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Di cosa parleremo?

Di cosa parleremo?

Di libri, ovviamente. Di libri che trattano di massoneria e di esoterismo nell’oceano editoriale di queste materie, in cui si trova molta plastica e poco pesce. Perché’ perché sono materie che, almeno apparentemente sfuggono a qualsiasi classificazione, comportando di conseguenza affermazioni che possono dire tutto ed il contrario di tutto.

C’è solo un settore che sfugge all’aleatorietà, quello della storia massonica. In questo campo i fatti non si possono contrabbandare, si possono tacere ma non truccare, si possono interpretare ma non modificare. E’ il settore più difficile perché comporta ricerca e riflessione, quindi il meno seguito, ma il più formativo per sé e conseguentemente per gli altri.

Esordio di una rubrica

In esordio ad una rubrica di libri non si può evitare col citare per primo il decano, il capostipite degli storici della Massoneria in Italia, il professore Aldo Alessandro Mola, per la sua ultima monumentale fatica di oltre 800 pagine, “Storia della massoneria in Italia. Dal 1717 al 2018. Tre secoli di un Ordine iniziatico” edita lo scorso anno da Bompiani, e giunta già alla sua terza edizione, riveduta ed ampliata.

Chi è Alessandro Mola?

Chi è Aldo Alessandro Mola? A metà degli anni sessanta un giovane laureando in lettere chiese a Giordano Gamberini, allora gran maestro del Grande Oriente d’Italia, l’autorizzazione a consultare la documentazione d’archivio per la sua tesi di laurea. A Gamberini quel giovane piacque e non solo gli aprì le porte dell’archivio ma lo fece crescere non all’interno della massoneria perché Mola non fu mai iniziato, ma all’interno delle strutture culturali, la biblioteca e l’archivio.

Mola, d’altro canto, fu sempre fedele all’impostazione culturale e politica che Gamberini dette all’obbedienza, difendendo non solo lui ma anche gli altri protagonisti dello scandalo P2. Docente di scuola superiore e poi preside, nel corso di circa cinquant’anni di pubblicazioni è stato ricoperto di premi e riconoscimenti. Una macchina da lavoro impressionante, che ha macinato testi per la scuola, per la massoneria, per la storia locale, per la politica, e che ha partecipato a vari sodalizi culturali in veste di presidente, ed ancora oggi, a 76 anni, conserva una vitalità impressionante.

Lo storico

Ogni storico ha i propri campi di ricerca, Mola ne ha sostanzialmente tre, se si esclude la storia locale: la massoneria, Giolitti e la monarchia. La massoneria è stata per lui il settore di studio più longevo, complesso, faticoso, ma è stato quello che lo ha reso famoso in Italia ed all’estero, riservandogli sicuramente la memoria ai posteri.

Intendiamoci, Mola non ha scritto la storia della Massoneria nel 2018, ma oltre quarant’anni prima, nel 1976, con la prima edizione di “Storia della massoneria italiana dall’UnitĂ  alla Repubblica”, che nel 1992 fu riveduta ed ampliata, cambiando il titolo in “Storia della massoneria italiana dalle origini ai nostri giorni”, sino al 2018 con l’ultimo titolo ed aggiornamento. In totale tale libro ha goduto di ben nove edizioni e circa venti ristampe. Un vero e proprio best-seller massonico, insomma. Quindi, in ogni edizione l’Autore modificava qualcosa, aggiungendo nuovi dettagli o emendando qualche errore con l’umiltĂ  del serio ricercatore, di modo tale che l’opera presentava sempre novitĂ  con grande soddisfazione degli studiosi. Cosa caratterizza questa ultima edizione del 2018? Indubbiamente, l’attualitĂ , terreno pericoloso in quanto non ancora consegnata alla storia, che l’Autore tratta con rigorosa coerenza della sua visione.

Uno dei pregi più evidenti che si riscontrano rispetto ad edizioni più datate è la maggiore accessibilità di linguaggio, che rende la lettura effettivamente fruibile a tutti, aumentandone il pregio. Oltre questo, non viene mai meno il rigore scientifico, per cui ogni fatto citato viene puntualmente documentato con l’indicazione della fonte bibliografica o archivistica. Inoltre, a differenza dalle precedenti edizioni che trattavano la materia a decorrere dal 1859, quest’ultima versione fa decorrere la trattazione dal 1725, quindi dai primordi della massoneria in Italia.

Del resto, ogni periodo della storia massonica italiana viene scandagliato e ben spiegato. Forse, a voler essere pignoli, l’unico momento che meritava doverosa evidenza è stato quello della partecipazione dei massoni italiani alla guerra civile spagnola.
Il volume si chiude, prima dell’appendice documentaria, con il necessario tributo alla massoneria femminile nelle sue varie dinamiche e componenti.

Su questo Mola ha colto una vera esigenza, in quanto oggi è imprescindibile la trattazione dell’elemento femminile nelle logge massoniche, sia nel modello monogenere che in quello misto. Del resto, chi legge i libri di questo Autore sa che ha una visione moderata-conservatrice dell’identità e dello scopo della massoneria, intesa come ordine iniziatico teso all’elevamento spirituale dell’uomo e dell’umanità, e non come associazione filosofica progressista mirante al miglioramento materiale ed intellettuale della società.

La tesi

La tesi che Mola ha coerentemente portato avanti è quella che quando la massoneria italiana ha ambito a ruoli politici ne sono derivati disastri. Era la stessa visione di Gamberini, che non esitò a bollare come traditori quei massoni che si dedicarono all’impegno sociopolitico. Una tesi discutibile, contrastata da altri autori e nella prassi politica del Grande Oriente, al punto tale che Mola, da massimo referente culturale dell’obbedienza, quale presidente del Centro studi sulla storia della massoneria, venne ostracizzato, provocandone l’allontanamento.
In conclusione, questo è un libro da non leggere tutto e subito ma da centellinare pagina per pagina con la dovuta lentezza, gustando anche le note, è un libro da rileggere anche per chi ha letto le precedenti edizioni per aggiornarsi sulle ultime vicende della massoneria italiana. Il prezzo del volume è sempre stato “politico”, in edizione economica per allargare la platea di lettori, ma il suo valore è almeno il doppio di quello imposto.