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Il caso di Jean Hilliard

Il caso di Jean Hilliard

di Adelaide Camillo

Prefazione:

La storia dell’uomo è piena di misteri irrisolti, di casi incredibili a cui ancora oggi non si riesce a dare una logica e razionale spiegazione. Nonostante le indagini, gli studi, le ricerche che sono state fatte nel corso del tempo. Ancora oggi sono arrivate a noi storie incredibili, misteriose e affascinanti… senza ancora una risposta certa a tutte le domande che hanno portato con loro. Come il caso di Jean Hilliard, morta assiderata e resuscitata senza nessun danno irreversibile. Ancora oggi gli investigatori non hanno nemmeno capito se la causa dell’incidente sia dolosa.

LA STORIA

Jean Hilliard, nata a Lengby, in Minnesota, nel 1961, sopravvisse ad un incredibile incidente automoblistico avvenuto in piena notte.
Era il 20 dicembre del 1980, quando Jean, allora diciottenne, nel rientrare a casa con la sua auto, subì un incidente, lasciandola illesa, sola e senza possibilit à di chiedere soccorso o chiamare i genitori.
Quella notte era particolarmente fredda, fuori dall’abitacolo, si registravano -22°C. Era buio e solitario. Jean non sapendo cosa fare, ricordò che sulla strada un po’ più avanti c’era l’abitazione di un suo amico, un tale Wally Nelson. La ragazza decise di sfidare il freddo e il vento per ragggiungere il suo amico e farsi aiutare a tornare a casa.

Purtroppo fu una pessima idea!

Quando raggiunse la casa del suo amico, era ormai l’una di notte e non ebbe la forza di suonare il campanello; perse i sensi sull’uscio e rimase fuori al gelo per ben sei lunghe ore.

IL RITROVAMENTO

Nel mattino l’amico trovò Jean congelata fuori dalla porta di casa sua. Ormai il viso era cadaverico e il corpo era diventato duro come una roccia. Apparentemente non dava segni di vita.
Comunque l’amico decise di portarla in ospedale e purtroppo le previsioni non furono buone. Tutti la davano già per morta, fu impossibile praticare iniezioni o misurare la pressione sanguigna.
Nonostante lo scetticismo, i medici decisero di tenerla per un po’ di tempo avvolta nelle coperte e trapunte elettriche.
La diagnosi era nefasta: se la ragazza fosse sopravvissuta avrebbe avuto seri danni celebrali e, l’ipotesi di amputare braccia e gambe, rese necrotiche dal gelo, divenne una realtà concreta.

IL RISVEGLIO

Dopo circa un’ora dal momento in cui, assistita dai medici e dai genitori, fu avvolta dalle coperte elettriche e senza nessuna speranza, la ragazza ebbe una serie di incredibili e continue convulsioni, poi, con grande stupore di sanitari si risvegliò chiedendo subito un po’ d’acqua.
Da quel momento trascorse sei giorni in terapia intensiva recuperando del tutto le sue funzioni motorie e cognitive, senza riportare nessun strascico dovuto a quelle sei ore passate al gelo.

Jean Hilliard tornò a casa in perfetta salute, per la gioia dei genitori e lo stupore dei medici che non riuscirono a spiegare come la giovane abbia potuto tornare in vita perfettamente sana, dopo un rischio di assiderazione così importante.

Oggi Jean Hilliard è una donna indipendente, proprietaria di un negozio di abiti da sposa. Quando ricorda quell’incredibile notte, dice di essere stata assistita dagli angeli che l’hanno protetta e aiutata a sopravvivere.

Jean Hilliard