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Incontro con la scrittrice Biancamaria Folino

Incontriamo un’altra autrice che è entrata a far parte della famiglia PlaceBook Publishing&Writer Agency Biancamaria Folino con il suo libro “Sonorità Vitali”.

Biancamaria Folino


Ciao Biancamaria iniziamo subito con una domanda classica: chi è Biancamaria Folino?

Prima di tutto un’amante della vita in tutte le sue forme. Sono nata a Milano nel 1963 e all’età di 15 anni mi sono trasferita in Brianza, a Lesmo con la mia famiglia. E qui tuttora vivo e lavoro. Sono un’operatrice shiatsu e una studiosa di Medicina Tradizionale Cinese e di Qigong, una disciplina energetica e medicale. Tutto questo pur avendo un passato da giornalista che mi ha visto scorrazzare per il territorio in qualità di cronista locale. Da sempre scrivo, in prosa e poesia e ho elaborato anche una tecnica di poesia visiva che parte dai calligrammes di Apollinaire per elaborarli e farli diventare dei veri disegni di parole. Uso la china e pennini e disegno con le parole.

Calligramma


Biancamaria non è un nome comune, ci puoi raccontare perché i tuoi genitori hanno scelto proprio questo nome?

Perché era il nome delle mie nonne, Bianca mia nonna paterna e Maria quella materna. I miei genitori per non far torto a nessuna delle due hanno unito i due nomi in uno. Tra l’altro ho sempre avuto un legame con entrambe le mie nonne anche se in realtà una, mia nonna Bianca se n’era già andata quando io sono nata. Conservo ancora una sua fotografia.


Di cosa ti occupi nella vita?

Attualmente mi occupo quasi esclusivamente di Medicina cinese e Qigong, ho frequentato il triennio professionale e poi un altro triennio che era una sorta di Master di approfondimento della  Medicina Tradizionale cinese. Sto frequentando anche un corso che mi permetterà di diventare operatore di Qigong che come spiegavo prima viene definito “la mamma del Kung fu”, più precisamente Lavoro (Gong) con l’energia (Qi): è una disciplina energetica, una sorta di ginnastica medicale nella quale si punta al riequilibrio energetico, alla centratura e alla flessibilità della persona. Viene anche definito “arte di lunga vita” perché in fondo se ci facciamo caso la vita è fatta di flessibilità più che di forza ed essere centrati è ciò che ci permette quella presenza e lucidità mentali che sono fondamentali nella nostra esistenza e soprattutto nel nostro benessere.


Sulla homepage del tuo sito compare in primo piano il tuo nome seguito dalle parole Shiatsu – Letteratura, dunque ti chiedo: cosa è più importante per te tra le due?

In realtà sono complementari, per me sono state due maniglie che hanno aperto porte sull’Universo in meravigliosi modi. Cronologicamente parlando viene prima la letteratura, nel senso che se sono ormai oltre 15 anni che mi occupo di shiatsu, ho sempre scritto, fin da quando ero una bambina. Però sono importanti allo stesso modo per me, sono arte dove le mie mani raccontano storie e lo fanno con le pressioni  (perpendicolari e costanti) nel caso dello shiatsu e con le parole nel caso della letteratura. Inoltre sono entrambe un modo di essere per me: io non sono se non scrivo e non sono se non mi prendo cura di qualcuno, accogliendolo e sospendendo il giudizio. Del resto sono madre anche nella vita, ho due figli che sono stati un’esperienza unica e intensa e che sono tutt’ora un fantastico viaggio per me.


Ci puoi descrivere brevemente cos’è lo Shiatsu e cosa potrebbe legarlo alla letteratura?

Lo Shiatsu letteralmente è Shi (dito) atsu (pressione), tradotto dal giapponese. E’ una tecnica pressoria di stimolazione e riequilibrio energetico.  Si tratta di un’antica tecnica cinese di massaggio energetico portata in giro per il mondo dai monaci giapponesi e che si basa sui principi della Medicina Tradizionale cinese e sulla teoria dello Yin e dello Yang. Il ricevente si affida ad un operatore che esegue una diagnosi energetica e quindi decide quale percorso seguire per riequilibrare il ricevente. Noi siamo corpo-mente per i cinesi antichi, ovvero non esiste la dicotomia occidentale che separa il corpo dallo spirito o anima che dir si voglia, ma siamo un tutt’uno. Ecco allora quando penso a questo mi viene subito in mente una frase di Borges: “Mi fa male una donna in tutto il corpo”. Le parole ci servono per comunicare e per definire il nostro mondo compreso ciò che ci circonda. In quella frase Borges mette bene in luce come l’amore porti conseguenze anche fisiche, perché le emozioni fanno proprio questo, sono una forma di energia in fondo. Anni fa ho organizzato un workshop con l’associazione Contaminazioni che si intitolava “Shiatsu e scrittura creativa” e che univa proprio le parole con il tocco e devo dire che i partecipanti hanno scritto cose bellissime e fatto esperienza dell’altro in un modo particolare, cioè toccandolo e cercando di sentirlo.


