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La musicalità del volto

La musicalità del volto

Oltre la fisiognomica e la fisionomia

Il volto esprime identità e musicalità,  un’idea metafisica riconducibile a segni che lo animano e lo rendono vivo. Custode di intimità, ci informa dell’armonia di lineamenti più o meno pronunciati, come versi scanditi.

Mento, zigomi, rotondità delle forme danno voce a monologhi del cuore, così come le sopracciglia scolpite o lievemente accennate, le labbra tracciate con la cura armoniosa di una bacchetta in orchestra, lo sguardo di delicata spontaneità o di un temperamento fiero e ribelle.

Siamo partiture in braille lievemente sfiorate, eleganti movenze caraibiche, occhi semichiusi con storie da sussurrare, tratti nordeuropei nel silenzio di assorti pensieri.

Musica e armonia

Riconosciamo nell’altro un tema, un’idea sonora connesse al contesto culturale e personale. Restiamo sensibili alle dinamiche di uno spartito esterno e interno che, in fondo, ognuno compone. Nell’unicità di ciascun individuo, un’armonica veste è cucita con la giusta misura di spazio e tempo. Si resta senza fiato in un canto ispirato alla bellezza e se ne esplora il senso: ciò che si è per gli altri e per sé.

Sguardi vibranti delineano sonorità che commuovono e risuonano in ogni minuto corpuscolo tattile, nel ritmo dei respiri, in repertori corporei energici, caldi, ruvidi o sommessamente mesti. In fermento, l’umanità è voce e candore, soffio e articolazione di un fraseggio sensibile.

Pulsazioni isocrone, discrepanze intonative, combinazioni emotive, abbellimenti, sacri melismi. In interazione di significati esistenziali, frammenti di corpi partiture si muovono su coordinate in tensione, tra storie sospese o pronte alla fuga. Ogni persona è immagine sonora e, nel tentativo di decodificare l’altro, ricrea in sé assoli e danze non visibili a occhio nudo.

Senza protezione alcuna, infiniti volti scorrono soavi sotto le dita, al pari di fini pennelli e archetti di violini. Sorrisi o urla sono propri non ad un solo essere, ma empaticamente all’umanità intera e il colore diviene pedale per espandere luce.

Siamo potenza evocativa, pittura da ascoltare, suono da guardare, meravigliosa sinestesia del sentire.

Opere di Gabriella Zingale

Instagram: Gabriella Zingale

Articolo di Roberta Recchia