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La riscoperta delle lettere o epistole

Di Giulia Fuoco

È risaputo che buona parte della storia è stata scritta, e quindi tramandata, attraverso delle fonti assolutamente originali e preziose. Si tratta delle “lettere o epistole” che ci hanno raccontato, e continuano a raccontarci, gli aspetti più svariati del complesso universo umano. Dai valori ai sentimenti, dalla religione all’economia, dagli usi ai costumi… insomma un mondo riferito e ricostruito attraverso le lettere. Tanto premesso, ed essendo particolarmente attratta anche dalle figure degli antichi amanuensi, ho deciso di utilizzare questa tipologia di comunicazione scritta utilizzandola in modo creativo. Come mai? Per due semplici motivi.

La lettera come forma di dialogo
Sicuramente la lettera può diventare strumento di dialogo costruttivo. E si… la lettera si presta in maniera eccellente a questo obiettivo. È indirizzata ad uno o più destinatari, dai quali presuppone una risposta, per cui offre la possibilità di esternare un sentimento, un concetto, un pensiero… ma non in maniera arrogante e presuntuosa. La lettera, salvo qualche eccezione, non assolutizza per il semplice fatto che, per sua natura, resta in attesa di risposta.


La lettera e la sua flessibilità
Il secondo motivo è che la lettera è versatile. Proprio così… essa offre la possibilità di scegliere non solo il destinatario ma anche il mittente. Vi sembra strano? Non è detto che l’autore scriva per proprio conto, può farlo anche per conto di un altro. In questo caso, pur mantenendo la paternità della lettera, in realtà dà voce a pensieri e sentimenti che non gli appartengono ma che riesce empaticamente ad interpretare.
E poi, meraviglia delle meraviglie, il destinatario può essere chiunque. Un personaggio reale o immaginario, un sentimento, un oggetto… non ha importanza, ciò che conta è lo spazio infinito che si apre davanti a chi scrive. L’immaginazione non trova né limiti né convenzioni, è libera.


L’anima della lettera
La lettera può avere tante anime. Una, particolarmente affascinante, è quella che interpreta i più svariati colori senza mai cadere nei lacci dell’arroganza, della presunzione, della volgarità. È un po’ come una bella donna che si distingue più per la grazia che per la bellezza, che sa vestirsi di abiti diversi senza mai perdere la sua naturale attrattività, che indossa solo il profumo del rispetto e il cappello dell’umiltà.
Infine, in tema di emozioni, la lettera può trasformarsi in un’incredibile istantanea di certi stati d’animo che hanno un’anima “speciale” proprio nel momento in cui sono vissuti… se lasciati nelle mani del tempo, infatti, perdono molto caratteristiche che li rendono unici.
Chi è il destinatario della mia prima lettera? Vi anticipo soltanto che non è un soggetto ma è… tocca a voi scoprirlo!

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