Crea sito

Comunicare secondo natura: la comunicazione “one to one”, percorsi efficaci

di Franco Marmello www.bottegadelcambiamento.it

Ogni azione di comunicazione è rivolta a un interlocutore e finalizzata a un risultato

Veder accogliere le proprie idee è l’aspettativa di chi comunica qualcosa a qualcuno

ADOC – Metodo di comunicazione finalizzata al risultato

Come già definito nei nostri incontri precedenti, per finalizzare in modo soddisfacente la propria azione di comunicazione nell’ambito di un progetto di lavoro, che sia in famiglia, all’interno come all’esterno di qualsiasi tipo di gruppo e/o organizzazione, nel rapporto fra colleghi come nelle trattative commerciali, occorre:

a) Conoscere i punti di forza di ciò che si è deciso di comunicare

b) Essere in grado di stimolare e quindi esplorare il potenziale interesse per l’argomento da parte dell’interlocutore

c) Saper scegliere la modalità di comunicazione più idonea in relazione al destinatario e saper  collocare l’informazione nella sfera delle aspettative dello stesso.

Nello sviluppo del percorso si avvicendano fasi tecniche ed emotive che devono essere affrontate in giusta progressione al fine di gestire in modo corretto l’accoglimento del messaggio.

A pproccio
D dimostrazione
O biezioni
C onclusione

ADOC è il metodo consigliato per un corretto itinerario verso la conclusione positiva di un serio tentativo di comunicare qualcosa a qualcuno.

Analisi dei motivi per cui un processo di comunicazione può concludersi con esito negativo

Nella fase dell’incontro con il nostro interlocutore – Approccio

  • Cattivo umore da parte nostra, atteggiamento negativo, mancanza di educazione e di gentilezza/cortesia
  • Nostro scarso spirito di osservazione, momento non adatto per incontrare l’interlocutore
  • Non ricordarsi (se persona conosciuta) le particolarità della stessa
  • Non aver indagato (se persona non conosciuta) sulle stesse particolarità

Nella fase dell’esposizione del progetto = Dimostrazione

  • Monotonia o spavalderia nell’esporre
  • Essere troppo tecnici o meccanici
  • Mancanza di conoscenza nell’uso, nell’applicazione/utilizzo di quanto esposto
  • Troppi argomenti sui vantaggi generici, trascurando l’utilità specifica di ciò che si propone

Nella fase della soluzione dei quesiti posti dall’interlocutore = Obiezioni

  • Prendere le obiezioni dell’interlocutore come fatti personali: suscettibilità/permalosità
  • Interrompere, usare frasi irritanti: -Non è vero!…-
  • Mancanza di conoscenza nell’ambito/settore di riferimento: novità, aggiornamento, ecc.
  • Non sfruttare le documentazioni in nostro possesso (o non possederle); non usare le argomentazioni adatte

Nella fase finale del colloquio = Conclusione

  • Invadenza, timore, indecisione
  • Non sfruttare il momento adatto per chiudere il discorso, creare perplessità nell’interlocutore
  • Scarse o inesistenti cognizioni su ciò che potrà avvenire nell’organizzazione/sul mercato una volta accolte le nostre idee

VERIFICA

  • I vostri interlocutori, di solito, comprendono le vostre comunicazioni chiaramente
  • Riuscite a convincerli di una vostra buona idea senza troppe difficoltà?
  •  Obiettivamente, vi sforzate di mettervi nei panni di chi vi sta davanti in un processo di comunicazione, per capire il suo reale punto di vista?

Ti potrebbe interessare anche...