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La vibrazione che cura

La vibrazione che cura

E’ un’operatrice del suono che ha studiato con il Maestro Thonla Sonam, uno dei massimi esperti in campane tibetane. Con lui ha studiato fino a raggiungere il livello Master e a breve raggiungerà una nuova specializzazione. Patrizia Mesiti, classe 1978, è nata a Galliate ma risiede a Magenta con il marito con il quale collabora nel campo della vendita degli impianti industriali. L’abbiamo intervistata per i lettori di Kukaos per esplorare l’affascinante mondo della vibrazione sonora. Vogliamo solo aggiungere la sua frase preferita, così significativa: “Ci sono due modi di conoscere la realtà. Uno, attraverso il suono e l’altro attraverso il silenzio. E’ mediante il suono che arriviamo al silenzio” (Maitri Upanishad).

Parlaci di te, chi è Patrizia Mesiti?

Sono Patrizia, donna in cammino sulla via del benessere per la mente il corpo e lo spirito, nell’amore e passione delle Campane tibetane. Sono una persona semplice con tanta voglia di imparare sempre cose nuove e rimettersi in gioco. Risvegliata, consapevole e formata dalla vita. Nasco a Galliate (NO) il 16-01-1978. Dal 2006 abito e lavoro a Magenta, collaboro con l’agenzia di rappresentanze e consulenza di mio marito Luca Colombo, la Colombo Rappresentanze srl, abbiamo due figli Alessandro e Giulia. Ideatrice della pagina Facebook di Magenta contro il bullismo e cyberbullismo. Sono da sempre in difesa dei più deboli, nella lotta contro qualsiasi forma di violenza. Da qui che nasce la mia pagina su Facebook per condividere temi che parlano di questo fenomeno, una pagina nata per sensibilizzare più persone possibile. Ho una grandissima passione per la natura. Amo fare lunghe passeggiate in montagna, per riconnettermi e rigenerarmi, mi piace osservarla e farne parte. Fin da ragazzina adoro fare sport, per molti anni ho praticato ginnastica artistica, sono attenta all’alimentazione , cerco di mantenere uno stile sano seguendo un alimentazione bio naturale, adoro la musica e tutto quello che mi fa sentire presente. C’è una frase che mi piace tantissimo del Magnifico Maestro Ezio Bosso: “la musica è una necessità, come respirare, come l’acqua…la musica ci insegna la cosa più importante che esista : ad Ascoltare e ad Ascoltarci, un grande musicista non è chi suona più forte ma chi Ascolta più l’altro è da lì che i problemi divengono opportunità. Tutti questi piccoli segnali mi hanno condotto verso il cammino e la passione che sto seguendo e mi hanno avvicinato alla pratica del suono con le campane tibetane in un primo momento per me stessa, scoprendo e traendo molti benefici. La mia “Missione” oggi è voler condividere la pratica con chiunque voglia sperimentare i loro effetti positivi sul corpo anima e mente, passiamo tantissimo tempo a curare la parte fisica di noi, troviamo il tempo per fare sport cerchiamo di mangiare sano, ma la maggior parte di noi non cura l’aspetto mentale e spirituale perché è appunto invisibile, quindi meno invadente del corpo. Il risultato è che andiamo a creare uno sbilanciamento, guardiamo solo in una direzione quella dei bisogni fisici, invece dobbiamo dare la giusta importanza a entrambi.

In cosa consiste essere operatrice sonora?

Sono un facilitatore dell’Armonia psicofisica. La Suono terapia è l’applicazione di precise frequenze sonore allo scopo di ritrovare l’armonia psico-fisico-energetica attraverso l’uso di tecniche, metodi e strumenti sonoro-vibrazionali, che stimolano uno stato ottimale e naturale di equilibrio e benessere (sul piano fisico, emotivo, mentale) della persona. Il suono ha delle potenzialità straordinarie di trasformazione e riequilibrio, conosciute da millenni in tutte le tradizioni e oggi la scienza sta rivalutando e mettendo in luce.

