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ENRICO E L’EXTRATERRESTRE

ENRICO E L’EXTRATERRESTRE

M. Stefania Piras, nasce a Cagliari nel 1960, amante dei libri e della lettura. Vive la sua infanzia e la sua adolescenza a stretto contatto con la natura assieme alla sua numerosa famiglia a Macchiareddu in provincia di Cagliari, nel villaggio Conti Vecchi in cui il padre lavorava in qualità di dirigente nelle saline Conti Vecchi. Sposata con tre figli è insegnante nella scuola per l’infanzia, Sebastiano Satta, a Cagliari. Ama il suo lavoro e lo esercita con passione.   

Enrico e l’Extraterrestre: edito da: PEDRAZZI Editore.

Ben trovati. Oggi vi parlo del nuovo racconto per bambini di Stefania Piras che non finisce mai di stupirmi per il sorriso perenne che intravedo nei suoi scritti.

La fantasia viaggia a bordo di un’astronave

Enrico un bimbo vivacissimo e chiacchierone, trascorre il suo tempo a disegnare con l’amichetto Matteo. I due progettano in gran segreto di costruire un’astronave per esplorare nuovi mondi e incontrare extraterrestri. Progettano tutto nei minimi dettagli: dalla cabina di comando alle stanze per dormire e mangiare. Scale, molte scale, che collegano fra loro i vari ambienti. Ali, ruote, motore e così via. Sono talmente impegnati in questo progetto al punto da immaginarsi l’incontro con  l’extraterrestre. Sono così assorti nei loro ragionamenti quando, all’improvviso, l’extraterrestre se lo ritrovano difronte. Più o meno come lo avevano immaginato: biondissimo, pelle chiarissima e gli occhi azzurri come un cielo invernale. Indossa abiti diversi e coloratissimi. L’extraterrestre pronuncia qualcosa in una lingua sconosciuta, poi fa una linguaccia e scoppia in una sonora risata. Pur non capendo una parola i bambini prendono a socializzare con i gesti e le linguacce. Soprattutto queste inequivocabili in tutte le lingue del mondo.

Maria Stefania Piras

Stefania Piras ci ha già abituati a questa sua caratteristica nel vedere attraverso la fantasia dei bambini fantastiche storie da raccontare. Ed è quello che lei vede e vive ogni giorno attraverso i giochi, le domande e le risate dei sui alunni che danno vita a questi racconti pieni di inclusione, semplicità e condivisione. Perché i bambini hanno una visione semplicistica delle cose. E risolvono in maniera altrettanto semplice gli ostacoli che incontrano. In questo racconto la diversità viene affrontata e superata dai bambini, giocando e ridendo facendosi linguacce. Si capiscono a gesti e pur non parlando la stessa lingua, si comprendono perfettamente.

Un libro illustrato per una più facile comprensione

Io penso sempre che gli adulti dovrebbero prendere insegnamento dai bambini. Loro hanno una logica disarmante nello spiegare che non c’è nessuna differenza tra loro, sono bambini e fanno quello che gli riesce meglio, giocare. Giocano, litigano e poi giocano di nuovo.

Leggere letture per bambini ci aiutano a mantenere vivo il bambino che giace perenne dentro ognuno di noi. Anche se facciamo finta, non possiamo non sorridere pensando all’ingegno di Enrico e Matteo nel loro desiderio di esplorare per conoscere nuovi mondi ed extraterrestri. Lo abbiamo fatto tutti prima di crescere e dimenticare la semplicità dell’essere bambino.    

 Le bellissime illustrazioni sono realizzate sempre da Claudia Loddo nipote dell’autrice, laureata all’accademia di belle arti di Sassari. Il racconto contiene sei tavole da colorare. Una bella lettura indicata per bambini di età compresa fra i tre e gli otto anni.

Consiglio questo libro a tutti i genitori che vogliono cimentarsi in giochi divertenti con i loro bambini. Complimenti e grazie a Stefania Piras per i suoi bellissimi racconti.

Buona Lettura.