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Gli Avissivoglia

Oggi voglio raccontarvi una storia che sa di fiaba ma che ha poco a che vedere con la fantasia. È realtà pura da vedere e ascoltare.

LA STORIA

Circa tre anni fa un gruppo di ragazzi dai 13 ai 23 anni, si ritrovava, come ogni anno, a condividere il tempo delle vacanze in una piccola frazione del comune di Rogliano, Balzata. Ridente borgo immerso nel verde, che conta trentaquattro famiglie residenti e che accoglie, nei giorni di riposo, quelle trasferitesi altrove per lavoro. Giocando e scherzando, in un garage, questi giovani fanciulli iniziarono a suonare, ballare e canticchiare versi.

NE VASTA CHISTU E ‘CCHIU NENTE

Volevano solo divertirsi, completamente ignari che da quella “uscita tra amici” sarebbe nato un brano musicale: “Ne vasta chistu e ‘cchiù nente” (Ci basta solo questo). Un pezzo scritto a “più mani”, che vanta l’unicità della creazione congiunta dei versi che lo compongono. Gli autori sono “tutti”. Anche quei “guagliuni” che ora non fanno parte del “Gruppo ufficiale” ma che rimangono dietro le quinte come sostenitori.

IL BIZZARRO DESTINO 

Il destino a volte è bizzarro e quando meno te lo aspetti, e nel modo che non ti aspetti, ti regala un sogno che neanche sognavi.
È esattamente quello che è successo a queste giovani promesse, gli “Avissivoglia” (ossia “in grande quantità”).

DAL GIOCO AL GRUPPO

Da quel gioco, tra amici accomunati dallo stesso interesse per la musica popolare, è nato un vero e proprio gruppo che propone una musica “diversa”, tra pop ed etno-popolare, fresca come l’acqua, che porta con se il profumo delle loro primavere.

LA LORO MUSICA


La loro è una musica intrisa di sentimenti puri che racconta, a suon di chitarra, fisarmonica e percussioni, la storia e le contraddizioni della Calabria. Terra che conserva memoria delle sue radici storiche e contadine, custodendo gelosamente valori sbiaditi dall’evoluzione dei tempi.
Da quel primo “appuntamento casuale” di talenti inconsapevoli e, in alcuni casi, non coltivati, e dal successivo incontro fortuito con altri, oggi appartenenti al gruppo, è nato un disco che porta proprio il nome del primo singolo, composto da undici brani.
Quel piccolo sogno, suggerito dal destino, è diventato una realtà di impegno quotidiano, di studio e di appuntamenti nelle diverse piazze dei territori circostanti, che permette a questi artisti in erba di parlare con il loro linguaggio. Quello della musica che scorre nelle loro vene.

LA CHIAVE DEL LORO SUCCESSO

La chiave del loro successo, che ne siano consapevoli o meno, è che insieme sono artisti completi. Scrivono i loro testi, fanno gli arrangiamenti, realizzano i loro video. La loro compagine è “un corpo giovane e sano” che si affaccia sul mondo con la dotazione di efficacissime armi. Grandi valori, numerosi doti innate, un dolce intreccio di legami di sangue e di amicizia e, infine ma non per ultimo, di una massiccia dose di umiltà verace.

LE VOCI

Attualmente il gruppo è formato da nove ragazzi con storie e temperamenti diversi ma in perfetta simbiosi.
Andrea Garofalo, di Cosenza, frequenta il Seminario a Viterbo. Voce maschile e chitarrista. Spirito “contemplativo” e amante della scrittura, con l’inclinazione naturale per la musica popolare. Fin dalla prima adolescenza, infatti, nei campi scout e nelle sale parrocchiali strimpellava la “tarantella” alternandola ai canti religiosi.
Angelica Perri, timida ma determinata, di Rogliano, voce femminile e chitarrista. Entrata nel gruppo in un secondo momento ne è divenuta una colonna portante, trasformandolo da germoglio in profumato fiore. Frequenta il Liceo Scientifico, studia canto alla scuola VivaVoce del Maestro Melinda Bernaudo e chitarra classica al Conservatorio di Nocera Terinese. Il suo vero amore? La musica popolare e gli strumenti della tradizione calabrese, come la chitarra battente. Lei e Andrea Garofalo, in stretta collaborazione artistica, scrivono i testi delle canzoni che gli “Avissivoglia” propongono ai loro fans.

