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Il Limoncello all’Anema e Core di Capri

Di Marina Formenti

Quando apro lo sportello del mio congelatore e vedo quelle belle bottiglie gialle, sorrido ricordando la mia prima volta, anzi il mio primo assaggio tragicomico di limoncello!
Arrivai a Capri, in un pomeriggio di metà ottobre, di qualche anno fa. Lasciai una Milano avvolta già nella nebbia e per questo motivo il volo venne dirottato a Bergamo… e io che non vedevo l’ora di arrivare…
Giunsi finalmente a destinazione nel pomeriggio: ore 16.00, sole, mare (Vide ‘o mare quant’è bello, spira tanto sentimento…) e la gente del posto con i sandali e l’infradito in spiaggia.
Io: tailleur e impermeabile!
Una signora caprese, mia vicina di posto sull’aliscafo, mi disse: «signo’, ma da dove venite?»

Il motivo del mio viaggio fuori stagione fu un congresso di moda di un’associazione internazionale d’élite. I vari eventi si svolgevano sempre in città bellissime e location esclusive, di quelle che tutti sognano almeno una volta nella vita.
La location di Capri: Grand Hotel Quisisana. Appena si usciva dall’hotel, eravamo letteralmente abbagliati dai flash dei fotografi sempre appostati: «chissà mai che fotografassi qualche personaggio famoso?» Mi spiegò un fotografo giustificando la miriade di scatti che mi fece a mia insaputa, scambiandomi per un’attrice.
Accadeva tutto ciò, mentre ci stavamo dirigendo verso l’Anema e Core, locale molto famoso di Guido Lembo. Noto show man, cantante, musicista, attore (Vacanze di Natale 2000), ma più di tutto  vero talento Partenopeo! Una capacità d’improvvisazione che solo i grandi talenti e artisti, possiedono. Riempimmo il locale. Vestivamo gli abiti da sera, provenendo dal Gala del Congresso e desiderosi di lasciar libero sfogo alla spensieratezza in un’atmosfera da dolcevita romana. All’epoca della dolcevita romana, Capri era una meta obbligata. Questo ovviamente mi fu raccontato, appassionata come sono di storie e racconti di vite vissute. I più giovani di voi, leggendo, si staranno chiedendo cosa sarà mai questa dolcevita romana? No, non è il maglione a collo alto. È stata un’epoca di benessere, fine anni cinquanta e inizio anni sessanta. Un po’ come oggi si sente parlare dei favolosi anni ‘80. Quindi entrammo nel locale, Guido Lembo ci chiese la nostra provenienza e improvvisò tutte le canzoni delle nostre città in una atmosfera di divertimento e balli sfrenati.

Sudati e assettati mi fu consigliato il limoncello. Pensai ad una limonata, non conoscevo la bevanda essendo astemia e pensai: ‘sarà Lemonsoda in dialetto’. Bevvi tutto d’un fiato il bicchierone da bibita raso di limoncello fresco, trasformandomi nel drago sputa fuoco! Aiuto! Non so dove lasciai i miei piedi, forse indietro di qualche metro al bancone del bar. Ma niente paura… la folla mi sostenne restando miracolosamente in piedi. Senza che nessuno si accorse del mio disagio trascorsi i primi momenti di shock imparando una cosa nuova: il limoncello!  Ed ecco per l’appunto la mia ricetta .

Limoncello.  

Ingredienti per 2 litri di liquore

  • 10 limoni di Sorrento non trattati
  • 1 litro di alcol puro (95 %)
  • 600g di zucchero
  • 1 litro d’acqua

Preparazione:

Lavare molto bene i limoni. Asciugarli e sbucciarli con il pelapatate perché serve solo la parte gialla (scorza) altrimenti la parte bianca lo renderebbe amaro.
Prendere un contenitore in vetro con la chiusura ermetica. Riempirlo di alcol e mettere le scorze dei limoni.
Lasciar riposare da un minimo di quindici giorni ad un massimo di quaranta al buio e al fresco.
Almeno una volta al giorno scuotere il barattolo chiuso, in modo da far amalgamare gli ingredienti. Più è lungo sarà il riposo, più denso sarà il liquore. Il livello dell’alcol dev’essere rasente le scorze. Finito il periodo di posa, versare l’acqua e lo zucchero in una pentola. Portare a ebollizione e coprire con un coperchio.
Appena bolle spegnere il fuoco e lasciare coperto fino al raffreddamento a temperatura ambiente. Solo allora aggiungere l’infuso di alcol e scorze girando il composto per cinque minuti a fiamma spenta.
Togliere le bucce con un colino, tipo quello del tè.
Travasare in bottiglia e lasciar riposare nel congelatore due giorni, prima di servire.
Conservare  nel congelatore per mantenere la cremosità del liquore.

Buon limoncello!

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