiede, seduti, senza troppe discussioni familiari, con calma. Mastichiamo bene e ingeriamo con tranquillità. Seguendo il ritmo naturale della nostra giornata, il primo pasto è la colazione e questa deve darci le energie necessarie per affrontare la giornata, a seguire il pranzo. Mentre la cena deve essere leggera, per non appesantire lo Stomaco (già tanto Yang di suo) durante la notte e sentire la fame al risveglio. Le nostre vite si sono modificate nel tempo e ormai chi fa colazione diventa persona rara, non abbiamo tempo, né per il pranzo e spesso concentriamo nella cena tutte le energie che invece dovremmo assorbire al mattino, come se avessimo perso di vista lo scopo dell’alimentarci. Noi ci cibiamo per avere le energie che ci servono a vivere. E partendo dal presupposto che la vita è evoluzione, evolvere. Cerchiamo di capire cosa fa bene a noi, non prendiamo un cibo solo perché qualcuno (nutrizionisti, giornalisti, dietologi) ci dicono che fa bene. Se io non ho abbastanza fuoco di Stomaco, cioè se il mio Stomaco è in deficit, per digerire, i cibi integrali saranno troppo pesanti per me. Per cui non mi faranno affatto bene. Il concetto generale della visione taoista rimane comunque quello che non esiste un unico modo di mangiare che possa essere considerato “ottimale”.

Se facciamo riferimento alla dietetica taoista, dobbiamo riferirci ai tre livelli del Qi, cioè dell’energia: la Wei Qi (difensiva), la Ying Qi (nutritiva) e la Yuan Qi (costituzionale). I cibi hanno una loro energia, ovvero un loro Qi che può appartenere ad uno di questi livelli e, comunque, agiscono nel nostro corpo, seguendo lo schema dei livelli. La frutta appartiene al primo livello, quindi all’energia difensiva, la carne e i cereali al secondo insieme alla verdura, i semi e le noci al terzo. Bisogna intendere il concetto di Qi non come statico, l’energia, anche quella dei cibi, si muove, ha cioè una direzione, va verso il basso o l’alto, verso l’interno o all’esterno.

I cibi sono classificati a seconda del loro sapore, ovvero dolce, salato, piccante, amaro, acido, blando. Ad ogni sapore corrisponde un organo, così come spiega la teoria dei cinque movimenti. Il sapore di un cibo è in parte la sua natura, una natura che bisogna prendere in considerazione a seconda dei bisogni. Se ho calore in eccesso posso cercare di aiutarmi con il cibo, scegliendo qualcosa che rinfreschi. Tenendo conto che il modo di cottura può modificare questa natura, come ad esempio la carne che è molto Yang se cotta alla griglia aumenta la sua condizione Yang, se bollita invece la contrasta, perché la bollitura è un tipo di cottura Yin. Non fa comunque parte della tradizione taoista dettare regole assolute da applicare sempre e comunque. Il nostro modo di alimentarci cambia a seconda dell’età, ma anche della condizione fisica, per esempio se siamo ammalati. Più che altro, occorre essere consapevoli, cercare di osservare e capire quale sia l’effetto del cibo ingerito. Osservare cioè quali cambiamenti porta, nel corpo e nella mente, il cambio di alimentazione.

