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Il manifesto di Silvia: dalla Pandemia al miglioramento della società

Il manifesto di Silvia: dalla Pandemia al miglioramento della società

Di Dubravka Silvia Cikron Corbellini

Chi di noi, mano sul cuore, in questi passati mesi non ha avuto modo di interrogarsi sulla propria vita, su ciò che ci circonda nelle più vaste espressioni, sui valori veri, dalla famiglia al lavoro, dall’arte, alle relazioni, alla politica o sulla propria fede? E anche,  perché no, alla morte: se non ci avessimo mai pensato prima,  cosa avrebbe cambiato nella vita di coloro a cui siamo legati?

Avendo abbastanza tempo per riflettere, spero che molti abbiano fatto a sé stessi una promessa: vivere il proprio futuro in modo migliore, dinamico, positivo, costruttivo, generoso, con passioni e responsabilità nuove. Trasmettendo ciò che di più bello abbiamo e ciò che prima non avevamo messo in pratica.

Avete sentito di quei giovani ragazzi, che improvvisamente si ricordarono della vecchietta che abitava al piano di sotto? Non fu una meravigliosa scoperta andarle a chiedere se avesse bisogno di un aiuto, di qualsiasi natura?

Mi fermo a questa sola immagine. Altri episodi di solidarietà sono stati trasmessi dai notiziari in televisione: lo scatenarsi del bene, la cura del prossimo, il desiderio di vicinanza.
In un certo senso si stava creando, finalmente, un equilibrio  tra le frenetiche corse e le fermate dovute.

Dunque il mio pensiero ha cominciato a focalizzarsi su ciò che nella società crea disagi, disarmonie, incomprensioni, per arrivare persino alla violenza e non per ultimo alle dispute e persino guerre.

Abbiamo assistito alle terribili scene dove maestre picchiano bambini negli asili o quelle dove gli assistenti picchiano e maltrattano anziani negli ospizi. Basterebbe solamente questo per desiderare una società dove queste cose non accadano mai.
Ma, per vedere dei risultati, la critica non è sufficiente.
Occorre incentivare l’Educazione dei maestri che dovrebbero superare severi e minuziosi esami di idoneità attitudinali, cosa che dovrebbe essere applicata in ogni settore dove la vita degli altri è a loro affidata.

Ho messo per iscritto alcune idee sui cambiamenti fattibili, non utopistici,  che partendo dalle nostre stesse vite e abitudini, potrebbero diventare un modo di vivere di tutti a beneficio di tutti, per contribuire al definitivo miglioramento della razza umana. Sono solo piccole proposte, ma se davvero iniziassimo tutti a metterle in pratica, forse potremmo davvero sperare su una positiva evoluzione della società in cui viviamo.

Amleto contemplando un cranio s’interroga sul senso della vita

IL MANIFESTO DI SILVIA (le quattro E)

E DUCAZIONE
E TICA
E VOLUZIONE
E CCELLENZA

Questi sono i tempi principali che dovremmo sviluppare all’interno dei seguenti punti


ESSERE GENITORI: formazione e orientamento

Formazione che rispetti i valori comuni di una società.

La cronaca ci informa che ci sono molti bambini disagiati, continui episodi di bullismo e suicidi. Questi eventi suggeriscono che i genitori spesso non sono in grado di fornire quell’educazione che faccia sentire loro amati e sicuri di sé, le conseguenze sono davanti a tutti noi.

Occorrono psicologi disponibili sia per guidare i genitori sia per aiutare i bambini e, soprattutto, a titolo gratuito, cioè ciascun professionista dovrebbe donare una parte del proprio tempo a questo scopo.


ORIENTAMENTO VERSO L’UNIVERSALIZZAZIONE

Una formazione scolastica che includa obbligatoriamente l’insegnamento della storia, della cultura e della religione dei popoli.
E’ da questi insegnamenti che derivano il rispetto per le reciproche differenze.


FACILITA’ DI MOVIMENTO PER STUDIO LAVORO

Minore burocratizzazione e più facilitazioni.
Promozione delle lezioni riguardanti le diverse culture e tradizioni tra i popoli, anche on line in lingua originale e non, accessibili a tutti.


IL MONDO DELL’IMPRENDITORIA

Ogni azienda che produce beni di largo consumo, sia cibo che attrezzature, compreso materiale edilizio e tecnologico, dovrebbe creare dei magazzini dove depositare i propri beni in quantità idonea alle proprie possibilità, in modo da poter essere donati alle persone che non possono acquistare tali beni. (Ovviamente queste persone dovranno produrre i documenti necessari per poter usufruire di tali donazioni).

Questo non dovrà diventare un assistenzialismo, ma un aiuto per potersi sollevare nei momenti di oggettive difficoltà senza sentirsi abbandonati dalla società, come spesso si sente dire.


CREAZIONE DI CENTRI DI MUTUO SOCCORSO TERRITORIALI

Le persone, che hanno tempo potrebbero offrire le proprie esperienze, il proprio talento, chi può anche gli spazi, per sopperire alle necessità temporanee delle persone in difficoltà. Operando sia nelle varie associazioni di volontariato, sia organizzandosi tra cittadini, magari all’interno del proprio condominio.
Secondo me, questo modo di agire dovrebbe diventare spontaneamente intessuto nell’educazione e nella cultura di ognuno di noi.

In ogni ambito, in ogni lavoro, si dovrebbe sempre tendere a dare il meglio e non il minimo, permettendo di raggiungere mete alte, visibili ed esemplari.


FAMIGLIARIZZARE CON LA VECCHIAIA E LA MORTE

Oggi assistiamo ad un altro fenomeno, quello di allontanare la visione della vecchiaia e della morte dei nostri cari, soprattutto dai bambini.

In questo modo i bambini non possono sviluppare una sensibilità verso questi aspetti.
La conoscenza e il rispetto per le persone che si avviano al tramonto della vita, dovrebbe essere tenuto in altissima considerazione, perché si tratta di persone che hanno permesso, attraverso il loro contributo, lo sviluppo della società in cui oggi viviamo.
In tutte le culture del mondo, gli anziani dovrebbero essere rispettati e considerati come dei saggi, mentre, in molte realtà attuali sono quasi nascosti, considerati inutili e spesso abbandonati alle cure degli estranei.