Bene,parliamo del tuo Libro “Sonorità Vitali”,un bel titolo, perché hai scelto proprio questo?

Ho scelto questo titolo perché ritengo che la musica sia la colonna sonora della nostra vita, l’arte principe che più di altre ci ispira. Io mi sono fatta ispirare da 7 dischi per scrivere le storie di 7 donne, a volte vincenti altre no, ma tutte impegnate nel gestire il proprio vissuto e le proprie emozioni con diverse strategie. E come io mi sono fatta ispirare, vorrei che lo facessero anche i lettori, ecco perché abbiamo deciso di pubblicare il link ai vari brani.


Trovo molto originale l’idea di scrivere un libro partendo da delle canzoni, ci puoi raccontare come ti è venuta in mente?

Io ascolto spesso musica e di vario genere. E altrettanto spesso quando ascolto brani  mi viene da scrivere. L’ascolto dei brani mi ispira versi per esempio. Quindi ho scelto dei dischi che ho particolarmente amato e che tutt’ora ascolto e mi sono lasciata trasportare dalle note per tracciare i 7 personaggi che animano i racconti.


Hai pubblicato altri libri o hai avuto altre esperienze letterarie?

A dire il vero moltissime. Con vari editori anche e poi per 10 anni mi sono dedicata al selfpublishing perché non riuscivo a trovare un editore come intendevo io. In passato mi sono rivolta perfino ad agenti letterari. Ho partecipato a diversi concorsi letterari, arrivando in finale e vincendone alcuni e ho partecipato a diverse antologie. Con Pulcinoelefante ho pubblicato alcune poesie visive e con Stampa Alternativa un saggio sulla mail art, un circuito artistico postale di cui ho fatto parte tanti anni fa, solo per citarne due. Poi, per puro caso, quando stavo scegliendo la copertina ed ero praticamente pronta ad autopubblicarmi. Sonorità vitali ho incontrato Pedrazzi editore, incontrato si fa per dire. Ho trovato un suo post sui social e mi sono detta “proviamo”, confesso che fino all’ultimo ero dubbiosa e non credevo che le promesse dichiarate sarebbero state mantenute. E invece è successo di più, mi sono ritrovata a far parte di un gruppo social molto bello con persone davvero piacevoli, diverse tra loro , ma con tutte è molto bello interagire. Non solo ho pubblicato il mio libro con Pedrazzi, ma sono nate diverse sinergie che mi hanno e mi stanno arricchendo e questo non può che farmi piacere.


Puoi descrivici con parole tue cos’è la musica e cosa significa per te…

La musica è l’arte che ritengo principe, nel senso che è quella che mi ispira maggiormente a scrivere. E’ la colonna sonora della mia vita, io ascolto spesso musica e anche durante i trattamenti uso dei cd per rilassare i miei riceventi.


Ancora un paio di domande: qual è il tuo prossimo progetto?

In realtà di progetti ne avrei due, uno è un romanzo che si occupa di memoria perché in un’epoca in cui si fa un gran dire di vivere il qui e ora indagare sulla memoria diviene uno strumento di accesso verso quella dimensione. Inoltre credo che la memoria ci definisca in un certo senso e quindi è importante. Il secondo progetto è in realtà una sinergia con Fabio Pedrazzi che vedrà l’unione delle mie parole con i suoi colori ed è un progetto a cui tengo molto, non solo perché mi piace e non vedo l’ora di poterlo condividere, ma perché la collaborazione con altri artisti è uno dei traguardi che mi pongo da sempre. La relazione interpersonale è una parte importante della nostra vita e quanto si riesce a creare qualcosa insieme…direi che è meglio di una stretta di mano!


Che tipo di messaggio vorresti comunicare con i tuoi libri?

Tutto sommato e nonostante il fatto che le mie storie non siano sempre positive, il messaggio che vorrei dare è positivo: c’è sempre una possibilità di riscatto, perché il mondo è un luogo grande dove c’è posto per tutti. Possiamo cadere e lo facciamo perché siamo umani, ma non è il nostro fallimento a definirci, piuttosto la nostra volontà di rialzarci.

Bene, abbiamo conosciuto un altro personaggio interessante, grazie Biancamaria e auguri per il tuo futuro da scrittrice, operatrice shiatsu e studiosa.

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