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Amedeo Modigliani (1884-1920)

Amedeo Modigliani (1884-1920)

di Rossella De Benedictis

E’ proprio così i miti hanno i pro e i contro.

Il mito Modiglianii, conosciuto anche come Modì, inizia a emergere dopo la sua morte, quando le sue opere cominciano ad avere un successo crescente e a essere sempre piĂą ricercate. Ma è bene precisare che non era affatto uno sconosciuto incompreso, al contrario era apprezzato  da scrittori e critici di punta e sostenuto da coraggiosi mercanti innovativi.

La leggenda di Modì è stata alimentata da racconti piĂą o meno precisi e veritieri di chi l’ha conosciuto che Jeanne, ha diviso in tre categorie: quella degli  <<indulgenti sentimentali>> inteneriti dal giovane elegante, signorile, colto e gentile; quella degli <<insofferenti >> che ricordano l’insopportabile istrione, incapace di frenarsi, un uomo debole, artefice della propria rovina; e infine quella degli <<egocentrici>>, che parlano di lui solo per irradiare il suo indubbio fascino sulla propria vicenda personale.

Jeanne HĂ©buterne

Scrive di lui il pittore e amico, Meindner:  “si distingueva per la grande vitalitĂ  e l’intelligenza vivacissima; Modigliani era un rappresentante della bohèmien  di va per la grande vitalitĂ  e l’intelligenza vivacissima; Modigliani era un rappresentante della bohèmien  di Montmartre, probabilmente l’ultimo vero bohèmien. Lo aiutava il suo bell’aspetto: fisico asciutto ,il viso intensamente espressivo e l’abbigliamento caratterizzato da giacche di velluto, cappello a larghe falde e grandi foulard rossi”.

Dietro la facile etichetta di “ pittore maledetto” dibattuto tra l’arte e gli eccitanti, alcool o droghe che fossero, Modigliani a dispetto della sua leggenda, presenta una realtà umana ben più complessa.
La chiave per capire è nelle sue parole.  Nel regalare un ritratto disegnato velocemente, in pochi minuti, alla sua modella preferita polacca, appone questa dedica:  â€śla vita è un dono, dei pochi ai molti, di coloro che sanno e hanno, a coloro che non sanno e non hanno”.

Modì:  Â«io forgerò una coppa e questa coppa sarĂ  il ricettacolo della mia passione». Queste frasi denunciavano in lui un gusto per i compiacimenti letterati che è tipico della sua epoca, quella di D’Annunzio, ma dimostrano anche che intendevano il lavoro dell’artista alla stregua, di una missione. Un lavoro privilegiato, aristocratico, se vogliamo, però al servizio degli altri in quanto  â€śdono di coloro che sanno a coloro che non sanno”. A Parigi Modì trova una luce che non gli è familiare, che non sa ”tradurre “ subito sulla tela. Ma trova anche una quantitĂ  di occasioni per confrontarsi e maturare, le vetrini di ruede Rennes mostrano le sculture dell’arte nera create con un ritmo lineare, primitivo; pensiamo alle linee allungate di una maschera sacrale della Costa d’Avorio. Queste stesse sculture, che suggeriscono a Picasso il grande progetto di scardinare forme e volume per costruire una nuova realtĂ  fatta a cubi, a Modigliani consigliano invece, riprendendo anche la lezione di Cèzanne, un ideale di aristocratica bellezza. La realtĂ  piĂą profonda celata dall’apparenza ingannatrice. Modì ammira, guarda, ma tira dritto per la sua strada che conduce al ritratto. Vuole comunicare i sentimenti  piĂą semplici ora sul tono, ora del patetismo, ora della tenerezza, ora dell’ironia attraverso una scelta di volti, di personaggi di nudi che però appartengono anch’essi alla ritrattistica. Modigliani guarda all’uomo con partecipazione sentimentale e con distacco estetizzante nello stesso tempo, mentre ne rivela il carattere, e ne fa specchio dei propri stati d’animo, le prende a spunto di virtuosismi  formali. I volti delle persone dipinte da Modigliani hanno la stessa espressione enigmatica, misteriosa, delle maschere e degli idoli africani, con in piĂą,una sorta di rarefatta stupefazione. Tante persone diverse, con lineamenti, caratteri, e sentimenti diversi. Eppure tutti si assomigliano. I loro occhi malinconici guardano lo stesso mondo.

