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“Interferenze” – “Do ut des” – A memoria si vive una volta sola

“Interferenze” – “Do ut des” – A memoria si vive una volta sola

Quante volte ci siamo accorti di essere vittime di messaggi che ci giungono in sogno o anche ad occhi aperti?
Tali “interferenze” potrebbero arrivarci da altre vite vissute o che stiamo vivendo in altre dimensioni e che il nostro istinto a volte porta in superficie.
Se avessimo memoria delle altre vite vissute oppure ci rendessimo conto di viverle in altre dimensioni, saremmo in grado di gestirle meglio.
L’Essere decide di compiere un altro viaggio quando non ha raggiunto il suo scopo, per esempio se non ha finito di “imparare” o se non ha portato a compimento un particolare obiettivo.

È ormai certo il fatto che tutti noi abbiamo uno scopo, anche chi non se ne avvede.
Ci sono situazioni in cui l’Essere discende per la prima volta ed è lui stesso sgomento: non sa ancora chi è o cosa deve esattamente fare e non sa nemmeno che avrà la possibilità di morire e rinascere infinite volte.
Cosa o come sarebbe quest’Anima?
Nel corso della vita si raggiungono diversi livelli di consapevolezza.
Al primo livello è tutto nuovo e l’Essere reagisce agli eventi secondo ciò che gli sembra più giusto o per sua stessa indole servendosi dell’ospite.
Da dove viene l’istinto? Trattasi solo di combinazioni chimiche, casuali o genetiche?

E’ nato prima l’uovo o la gallina?

Se l’Essere discendesse dall’Energia presente nel Continuum dello spazio-tempo, potremmo dire che è sempre esistito ed esisterà per sempre in quanto pura energia, quindi in realtà non è mai un “nuovo arrivato”.
È un ciclo, come tale però ha un inizio e una fine che si ripetono all’infinito in congiunzione con l’ospite. Dipende in che punto del ciclo si trova l’Essere.
Quando lo scopo di raggiungere la Conoscenza del Tutto incluso di sé stessi si completa, il ciclo ricomincia con un nuovo ospite.
In questo caso anche l’Essere o “Anima” ha un inizio.
Tentiamo di dare una definizione “umana” di “Anima”:

“Essenza spirituale assimilabile ad energia. Non in misura di creatore, ma di creato, proveniente da una energia più forte (Madre).
Contiene entrambi gli aspetti maschile e femminile dell’individuo, ma non sempre in equilibrio.

Abbiamo accennato all’Energia che fluttua nel Continuum. Dal punto di vista negativo o positivo (bene o male) è di tipo neutro. Il suo scopo è mantenere in equilibrio il Tutto.
Ci sono realtà che non sono comprensibili a noi umani. Per sopportarle e per servirsene allo scopo di soggiogare i popoli, l’uomo ha inventato le religioni che sono anche una sorta di tentativo di razionalizzare ciò che non si comprende.
In tutto ciò rientrano alcuni fenomeni, esempio i deja vu, infatti come accennato prima esistono universi paralleli e multidimensionali.
Alcuni “illuminati” come Dante hanno descritto tali fenomeni a loro modo, come per esempio nella “Comedìa” dove i simboli esoterici sono presenti in ogni canto.
Gli esseri umani hanno persino usato il termine esoterismo per tentare di dare un senso a ciò che non comprendono.

Tornando al discorso principale, come avviene l’insediamento di un Essere?

E’ complicato, non succede in un singolo istante, bensì è un processo che potrebbe richiedere più vite fisiche e forme diverse anche non umane. In questo caso possono entrare in gioco “interferenze” volute, causate da forme diverse, definite aliene.

Dunque esiste un inizio, l’Essere si fonde con un ospite, per esempio di forma umana acquisendo energia da esso, donando in cambio qualcosa, perché egli stesso è energia.

Come tale non ha limiti fisici: può essere presente in più dimensioni o universi come ad esempio nei sogni, nei quali, in talune circostanze, l’energia può acquisire un carattere.
Dunque la comunione tra fisicità e spiritualità può generare il bene o il male, includendo tutte le situazioni multidimensionali e conferendo all’insieme dei poteri straordinari. Ecco perché dovremmo pensare che Dio siamo noi. Siamo tutti dei di noi stessi.

Ad ogni modo la Conoscenza non è misurabile. Nemmeno l’Essere può arrivare a sapere ogni cosa ed ecco spiegato anche il perchè dei cicli infiniti.

Saggio è colui che si accorge di essere sempre ad un passo dall’aver compreso che la conoscenza è talmente vasta da eliminare le differenze tra chi sa qualcosa e chi sa di non sapere”.

E chi detiene la Conoscenza deve elargirla.

Do ut des” non significa “dare per avere”, bensì  è un rapporto di scambio: io do affinché tu sia in grado di dare (non per forza di ritorno a me). Ed entrambi siamo quindi soddisfatti.

L’arte e la cultura sono gli strumenti del sapere, ma le risposte non sono indispensabili, invece le domande sono importanti: “Cogito ergo sum”.

Un altro esempio: immaginiamo un ferito e il suo soccorritore.

Il soccorritore aiuta il ferito.
Il ferito appare impotente e, a livello energetico, sembra essere solo un ricevente.
Il soccorritore suda “sette” camicie per salvarlo e succede una cosa strana: se ci riesce, il ritrovato sorriso del ferito lo ripaga di tutto. Se non ci riesce… è lo stesso, perché il soccorritore sa che ha fatto tutto il possibile.
Proprio come succede con i bambini, loro sono libri aperti è vero, ma chi riceve più beneficio dal rapporto insegnante / alunno?

Un saggio ha bisogno di ignoranti, un maestro ha bisogno di profani. Ignoranti e profani sono molto più importanti di chi sa. Perché è un ciclo. Poi in questa vita o nella successiva le parti si invertiranno. Ricordiamoci che è il male che rende possibile l’esistenza del bene e viceversa, ché ciò che sta sotto è uguale a ciò che sta sopra.

Non smettiamo mai di porci le classiche domande: chi siamo, da dove veniamo dove andiamo, esse sono l’inizio del cammino.
In questo modo si elimina il rischio che termini la crescita della Conoscenza e nuove domande non termineranno mai di nascere.

E’ nato prima l’uovo o la gallina?