Che lavoro fai?

Collaboro presso la Colombo Rappresentanze srl, società di Rappresentanze e consulenza strategica per lo sviluppo commerciale nel campo delle tecnologie impiantistiche produttive di mio marito, occupandomi della ricerca di mercato.

Com’è nata questa tua passione?

La mia passione è nata per una mia ricerca personale, cercavo una forma di meditazione e di rilassamento per trovare un mio equilibrio dove riconnettermi al momento presente.

Che percorso hai fatto?

La mia formazione è avvenuta sotto la guida del maestro tibetano Thonla Sonam. Acquisendo il livello Master.

Quando questo percorso di studi ti ha cambiato e ti sta cambiando?

Quando a un certo punto della mia vita intorno a me c’era troppo “rumore”. Cercavo il silenzio. il silenzio dentro di me. Incontrai questa pratica e il mio meraviglioso maestro, iniziai questo percorso sonoro di meditazione e benessere. Non appena la mia campana tibetana suonò ebbi una sensazione bellissima, il suono mi avvolse in profondità. Sperimentai la sensazione di starmene li, tranquilla e indisturbata in uno stato di benessere assoluto, il suono nutriva la mia anima il mio corpo e la mia mente. Un ritorno a casa.

Tra le campane che usi ne hai una che preferisci e perché?

Sì, è stata la prima campana che ho acquistato, una campana antica di circa 60 anni fa, mi sono subito innamorata di lei, il suo suono mi ha portato subito in uno stato di gioia pace e serenità, mi ha riconnessa al momento presente, alla sua importanza.

Quanto importante è la vibrazione sonora nelle nostre vite a tuo giudizio?

Secondo il mio giudizio la vibrazione sonora nelle nostre vite è molto importante per il nostro  benessere. Infatti in tutte le epoche è stato attribuito ai suoni un potere misterioso: quello di dare energia. La vibrazione sonora con le campane tibetane sul nostro corpo ha un effetto riequilibrante e armonizzante. Accordare il proprio ritmo vitale a una campana significa rispettare la comune origine che lega tutto ciò che è vivo a tutto ciò che esiste. Bisognerebbe farla risuonare ogni giorno, anche per pochi minuti, soprattutto quando il tempo per farlo è poco e lo stress è alto. La capacità di attenzione e di concentrazione ne risulterebbero migliorate. È uno strumento musicale antico, non è un soprammobile esotico, ma un grande strumento di meditazione con la capacità di far incontrare le persone tra loro.

Pensi che il benessere sia una porta che si apre verso la salute?

Si, secondo me il benessere è fondamentale per la nostra salute. Avere dei momenti da ritagliarsi e fare quello che ci piace ha un valore importantissimo per la salute e il benessere della nostra vita. Quando siamo rilassati, felici e senza stress, siamo carichi di energia, non c’è cosa migliore che volersi bene e prendersi cura di sé stessi.

Ti piacerebbe che diventasse questa la tua principale occupazione?

Sicuramente la strada per trasformare questa passione in un lavoro principale è ancora lunga, ci vuole tanto studio e tanta pratica, certamente è un mio obbiettivo. Come citava Steve jobs:  â€œl’unico modo di fare un ottimo lavoro è amare quello che fai” la passione per le cose è in grado di darci tanta motivazione, lavorare per passione è il grande sogno di molti, ed anche il mio.

Raccontaci perché sottoporsi ad un bagno di campane tibetane o ad un trattamento?