LE PERCUSSIONI

Mattia Fuoco, vive a Balzata e suona il tamburello. Anche lui, dal quel gioco di una sera di mezza estate, ha trasformato la sua passione acerba in studio appassionato e costante delle percussioni e della batteria. Amava la musica ma non la conosceva, adesso, che inizia a conoscerla, cresce insieme a lei non solo come artista ma anche come uomo, profondamente gratificato dal percorso intrapreso.

Daniel Mancuso, di Balzata, frequenta l’Istituto Agrario e suona i bonghi. Lui ha indubbiamente il ritmo “africano”nel sangue tanto da dare, all’ascoltatore, l’impressione che l’adrenalina fuoriesca dagli strumenti che percuote. Vincerà l’amore per la terra o quello per la musica? Probabilmente entrambi, visto che il bongo africano lo suona da quando l’ha ricevuto in dono in tenera età e la magia che riesce a creare è così travolgente da far ballare persino le pietre!

GLI ALTRI STRUMENTI

Angelica Cello, di Balzata, frequenta l’Istituto Tecnico ad indirizzo turistico e suona il flauto traverso. La perseveranza e la testardaggine, tipiche dei Calabresi, l’hanno portata a trasformare un semplice apprendimento scolastico in studio mirato alla conoscenza del suo strumento e della musica nel suo complesso. “Chi la dura la vince”… e la sua caparbietà ha avuto la meglio. Simone Cello, fisarmonicista, sicuro ed energico, determinato in ogni scelta, vive e lavora in Germania. Uno dei fondatori del gruppo, che azzera le distanze collaborando in video chiamata. Coltiva, con viva speranza, il sogno di suonare, a tempo pieno, le musiche della sua terra che acuiscono il suo già tanto sensibile orecchio.
Francesco Gallo, new entry, sorridente e solare, suona il basso lasciandosi trasportare dalle note. Vive a Balzata. Studia musica e frequenta l’istituto alberghiero. Un osso duro da coinvolgere… ma l’arte dei suoni ha preso il sopravvento sulle sue remore. Fratello di Roberta Gallo, autrice inconsapevole di un verso che mancava, quello che ha dato il nome al CD: “Ne vasta chistu e ‘cchiù nente”.
Antonio Garofalo, fisarmonicista, vive a Parenti, un paesino a pochi chilometri da Balzata, e studia all’Istituto Agrario. Timido e introverso, contagiato dall’entusiasmo dei suoi amici, entra nel gruppo in punta di piedi, rispolverando non solo le sue basi musicali ma soprattutto le sue innate qualità artistiche. Le melodie fanno breccia nel suo guscio ed ecco, ora, un ragazzo che guarda a se stesso e al suo futuro con sicurezza e determinazione.

LA BALLERINA

Federica Fuoco, di Balzata, riservata e dolcissima, è iscritta all’Istituto Professionale Settore moda. Lei di ballo ha sempre vissuto e non poteva non accompagnare, con la danza, la musica che la travolgeva… i piedi, inevitabilmente, saltellavano da soli. Inizialmente fluttuava sulle note, come le parole in una poesia, insieme ad Angelica Cello, dando vita ad un dualismo coinvolgente, adesso spetta a lei il ruolo indiscusso di danzatrice del gruppo.

LE PROSPETTIVE FUTURE

Nuovi talenti emergono, ignari dei loro destini, proponendo ad una platea sempre più vasta la loro avvolgente melodia e i loro versi, dal vernacolo alla lingua nazionale. Ma se il talento è come l’acqua che scorre libera e pura chi potrà fermare la sua corsa? Rispondo con una frase degli stessi “Avissivoglia”, riferita proprio all’acqua: “Nè si crea nè si distrugge ma si trasforma mentre fugge”. E allora, giovani promesse, correte verso la meta, mantenendo la vostra innata freschezza, certi che la trasformazione, qualunque essa sia, non vi travolgerà mai se non glielo permetterete.

Vi basta solo questo!

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