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Cos'è la musica?

Cos’è la musica?

Rifletto in silenzio prima di rispondere. Racchiudo emozioni, risento quell’affettività che muta stati d’animo, il percepire degli eventi sonori propri a me e a te, come a qualsiasi altro essere umano, perché in fondo la musica appartiene a tutti.

E’ arte, linguaggio, comunicazione, emotività, interazione continua. In riferimento a memorie profonde, ricerca in chi l’ascolta e la pratica, un’impronta che informi il proprio modo di viaggiare la vita. Nella sua ragione d’esistere ha diritto di restare eterna.

Esperienze musicali

Sono le intense esperienze emotive a conferire a ciascun individuo la comprensione dei propri potenziali, nelle molteplici risposte fisiologiche, psicologiche, emotive che, oltre il tempo, le distanze e le differenze,  educano alla visione di archetipi universali.

La musica traduce idee e vissuti in forme, come lettere vive del proprio sentire. Sperimenta equilibri nella sapienza innata del corpo mediante il quale ogni essere si esprime e comunica.

Unicità delle arti

L’arte pone accento sulla spontaneità espressiva, sulla sensorialità ricettiva, sulla metamorfica fusione di etica, tecnica e bellezza. Musica, poesia, danza, pittura, scultura e ogni altro linguaggio, sono sentiti e pensati in stretta relazione, nel credo convinto della loro unità. Si comunica perché si esiste e non si apprende se non partendo dalla propria corporeità e dal proprio senso sonoro.

Essere musicali

Non deve essere convinzione che la musica appartenga solo a professionisti del settore, ma possa partire di contro da un sentire e una competenza comuni. Non è una dimensione troppo grande per nessuno e comprenderla è un diritto, nel poter parlare di musica e ascoltarla, oltre che comporla, cantarla, scriverla, leggerla e insegnarla.

Dilettanti, professionisti, musicisti, musicologi, dispensatori o meno di nozioni e abilità, non ci lascino atei della facoltà di domandarci sempre chi siamo musicalmente e quale sia la nostra identità musicale. A volte basta traslare il campo verso la musicalità perché il suono si elevi a  bene di tutti.

Verso nuovi obiettivi

Oltre l’acquisizione di competenze, di una cultura più o meno estesa, obiettivo è l’educazione all’umanità per edurre un sentire musicale collettivo. Occorre sfatare il legame esclusivo tra musica e la sua alfabetizzazione, perché non si discriminino alcuni individui relegandoli fuori da confini didattici e di esclusiva competenza accademica.

La cultura non deve essere solo quella dominante, ma anche quella che sa mostrare il sound, il ritmo e la melodia di ciascuno. Oltre codici, analisi, pratiche, tecniche e sistemi musicali, il punto di partenza risiede nell’idea che ci è propria, nell’interpretazione e nel senso che decidiamo di conferirle, nel colore timbrico degli strumenti che preferiamo, nel genere che prediligiamo.

La dimensione sonora deve essere a misura d’uomo, in risposta ai bisogni e al sentire, alla creatività che la qualifica e la rende accessibile. L’affettività emotiva che ci muove e commuove è importante per dare parola alla musica stessa e alla gente.

Fotografie di Michele Pagliaro (Facebook) Michele Pagliaro (Instagram)

Articolo Roberta Recchia (Facebook) Roberta Recchia (Instagram)