In generale possiamo dire che la cucina cinese non contempla cibi crudi, perché l’idea filosofica di base è che l’essere umano non è predisposto a digerire cibi crudi. Gli altri mammiferi sono a quattro zampe e quindi hanno un maggior radicamento, un legame più stretto con la Terra e di conseguenza più energia Yang per digerire. All’uomo il cibo non basta più, si è elevato, guarda avanti e abbraccia il mondo. La cottura è quindi una sorta di predigestione che riduce i tempi della digestione vera e propria. Il crudo ha sicuramente più sostanze nutritive, ma se non riusciamo a digerirlo diventa inutile. Per il taoismo la cottura è un processo alchemico di trasformazione. Nemmeno i conservanti, se non quelli strettamente naturali come il sale, lo zucchero, l’acido e il miele sono contemplati dalla dietetica taoista. Del resto parliamo di una filosofia che ha radici millenarie e in passato, quell’antico passato, sostanze come il glutammato di sodio (che viene usato solitamente nei dadi da cucina) non erano contemplate. Bisogna porre attenzione anche alla combinazione dei cibi e possiamo dire che combinare insieme i cibi diversi è un’arte più che una scienza. Si tratta sempre di capire quali siano i bisogni e partire da questi per decidere. Cerchiamo di focalizzare la nostra attenzione sui diversi livelli energetici dei cibi. I cibi della Yuan Qi sono sostanzialmente i semi e le noci (che sono considerate anch’esse semi in un certo senso) e che hanno quindi tutte le potenzialità di ciò che potrebbero divenire. Il seme è l’origine dell’albero per intenderci. E’ chiaro che se mi riferisco a questo tipo di cibi, facendone un uso quotidiano quanto parsimonioso (solitamente si parla di un cucchiaino al giorno per i semi e una o due noci), avrò degli effetti sulla mia costituzione, potrò potenziarla o favorire il cambiamento che sento necessario. Anche i molluschi e i crostacei fanno parte di questo livello energetico e possono aiutare la mia costituzione. I cibi del livello Ying Qi invece hanno a che fare con la nutrizione e quindi con il mio centro (Stomaco-Milza). Sono i cereali e legumi, verdure, pesci, animali da terra e volatili. Infine i cibi del livello Wei Qi agiscono più in superficie e sono la frutta che è espressione più esterna della pianta, uova e latticini (perché fuoriescono dall’animale).

Sviluppare una dieta specifica vuol dire lavorare sulla propria consapevolezza e crescita personale, ecco perché l’alimentazione può essere un valido aiuto e supporto ad un percorso di evoluzione. In questa idea non c’è quindi la visione che esiste un cibo migliore di un altro, ma piuttosto capire di cosa ho bisogno in quel determinato periodo per sostenere la vita e per evolvere. Per quanto le nostre abitudini siano cambiate impariamo a prenderci il tempo che ci serve anche per mangiare. Impariamo a riflettere e a porre attenzione alle reazioni del nostro corpo che ci parla in continuazione e che, proprio perché non ascoltato dalla fretta che pervade le nostre vite, sta sviluppando segnali allarmanti (ma non dal punto di vista clinico stretto), come se urlasse. Prendiamo il tempo necessario a capire quale direzione vogliamo imprimere alla nostra vita, senza perdere di vista il traguardo che è il nostro stesso benessere. Dobbiamo comprendere nel profondo i meccanismi che regolano l’alimentazione, provandoli anche su noi stessi. Alcune volte è più facile aggiungere qualcosa all’alimentazione che toglierla (chi non ha mai sentito la frase: “Oddio no, così morirò, non posso stare senza cappuccino! Non vivo senza il cioccolato!”). Possiamo partire da lì, aggiungendo qualcosa per accompagnare il percorso di consapevolezza. E soprattutto per capire che possiamo fare tutto, senza morirne, anche stare senza cioccolato o senza cappuccino. Anzi, le ritrovate energie che si sperimentano aiutano a comprendere quanto sia importante il cibo, quanto sia fondamentale il suo sostegno nella nostra evoluzione. Senza stravolgere nulla, senza far riferimento ad altre culture, ma cercando e trovando cibi adatti nella nostra cultura. A volte basta davvero poco, per esempio cambiare la combinazione degli alimenti o mangiare la frutta lontano dal pasto. Del resto, il cambiamento non è mai facile e per stare bene dobbiamo rinunciare a qualcosa, anche alle abitudini. Bisogna vedere quanto siamo disposti a rinunciare in favore del nostro benessere.