Questi occhi dipinti guardano proprio chi osserva il quadro trasmettendogli, più che un messaggio, il loro modo di guardare e di stupirsi. Soltanto alcuni nudi di donna sembrano rappresentare una certezza, forse una specie di esultanza, benché non ci siano in loro né compiacimento né ricercatezze erotiche.

Modigliani, disegnatore abilissimo, con pochi tratti lineari, allungando la forma del collo e l’ovale del viso, sa capire tutti i segreti di una personalitĂ  facendogli affiorare quasi per magia sulla tela. Oppure prende a pretesto un volto qualsiasi, donna o bambino che sia, per trasformarli in interpreti dell’eterna commedia umana intessuta di stenti e di sconfitte, di miseria e privazione. Pochi tratti e la purezza di una forma stilizzata. Io personalmente penso: << Modì cosa hai ritrovato in quelle maschere?>> quello stile così particolare nei tratti e nell’espressioni che rivelano sempre un dolore, una sofferenza, di chi, ogni giorno combatte per sopravvivere…  credo siano specchio della sua stessa anima, inquinata da tanto dolore trascinato dal suo passato, che ogni giorno cerca attraverso alcool e droghe di cancellare, ma viene fuori nelle sue opere che senza un controllo, ma alterato, si manifestano in modo naturale senza che lui stesso, secondo me, se ne rendesse conto… certo è un mio personale pensiero al quale, do forza quando lui, dopo diversi ritratti a Jeanne HĂ©buterne ,<<li suo vero grande amore >>,si preoccupa di dipingerla <<sarĂ  un caso?>> senza pupille, non identificandonecompletamente un’espressione ; Da qui il mio pensiero sulla frase: <<quando conoscerò la tua anima, dipingerò i tuoi occhi>>” una semplice riflessione…” per lui, lei troppo importante per alterare la sua vera anima? piuttosto preferirĂ   ritrarla senza pupille, ma quando tutto sarĂ  in perfetto equilibrio ed in armonia e la sentirĂ  nell’anima,  riuscirĂ  a dipingerla in tutto il suo splendore…

Jeanne è stato il più grande amore di Modigliani. Nel 1917 ha inizio la loro relazione, un anno dopo nasce la loro bambina Jeanne.

Jeanne è una donna dolce, taciturna, di grande bellezza e dal temperamento un po’”depressivo”. Tra il 1918 e il 1919 la ritrae più di 20 volte. Ritratti del volto a mezzo busto, frontali, di profilo. La tecnica pittorica e compositiva, Modì in questo periodo raggiunge la massima espressione, esprimendo il perfetto equilibrio tra eleganza e vitalità delle linee curve e l’incisiva delle rette e/o orizzontali. Occhi ovali e malinconici, volto allungato, come si può notare il ritratto viene stilizzato, perde le caratteristiche reali e soggettive; ciò nonostante resta riconoscibile.

Jeanne viene sopranominata ”noix de coco”( noce di cocco)  per il contrasto dei lunghi capelli scuri ed il pallore dell’incarnato. La modella è l’ideale perfezione di bellezza femminile di Modigliani, nella sua fisicitĂ , nelle forme pure e rarefatte. Il ritratto è uno dei pochi che presenta pupille dipinte. Un anno dopo la morte di Modigliani, alla tenera etĂ  di 22 anni e incinta di nove mesi, Jeanne si getta dal quinto piano di un palazzo, perchĂ© non riesce a continuare a vivere senza il suo grande amore.

Ritratto di giovane donna con cravatta nera 1917
Olio su tela, 65,4×50,5

Fra tutti i ritratti di donna, questo rappresenta un momento pittorico a se stante nell’opera dell’artista. La tavolozza dei colori è sobria e quasi monocromatica, tutto è basato su una gamma di diverse sfumature di grigio ravvivate appena dal rosso delle labbra della modella. Dal volto femminile traspare una grande tenerezza quasi velata di mestizia, con qualche nota di intimismo crepuscolare, di attuale modernità.

Trovo che la gamma di colori monocromatica di quest’opera di straordinaria bellezza, sia interessante, in quanto il volto della modella, viene esaltato da un contrasto sia pur delicato dell’incarnato, ma che tendenzialmente,a mio parere,   si distingue dal contestoin tutta la sua luminositĂ  e bellezza evidenziata da accenni di rosso sulle guance e sulle labbra che ne accentuano la femminilitĂ .

Per vivere un’emozione vedete il video: <<I colori dell’anima>>.
Se durante la visione, sul volto sentirete posarsi anche una sola lacrima, siate grati al vostro animo…

…Avrete ricevuto la vostra emozione!
Amedeo Modigliani