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Incontro con i retroscena di Cornia

Incontro con i retroscena di Cornia

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I lettori di Kukaos già conoscono Guido Cornia, che da quasi un anno fa parte della famiglia Placebook Publishing & Writer Agency, e molti di loro hanno letto il suo “Dio riconoscerà i suoi”. Ma di recente sono uscite altre due puntate dei retroscena storici indagati da Cornia, da sempre appassionato dell’argomento. Per questo abbiamo deciso di intervistarlo di nuovo per i lettori di Kukaos.

Allora raccontaci del proseguo di Dio riconoscerà i suoi, perché il sottotitolo è “I retroscena della Storia”?

Perché la storia ci viene raccontata necessariamente per sommi capi, facendoci perdere dettagli significativi di ogni vicenda. E viene scritta dai vincitori per essere letta ed insegnata nella patria di quegli stessi vincitori. Se le vicende del de bello gallico, anziché essere state scritte da Giulio Cesare, fossero il racconto di un barbaro sconfitto, forse sarebbero diverse. I cronisti tendono sempre a blandire i protagonisti della vittoria, lasciando in ombra azioni o personaggi apparentemente secondari ed invece determinanti. Mi capita spesso, approfondendo un argomento, di trovare particolari stonati rispetto alla narrazione ufficiale, e allora vado a scavare e riscrivo quella storia per come potrebbero davvero essere andate le cose.  Qualche esempio? Eccone uno: notizia ufficiale: Napoleone viene sconfitto a Waterloo. Ha commesso marchiani errori di strategia e Wellington l’ha battuto. Sfortunatamente Napoleone a Waterloo non c’era. E a battere l’esercito francese non fu Wellington ma il prussiano Blucker.

Altro esempio: seconda guerra mondiale. Battaglia delle Ardenne. I tedeschi modificano la segnaletica stradale e, travestiti da americani, stanno per impossessarsi dei depositi di carburante necessari ai loro micidiali carri armati Panzer. Hanno praticamente vinto. Ma gli alleati si accorgono dell’inganno grazie ad un passerotto in gabbia, e rovesciano le sorti della battaglia. Un passerotto in gabbia ha cambiato le sorti della seconda guerra mondiale, o ha contribuito a farlo. Quale libro di storia ha mai parlato di quell’uccellino?

Ecco già scritti due romanzi.

Ci racconti qualcosa di “Le ancore di Rosenbaum”?

I presupposti sono gli stessi: chi ha scoperto l’America? Ma Cristoforo Colombo, diamine! Lo sanno tutti. Siamo proprio sicuri? Perché si chiama America e non Cristofora? 

E di “Memorie di un’ombra”?

La guerra d’indipendenza degli Stati americani dall’Inghilterra, e la rivoluzione francese vedono come protagonista centrale il Generale Marchese di Lafajette. Ma dietro di lui si muove l’ombra di uno sconosciuto di cui i libri di storia non parlano. Chi è il proprietario di quell’ombra?

Parlaci dei titoli, come li scegli?

In base al contenuto del romanzo. Non cerco poesia, nei titoli: credo che il lettore abbia diritto di sapere di quale argomento andrà a leggere. Una sintesi della sinossi. Quindi sintesi della sintesi.

Scrivi molto, dove trovi il tempo per farlo?

Sono in pensione, ho tanto tempo libero. Impiegavo anni a scrivere i miei romanzi, e troppi ne ho dovuti rimandare. È tempo di rispolverare qualche milione di idee.

Come hai vissuto il periodo del lockdown?

La televisione dice che c’è in giro un virus. Io non mi ero accorto di niente. Ero in quarantena davanti al mio computer da oltre quattro anni.

Nella precedente intervista ci hai parlato di un altro genere narrativo che volevi esplorare, ci puoi svelare qualcosa adesso dei 5 romanzi che hai definito di “genere diverso”?

Ho raccontato cinque retroscena della storia. Ora ho cominciato a raccontare i retroscena della mitologia. Lo schema è identico: la mitologia parla di personaggi, creature ed eventi fantastici.

Ma che c’è scritto davvero nell’Edda di Srnurlson, testo base della mitologia norrena? Ricerche correlate aprono scenari che sarebbe riduttivo definire sorprendenti.

Che ci dicono davvero le tavolette sumeriche accatastate nei magazzini dell’università di Oxford? Teorie pazzesche diventano improvvisamente sensate.

E le iscrizioni sugli obelischi e sulle pareti dei templi egizi? Per non parlare dei papiri Chester Beatty del museo del Cairo!

Che c’è scritto davvero nella Bibbia? Le traduzioni letterali e non a scopo religioso mostrano un panorama assolutamente differente e sconvolgente.

E l’Odissea, sgombrato il campo dalle fastidiosissime rime di poetastri traduttori e tradotta direttamente e letteralmente dal greco antico, che vicende ci racconta?

Ho raccolto materiale per anni. Opinioni e teorie di scienziati seri ed accreditati. Un patrimonio di conoscenza inestimabile

Saranno cinque romanzi più un lungo proemio, tutto portato avanti in parallelo, perché gli incastri e le correlazioni tra le cinque narrazioni lo impongono.

Chiederò all’Editore di coniare il termine di un nuovo genere: fanta-mitologia, retromitologia… Qualcosa del genere.    

Raccontaci come hai incontrato Placebook

Scrivere romanzi lunghi come i miei è appagante, ma faticoso. Avevo provato diverse soluzioni per pubblicarli, ma non funzionavano: spedivo un manoscritto ad una grande casa editrice e mi rispondeva che non avevano tempo di leggere romanzi d’autori esordienti. Il self- publishing è in realtà un self-printing and self-buyng: devi farti da solo l’editing, la grafica della copertina… Manca solo te li debba anche rilegare. La cartoleria sotto casa mia sa fare di meglio. Tutto questo per poi comprarti da solo le copie.

Le piccole case editrici fano una copertina di sconcertante banalità, mettono nel contratto l’obbligo d’acquisto di centinaia di copie, poi non fanno niente altro. E il tuo libro è sepolto.

Insomma, avevo rinunciato e scrivevo per me, nelle sere in cui alla TV c’erano Barbara d’Urso, l’isola dei famosi o le tre rose di Eva.

Poi a gennaio mi sono imbattuto su Internet nell’annuncio di due matti che facevano editing professionale, una grafica bellissima per le copertine e le eventuali locandine, seguivano gli autori, realizzavano materiale promozionale per eventuali presentazioni o firmacopie… Si occupavano della diffusione e della promozione, e nel caso si facesse viva una casa editrice importante ti facevano da agenti letterari. Roba da editoria di lusso. E non volevano soldi né copie acquistate!

Ho scritto pensando di farli ricoverare alla neuro-deliri, ed invece eccoci qui: tre romanzi pubblicati e la riedizione di due precedenti in fase di pubblicazione. L’amicizia con i due matti, che poi sono tutt’altro che matti, la condivisione di idee e di esperienze con più di cento altri Autori, molti dei quali davvero di classe… Un’idea nuova e formidabile.

Sei soddisfatto di questa esperienza?

Dopo quello che ti ho detto, come non potrei?

Qualche idea o sogno nel cassetto?

Stavo pensando al Nobel per la letteratura, ma il viaggio per Stoccolma è lunghetto: vedrò se ho voglia di andarlo a ritirare.