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George Stinney, 83 giorni per morire

George Stinney, 83 giorni per morire

di Adelaide Camillo

Questa è la drammatica vicenda di GEORGE STINNEY, un ragazzo afroamericano di soli 14 anni, accaduta nel lontano 1944 in CAROLINA DEL SUD.
George fu riconosciuto colpevole di  un duplice omicidio. Arrestato e condannato alla pena di morte mediante la sedia elettrica. La condanna avvenne dopo un solo giorno di processo e dieci minuti di camera di consiglio e dopo solo 83 giorni di prigione.

Ancora oggi, GEORGE STINNEY è il più giovane condannato a morte negli STATI UNITI D’AMERICA.

QUANDO IL PREGIUDIZIO SUPERA LA RAGIONE.

Tutto iniziò il 23 Marzo del 1944, quando in un fosso nel lato nero della Contea di Claredon in CAROLINA DEL SUD, furono ritrovati i corpi senza vita di due bambine: BETTY JUNE BINNICKER, di 11 anni e MARY EMMA THAMES di 7 anni. Le due bambine furono viste vive l’ultima volta il giorno prima mentre chiacchieravano proprio con George e sua sorella.

Faccio una premessa: all’epoca la città di ALCOLU, dove è nato George il 21 ottobre del 1939,era divisa in due parti dai binari ferroviari e si svilupparono due quartieri opposti: il quartiere frequentato solo da bianchi e quello solo dai neri,senza nessuna passibilità che potessero interagire fra loro. Il padre di George e dei suoi numerosi  fratelli,lavorava in un segheria ed aveva avuto un alloggio dal suo datore di lavoro.

Tornando alla vicenda di George,il fatto stesso che il ragazzo fu visto in compagnia delle bambine rappresentò la sua condanna.  George fu accusato ed  arrestato insieme al fratello(quest’ultimo  rilasciato subito). Al ragazzo, invece, fu estorta una confessione di colpevolezza di cui non è mai  stata trovata traccia scritta e firmata dallo stesso George. Fu trovata, invece,una dichiarazione scritta a mano dal suo agente arrestante H. S. NEWMAN,un vicesceriffo della contea di CLAREDON,in cui dichiarava una confessione del ragazzo. In seguito all’arresto di George Stinney, suo padre venne licenziato e la sua famiglia costretta a lasciare l’alloggio,mentre il ragazzo afroamericano venne trattenuto in un carcere della COLOMBIA. Il ragazzo fu interrogato da solo, senza avvocato o i suoi genitori, senza alcun sostegno. L’intero processo, compresa la scelta della giuria (mille giurati tutti bianchi) durò solo un giorno. Il suo difensore non contestò il capo di accusa e non presentò testimoni a favore di George. Le prove furono presentate in soli due ore e mezza e la giuria impiegò solo dieci minuti per dichiararlo colpevole. Il giudice, solo due secondi per condannarlo alla pena di morte mediante sedia elettrica.

La condanna e l’esecuzione di un bambino furono molto criticate e la questione della sua colpevolezza, la validità della sua confessione e del processo che portò alla sua esecuzione vennero messi in ampia discussione. Un gruppo  di avvocati e attivisti indagò per conto della famiglia e negli anni 2000, più precisamente nel 2013, la famiglia di George presentò un’istanza per far riaprire il processo. Il 17 dicembre del 2014 la sua condanna venne annullata perché  fu stabilito dal giudice di corte di circuito che George non aveva avuto un processo equo.

la giudice Mullen dichiarò che la sua confessione fu estorta e che non ebbe avvocati efficaci tanto che i suoi diritti stabiliti dalla costituzione degli Stati Uniti d’America furono ignorati e che la sua fu un’esecuzione crudele e inusuale e quindi proibita dalla stessa costituzione.

SEDUTO SU UNA BIBBIA

 È  emblematica la figura del piccolo George, mentre si avvia verso la sedia elettrica, con una bibbia in mano che userà per sedersi sopra, dal momento che era troppo basso di statura per il telaio con gli elettrodi che avrebbero provocato le scariche mortali. Anche la maschera che indossò era troppo grande, tant’è vero che alla prima scarica di 2,500 volt gli saltò, mostrando il volto traumatizzato del ragazzo, i suoi occhi pieni di lacrime e la bava che gli usciva dalla bocca. Ci vollero altre due scariche per ucciderlo del tutto e la sua morte fu dichiarata quattro minuti dopo la prima scarica. Erano le 19.30 del il 16 giugno del 1944 presso il Central Correctional Institution. Ancora oggi è sepolto nel Calvary Baptistchurch Cementery di Poyville  (Carolina del sud).

Era solo un ragazzo di 14 anni.

“Nessuno può giustificare che un bambino di 14 anni venga condannato e giustiziatio in 80 giorni e che nessuno fece niente mentre la sua vita era in bilico” …questo diceva di lui la giudice Muller quando assolse George Stinney dalla condanna di omicidio il 17 dicembre del 2014.

Forse era innocente?