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Incontro con l’artista Vojsava Caushaj in arte Savà

Incontro con l’artista Vojsava Caushaj in arte Savà

di Arnaldo Citterio

E’ entrata a far parte della schiera di scrittori che si riferiscono alla PlaceBook Publishing&Writer Agency  Vojsava Caushaj in arte Savà con il suo libro dal titolo  “Oltre”, un’autobiografia avvincente, di una storia umana che vede protagonista una donna che non si è arresa.
E’ senza dubbio una persona fuori dal comune, che ha trovato nell’arte uno strumento utile e versatile per divulgare nel mondo quel certo tipo di cultura che va proprio”oltre” al normale significato della parola stessa, quella cultura che si basa sull’avvicinamento dei popoli con lo scopo della conoscenza reciproca che ha alla base un obbiettivo importante: far comprendere, come dice Savà che la diversità non è un problema, bensì è un’opportunità.

Vojsava Caushaj

Ma leggiamo la bellissima intervista che dopo i primi convenevoli, Savà ci ha rilasciato.

«Ciao Savà iniziamo così: da dove viene il tuo nome d’arte “Savà”?»

Sono originaria dell’Albania e il mio nome è Vojsava. Da noi si usa spesso il nome abbreviato, quindi rispondevo: Sava. Per puro caso nella provincia di Taranto dove abito, c’è un paese con questo nome e così decisi di farmi chiamare Savà.
Trovando difficoltà a pronunciare i nomi degli immigrati provenienti da altri paesi, mi capita di sentire spesso come risposta “che nome strano…!”
Con un pizzico d’ironia generalmente ribatto: “è diverso dal tuo, non strano”. E non a caso in ogni progetto interculturale nelle scuole a cui partecipo, dopo i saluti iniziali scrivo sulla lavagna il mio nome, in questo modo spiego ai ragazzi che apparentemente ci sono differenze, ma poi una volta che ci siamo conosciuti si trovano tanti punti d’incontro e di somiglianza.

Sava (Taranto)

«Bene, parliamo del titolo del tuo Libro che già appare molto significativo “Oltre”, perché hai scelto proprio questa parola?»

Pensando per un attimo al tempo occorso per scrivere questo libro, agli anni di esperienza spesa in “multicultura”, all’arte e alla mia vita personale, già questo è un buon motivo per considerare “Oltre”, nel senso di  oltre ai tempi, oltre a qualsiasi ostacolo che mi impediva di realizzare i miei sogni. Nascere “diversa” in un paesino del regime comunista non è stato facile. Dovevo studiare e andare all’università a tutti costi, dovevo fare “Oltre“.
Per destino o per scelta mi trovo “Oltre il mare..”, di sicuro gli ostacoli della vita non mi hanno mai spaventato o mi hanno fatto fare dei “conti”.  Ho seguito sempre il cuore e soprattutto ho difeso ciò che ritenevo giusto per me e per gli altri. Scelte che magari a volte ti fanno sentir sola, ma nello stesso tempo “Oltre”, quasi come in un mondo di sogni, pulito e riservato a pochi… Il mio Oltre” nel lavoro, è stato trovare soluzioni, a volte stravolgendo le regole, ma che mi hanno dato quella bella sensazione che prima di essere stata professionale sono stata umana . Lascio un po’ di mistero: viaggiando nelle pagine del mio libro, chi vorrà leggerlo troverà gli altri lati del mio “Oltre” e magari capirà anche “Oltre” le righe.

Savà in un quadro dell’artista Giuliano Grittini

«Leggo sulla tua pagina Facebook che non vedi l’ora di raccontarti, su di te ci sono già diversi articoli scritti da svariate testate giornalistiche, cosa ci puoi dire di nuovo o di diverso per Kukaos Magazine?»

Si è vero, diciamo che il libro è una buona scusa per incontrarmi con amici e non, un po’ come i salotti delle muse del passato e del presente che ho creato, ricco di libri che ho divorato in fretta e quadri che hanno immortalato il mio viaggio nell’arte. Desidero raccontare il mio modo di guardare e sentir la vita… appunto come l’ho vissuta io “vivendo sentendo…”.
Ho buona memoria di quello che mi è successo e di solito racconto fatti ed episodi che collegano persone, sentimenti e luoghi legati tra di loro, tentando di raggiungere e ottimizzare un senso che io chiamo Armonia. Mi hanno intervistato diverse testate giornalistiche e ogni tanto anche qualche TV locale pugliese. Nella maggior parte dei casi ho raccontato la mia missione di mediatrice culturale linguistica il cui obbiettivo  è creare ponti tra le culture ed andare “Oltre”, allo scopo di guardare il diverso come un’opportunità e non timore. Per Kukaos potrei aggiungere l’emozione del mio libro, quasi quasi non ci credo nemmeno io che la mia storia, che in fondo è quella di tanti altri donne e uomini che ho incontrato per lavoro, ma anche per passione, ora potrà essere letta e conosciuta da tante persone. Questa cosa  mi commuove e mi fa sentire forte. Ora posso sicuramente dire che:  “qualunque siano le difficoltà, mai mollare o smettere di sognare”.

«Ti sei laureata nel 1992 a Tirana e sei venuta a Roma nel 1996 in cerca di lavoro, la domanda è: riguardo alla tua esperienza di migrante cosa è cambiato oggi nel 2020 rispetto al 1996 quando sei giunta in Italia?»

