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La metrica italiana

La metrica italiana

Di Gabriele Mistrangelo

Cos’è la metrica

Ma che cos’è la metrica? Secondo l’enciclopedia Treccani essa è “il complesso dei metri, cioè delle misure ritmiche che costituiscono la struttura dei versi; in senso più largamente storico, la metrica concerne lo studio delle forme attraverso cui si stabilisce e si evolve la tecnica della poesia.”
Più semplicemente possiamo dire che è la materia stessa di cui sono composti i versi.

Con questo primo articolo, che funge da introduzione, vogliamo incominciare un viaggio che ci porterà alla scoperta della metrica italiana. E lo si farà in modo tale che anche il lettore non avvezzo alla materia possa liberamente farsi un’idea della materia, principalmente grazie all’uso di esempi tratti dalle opere dei grandi poeti.

Da dove nasce l’idea di trattare dei versi e della loro misura?

La poesia del ‘900 si è espressa quasi universalmente attraverso l’utilizzo del verso libero, un verso che, per libera scelta dell’autore, non rispetta alcuna norma metrica o stilistica e la cui musicalità è dovuta essenzialmente alla scelta delle parole. Ecco, questo, a parere mio, unitamente al predominio della prosa, ha contribuito all’allontanamento del pubblico dalla poesia. Io sono dell’idea che la poesia sia soprattutto forma e la forma le è data dal suo metro. Rifuggo quindi dall’utilizzare il verso libero, pur non condannando chi lo utilizza. Parleremo quindi dei versi: di come si formano, di come si usano e di che parti sono composti. Cercheremo di farlo allontanando il più possibile da noi tutte quelle pedanterie scolastiche che tanto ci hanno fatto detestare lo studio della letteratura quando eravamo studenti. Per incominciare diremo quanti tipi di versi esistono. Negli articoli che verrano li prenderemo in esame singolarmente e avremo agio di illustrarli più chiaramente. Pronti? Si incomincia!

I versi

esistono dieci tipi di versi e vengono suddivisi secondo il numero delle loro sillabe:

  • 1) Endecasillabo: è il verso principe della poesia italiana. Si compone di undici sillabe nella sua forma piana. La decima sillaba è tonica. Es: Le donne, i cavalier, l’arme, gli amori (Ariosto)
  • 2) Decasillabo: si compone di dieci sillabe nella sua forma piana. La nona è tonica. Es: S’ode a destra uno squillo di tromba (Manzoni)
  • 3) Novenario: si compone di nove sillabe nella sua forma piana. L’ottava è tonica. Es: Il giorno fu pieno di lampi (Pascoli)
  • 4) Ottonario: si compone di otto sillabe nella sua forma piana. La settima è tonica. Es: Er pupetto vô la zinna (Trilussa)
  • 5) Settenario: si compone di sette sillabe nella sua forma piana. La sesta è tonica. Es: Silvia, rimembri ancora (Leopardi)
  • 6) Senario: si compone di sei sillabe nella sua forma piana. La quinta è tonica. Es: Sì dolce è ‘l tormento (Milanuzzi)
  • 7) Quinario: si compone di cinque sillabe nella sua forma piana. La quarta è tonica. Es: Cantano i Salii (Zanella)
  • 8) Quadrisillabo (o quaternario): si compone di quattro sillabe nella sua uscita piana. La terza è tonica. Es: Ride il cielo (Chiabrera)

Gli ultimi due sono il trisilllabo, formato da tre sillabe (la seconda tonica) e il bisillabo, solitamente una parola formata da due sillabe, di cui la prima tonica. Sono i più rari.

Penso che per ora possa bastare. Se vi interessa l’argomento, continuate a leggere KUKAOS!

3 thoughts on “La metrica italiana

  1. Una chiara e concisa introduzione alla poesia come forma artistica, con dei canoni ben precisi, non semplicemente sbrigliata creatività ma ordine e musicalità.

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