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“In casa Melzi con Leonardo”

“In casa Melzi con Leonardo”

Secondo Incontro – intervista con il Prof. Gianlodovico (Gian Vico) Melzi d’Eril

Ho avuto il piacere e l’onore di conoscere Prof. Gian Vico Melzi d’Eril il 22 ottobre 2019 in occasione di una conferenza tenutasi per il cinquecentesimo anniversario della dipartita di Leonardo, denominate “Magenta e Leonardo Da Vinci”.

In questo evento l’esimio Professore, discendente di Giovanni Francesco Melzi, l’allievo prediletto di Leonardo Da Vinci, ci parlòdei manoscritti perduti di Leonardo da Vinci.

Oggi invece parliamo della sua ultima opera: il saggio “In casa Melzi con Leonardo” edito da Brioschi Editore. Il libro ripercorre il rapporto tra Leonardo e il suo allievo Francesco Melzi, antenato dell’autore, a cui lasciò in eredità i disegni e i manoscritti artistici e scientifici.

ISBN:                    9788899612733
USCITA:               giugno 2020
PAGINE:              304
FORMATO:         17×24
CONFEZIONE:   brossura con inserti fotografici

«Buongiorno Professore, è un vero piacere incontrarla di nuovo, specialmente in questo particolare periodo, quindi la prima domanda che vorrei porle è proprio attinente a questo: come sta, tutto bene in famiglia?»

Tutto bene, per ora, e così spero di Lei e dei Suoi cari.

«Sì grazie, tutto bene anche qui. Prima di parlare del suo ultimo libro, sarei molto interessato ad avere il suo parere su questa pandemia, a ruota libera, quali sono le su riflessioni e che consiglio potrebbe darci dal suo punto di vista?»

La prima osservazione che mi viene in mente è come in poco tempo un evento che nessuno poteva immaginare ha trasformato la vita in tutto il mondo. Non eravamo preparati ed era obiettivamente difficile immaginare un simile disastro. Ho letto in questo periodo i libri di Carlo Cipolla sulle epidemie di peste del Seicento e ho trovato molte situazioni analoghe a quelle che stiamo vivendo oggi. Come allora, mutatismutandis, sappiamo veramente poco del comportamento di questo agente eziologico e troppi esperti si sono sbilanciati in giudizi e previsioni che si sono rivelate sbagliate. Un solo consiglio: prudenza e come raccomanda papa Francesco seguiamo le direttive che ci danno gli organi preposti. 

«Grazie, parliamo ora del saggio “In casa Melzi con Leonardo” edito da Brioschi Editore, la sua passione per il Genio vinciano è nota, come testimonia il suo legame diretto con Giovanni Francesco Melzi, l’allievo prediletto di Leonardo Da Vinci, ci vuole cortesemente riassumere la trama?»

Non è un romanzo e quindi non c’è una trama. Tuttavia, si può dividere il contenuto in due parti. Nella prima sono riportati i miei ricordi di bambino e di ragazzo nella casa di Vaprio dove la memoria di Leonardo era vivissima. Quindi, la presentazione di Giovanni Francesco Melzi della sua vita, della famiglia, dell’incontro con il maestro Leonardo. Con lui i viaggi a Roma e in Francia fino alla morte il 2 maggio 1519. La seconda parte racconta le vicende dei documenti di Leonardo ereditati da Francesco, suo erede ed esecutore testamentario, che si occupò di riorganizzarli nel Libro di Pittura. Purtroppo dopo la sua morte inizia la loro dispersione, una storia intricata e affascinante anche se molto è ancora da scoprire. I suoi manoscritti vengono sottratti, smembrati, ricomposti e si trovano sparsi in molti musei del mondo

«Tornando al suo amore per Leonardo, come ha carattterizzato la sua vita, questa passione?»

Al momento di scegliere gli studi universitari ebbi molta incertezza se seguire la passione per le lettere e la storia oppurequella per la chimica per la quale era nata una forte attrazione per la bravura e il fascino del docente del liceo. La scelta andò verso la chimica ritenendo che avrei comunque potuto approfondire l’altra passione mentre sarebbe stato impossibile fare il contrario. E così è accaduto. Durante la mia carriera accademica che termina come ordinario di Biochimica Clinica dell’Università degli Studi di Milano e con la direzionedel Laboratorio di Analisi dell’Ospedale San Paolo, ho potuto nel tempo libero approfondire le mie conoscenze sul maestro di Vinci. Ci tengo a precisare che le mie pubblicazioniscientifiche sono tutte in campo biochimico ed assistenziale. Per questo libro ho raccolto notizie, informazioni, ricerche degli studiosi di Leonardo e ho cercato di dare loro una forma organica per seguire le vicende rocambolesche della dispersione dell’eredità vinciana.

«Quali sono le emozioni che prova e che ha provato affrontando lo studio su un personaggio come Leonardo da Vinci?»

In realtà il rapporto con Leonardo è sempre stato come quello con un familiare e quindi dominato da un senso di intimità non facile da spiegare.

«Considerando la sua esperienza come autore, vista la mole di pubblicazioni, circa 380, quale consigli si sente di poter dare a uno scrittore esordiente?»

Il rigore scientifico che non poteva mancare nelle pubblicazioni accademiche è stato alla base delle mie conferenze e quindi anche dello scritto. Il consiglio è quello di  seguire la stessa strada: niente fake news o interpretazioni personali! Su Leonardo ce ne sono già tante…

«Progetti futuri?»

Il Codice Urbinate è il manoscritto del Melzi che poi diventa il Libro di Pittura. E’ affascinante ma difficile da leggere e da interpretare. Chissà! Potrebbe essere un argomento da trasformare in facile lettura per tutti, incorniciando dalla sua storia anche questa travagliata,e di quella dei personaggi che lo hanno posseduto e più tardi pubblicato.

Gian Vico Melzi d’Eril

Nato a Venezia e laureato in Chimica e Medicina a Pavia, ha intrapreso la carriera prima in ambito ospedaliero e poi universitario, terminandola come professore ordinario di Biochimica Clinica presso l’Università di Milano. È autore di circa 380 pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali e internazionali. Come discendente di Francesco Melzi, è cresciuto fin da bambino a fianco della figura di Leonardo da Vinci. A Vaprio d’Adda, nella casa di famiglia, è stata conservata per diversi decenni la maggior parte degli scritti e dei disegni di Leonardo, prima della loro dispersione.