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In Autunno le foglie si seccano

C’era quella tale elettricità.  Quel brivido che mi offriva piacere. Restavo lucida per bere piano piano le luci tardive spiando le verdi energie latenti,  le quali non sapevano che io le stessi spiando.
I loro passi sulle foglie morte, erano un concerto iniquo. Alcuni amavano davvero calpestare il manto rosso e cupo. La ritenevano una terapia  salutare. Un percorso sensoriale che esaltava la loro malinconia, la noia, i desideri inespressi. Avevano sensi colmi di clorofilla.

Quella energia  con la luce chiara e ridente era la mia preferita. Ogni qualvolta mi si avvicinava venivo intrisa da un senso di morbidezza.  C’era del verde luminoso in quella sua strana apparenza.  Possedeva due piccolissimi pianeti che stillavano umidità e stranite sensazioni, spesso mi si avvicinava portando con sé il liquido prezioso che domina l’universo verde.  Praticava dei  suoni leggeri, come un massaggio, come il vento che soffi in mezzo a fitte chiome.
Mi dava da bere – diceva – e quella sorgente che era la mia vita mi arrivava dall’alto e dal basso, mi circonfondeva in un tumulto di gocce. Come fosse un miracolo ogni volta che quella energia mi stava intorno, il mio essere stillava polline e profumi.
Arrivai a nutrire un sentimento insano. Sentivo un amore suadente e sconvolgente. Il suo odore, l’energia, la sua linfa mi davano vita. Restammo insieme. Poi, poco a poco la vidi spegnersi. Non aveva la sua forza precedente. Mi guardava con un ‘energia seria, e dai suoi pianeti verdi stillavano lacrime che bruciavano – sembravano di sale – la mia pelle tenera.
Le mie radici si ribellarono e rifiorirono.  Io la guardavo sfiorire, e anche per me era giunto quello stesso momento. Il tappeto rosso e scuro mi aspettava,  lo scricchiolio di foglie scheletriche era un orrido urlo silenzioso.
Nessuno si accorse, tranne lei.

Certo, d’autunno le foglie si seccano e cadono.

D’autunno mille foglie e mille colori muoiono.  Ma lei mi raccolse. Mi richiuse in un oggetto strano che salvaguardava la mia antica forma.  Mi guardava sorridendo quando apriva quelle pagine, e non avrebbe mai saputo, mai avrebbe immaginato che io sono ancora viva e che anche lei lo è, per strane, astruse e vegetali alchimie.

Certo, d’autunno le foglie si seccano e cadono. Ma, nessuno sa, nessuno lo immagina che esse possano scegliersi una vita da portarsi via.

Grazia Capone

Autrice. Scrittura, sceneggiatura, musica, grafica, testi teatrali, contenuti ed ideazioni siti web. Videomaker. Libri pubblicati: Cumannanti Giulianu - Abramo editore I colori di Śiva a cura di Alberto Samonà (partecipazione) - Tipheret editore Salone Alchemico - Pungitopo editore Produzione grafica e creazione di cd musicali di musica popolare in collaborazione con Salvo Nigro, ex Taberna Mylaensis.

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