Potrei raccontare tanto, sia dal punto di vista della mia esperienza personale da immigrata, che anche da esperta, in quanto tuttora mi occupo di tutto ciò che prevede la legge sull’immigrazione in vigore. Posso dire da subito che è cambiato lo spirito, l’entusiasmo e la speranza di una vita migliore una volta immigrati in un paese con tanta storia e cultura.
Prima nelle scuole, nelle istituzioni e nella società intera si percepiva tanto entusiasmo per promuovere progetti di multicultura. In Puglia non si è mai sentito un gesto xenofobo o di discriminazione per il colore della pelle o altro.  Oggi invece basta che si vede in sala d’attesa un ragazzo proveniente dall’Africa e nell’ufficio comincia il mormorio, per esempio: “ecco vengono qua per avere tutto gratis”.
Senza ombra di dubbio tutto ciò è il riflesso dei momenti difficili che l’intera società sta passando.
Confermo comunque che esistono tante associazioni, che credono nei valori della buona convivenza, che si organizzano da sé, anche in silenzio e continuano a promuovere iniziative a favore del’integrazione senza perdere la speranza di pace.

«Ma torniamo al lato artistico, ci puoi raccontare dell’incontro con l’artista che, come scritto nella presentazione del tuo libro, ti ha elevato a musa in un meraviglioso sogno dell’arte?»

Dopo avercela fatta da immigrata, acquisito una lunga esperienza nei progetti di multicultura per la Puglia e oltre, era arrivato il momento di una crescita personale che ho iniziato attraverso la letteratura italiana e filosofica. Mi capita un giorno di leggere la storia di una poetessa italiana: Alda Merini. Aveva vissuto anche lei a Taranto… e il suo fotografo Giuliano Grittini era venuto a fotografare i luoghi e i posti da lei vissuti, le stesse località vissute anche da me, nella “città dei due mari”.
Giuliano Grittini riconosce in me un’altra artista diversa, che sognava e gli parlava con tanto entusiasmo delle fotografie dei progetti interculturali che avevo immortalato in tanti anni. Nasce subito una bella collaborazione, sviluppata attraverso vari progetti. Nascono mostre fotografiche con le mie  le foto, libri di multi cultura, un calendario d’autore e tanti scatti diventati quadri dove il mio volto cambiava in ogni tappa di questo viaggio che spesso chiamavamo “Vida”!!

Presento ora un quadro Street Art dove il mio volto si intreccia nei muri con le scritte per le vie di Taranto vecchio.

«Cosa pensi di dare tu all’arte e cosa pensi che l’arte doni a te?»

Bella domanda, di sicuro sono stata tutta me stessa, come qualcuno notò in una mostra realizzata dell’artista fotografo che mi vede in mezzo alle mie amiche di viaggio come Alda, Frida, Nahui Olin un’altra artista messicana dei salotti di Frida…
Sono un’immigrata dei giorni d’oggi, un’immigrata che senz’altro ha portato in arte la storia e i sentimenti della sua terra, che ha sofferto e non ha voluto mollare di sognare. Essere sé stessi viaggiando come diceva Frida:  “A cosa mi servono i piedi se ho le ali per volare”. L’Arte mi ha dato tanto… è stata come una scintilla un tocco magico che ha contribuito a far crescere in me la curiosità su tutto ciò che è bellezza, divorando storie di altre donne eroine o per esempio muse in arte, di confronti spirituali tra passato e presente, per individuare e riconoscere quel tipo di meraviglia che io spesso chiamo armonia.

Cracker Art di Giuliano Grittini

«Continuiamo parlando dell’Albania e degli albanesi, quali sono i progetti che stai sviluppando in questo periodo?»

Allora inizio subito a raccontare un bellissimo progetto realizzato in una scuola media “l’Albania a due passi da te…”: raccontare ai bambini di un paese così vicino le favole, le ninna nanne, ma soprattutto trovare quei punti d’incontro nei costumi, nelle parole dialettali che provengono dalla minoranza albanese (arbëreshë) che risiede da cinque secoli anche in un paesino della nostra provincia di Taranto e in tanti paesi in Calabria.
Un altro progetto che sto studiando da un po’ di tempo con alcuni amici musicisti in Calabria, è quello di mettere in campo i canti antichi arbëreshë che io già cantavo in Albania anche se con sfumature un po’ diverse dovute ai cambiamenti che hanno subito nei secoli.
Il mio contributo consiste nel portare in forma d’arte attraverso le mostre, i vari progetti realizzati per diffondere la cultura e le tradizioni albanesi in Puglia e oltre. Intendiamo inoltre esportare questa proposta anche fuori dall’Italia, dove esistono tante comunità albanesi, organizzando manifestazioni o eventi accademici riguardo all’Albania,  in particolare alle feste nazionali.

«Ora una domanda interiore personale: come si è evoluta la tua anima attraverso l’arte?»

Il potere dell’arte è grande. Cammini e quasi voli in una ricerca continua di meraviglie, che magari prima le osservavi, ma mai immaginavi che potevi esser tu stessa la protagonista… La magia dell’arte è che rende la tua anima immortale per l’eternità. E’ questa la meraviglia che spesso provo quando mi guardo in quei quadri a cui quasi non credo.

«Qual è in poche righe il messaggio che vorresti fosse recepito dai lettori del tuo libro “Oltre”?»

Il messaggio che vorrei lanciare ai lettori, con la narrazione la favola imprevedibile della mia storia è che solo con il coraggio e la fiducia tutto si potrà avverare, ma mi raccomando “Mai tradire l’anima”!

Finisce qui questo piacevole incontro una persona “diversa”, una persona… come noi. Grazie Savà!