Il primo beneficio offerto dal suono della campana è un recupero della capacità di ascolto: di un suono esterno, del proprio respiro, del proprio cuore. La campana tibetana mette in grado persone di età e culture diverse di fare un’esperienza piena, che lascia traccia, che resiste in mezzo alle infinite distrazioni che riempiono il tempo delle persone lasciandole vuote e insoddisfatte. Il motivo più forte per avvicinare le campane è dunque quel prendersi cura di sé che consiste in primo luogo nell’accettare ciò che si è. Il massaggio sonoro, avvolge la persona in un ambiente sonoro diffuso assai benefico per l’equilibrio vitale e il recupero energetico. La sensazione che si prova durante un trattamento con le campane tibetane applicate al corpo in corrispondenza dei cinque chakra principali è quella di essere immersi in un involucro dentro il quale si rivive l’esperienza prenatale di pace e compiutezza. Le campane tibetane sono diventate strumenti musicali preziosi, in grado di armonizzarci e rilassarci, producono suoni armoniosi e vibrazioni profonde. Il suono delle campane tibetane riequilibra la parte destra con quella sinistra del nostro cervello, ottenendo in questo modo innumerevoli benefici, eccone alcuni:

  • Favorisce il ritmo del sonno
  • Migliora la concentrazione
  • Attenua gli stati ansiosi e lo stress
  • Aumenta la nostra frequenza energetica
  • Aumento della creatività
  • Rafforzano il sistema immunitario
  • Ristabilisce uno stato ottimale di energia, fisica, mentale e spirituale
  • Durante la meditazione possono aiutare a tornare al momento presente
  • Aiutano a superare blocchi energetici ed emozionali
  • Armonizzano e purificano spazi e ambienti
  • Danno una sensazione positiva verso sé

Come facciamo a rivolgerci a te? Ci lasci un recapito?

Con questa mia intervista spero di avervi incuriosito, sono sicura di conoscervi presto per poter sperimentare voi stessi questi fantastici strumenti musicali. Ecco i miei recapiti: Patrizia Mesiti Mob./WA 338.609.22.28 . Email: patrizia.mesiti@alice.it

Ogni campana è realizzata con metalli che ricordano gli astri celesti, cosa significa?

Un po’ di storia. Le Campane tibetane erano diffuse in Tibet ancora prima dell’avvento del buddismo indiano, le tracce del loro utilizzo risalgono all’epoca dei monaci Bompo, (classe più elevata dei monaci Bon) erano considerati veri e propri Sciamani, che ne conoscevano il valore e le utilizzavano sul corpo umano. In India invece, i grandi meditatori Mahasitha, ne facevano uso per riequilibrare i centri energetici. Con l’avvento del Buddismo indiano, Padmasambhava ed i Bompo unirono le loro comuni filosofie per armonizzare corpo e mente. Altre fonti indicano che le prime notizie relative alle campane risalirebbero al 2000 a. C., ne sono segnalate tracce nelle zone montuose dell’Himalaya (Tibet, Mongolia, India del nord, Cina, Nepal) dove il loro utilizzo era vario: da ciotole per raccogliere le offerte, a recipienti per cucinare, a strumenti taumaturgici. In Nepal e nell’india del nord le partorienti mangiavano nelle ciotole per ripristinare la mancanza di minerali; diffusa era la loro presenza nelle cerimonie come anche nelle attività quotidiane in ragione delle proprietà purificatrici ad esse attribuite: il suono e la vibrazione delle ciotole ripulivano l’ambiente dalle forze negative e scioglievano i blocchi emozionali che rendevano pesante la vita.  Suonate con i tradizionali batacchi di legno divennero preziosi strumenti musicali, in grado di armonizzare il Microcosmo e il Macrocosmo. La corrispondenza del suono delle ciotole con quello dei movimenti planetari è data dalla sua stessa struttura materiale. La lega in cui sono realizzate composte da sette metalli, in cui sono connessi ai sette pianeti del sistema solare

•          Oro/Sole

•          Argento/Luna

•          Ferro/Marte

•          Mercurio/Mercurio

•          Stagno/Giove

•          Rame/Venere

•          Piombo/Saturno

La manifattura antica era una vera e propria arte e prevedeva un tempo di realizzazione molto lungo. La fusione era seguita dalla messa in forma e poi dalla battitura, e tutto questo era inserito in uno specifico rituale religioso e propiziatorio che teneva conto anche della posizione dei pianeti nel periodo della preparazione dell’oggetto.