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L'alchimista e il Tao

L’alchimista e il Tao

Da sempre i taoisti si sono occupati di Alchimia, anche se non in senso classico, piuttosto in quello della trasformazione di se stessi. Non solo per la lunga vita, ma per la coltivazione stessa del divino che è in ognuno di noi, i taoisti suggeriscono tutt’oggi una serie di pratiche che hanno come centralità d’intenti l’armonia della mente-corpo e una lunga vita in salute. Una delle prime domande che l’imperatore Giallo, Huangdi, fa al suo medico di corte Qi Bo nel Suwen è proprio questa: perché gli uomini non vivono più oltre i 100 anni? “Perché non seguono più il Tao” gli risponde Qi Bo, intendendo con questo l’uniformarsi allo scorrere delle stagioni e della vita nell’Universo. Ma non solo, per il taoista alchemico ciò che più conta è “trasformare il piombo in oro” come si evince dal “Trattato del Fiore d’oro”. Lo scopo delle pratiche, igienico-sanitarie ed energetiche è quella trasformazione che permetterà la formazione di un feto astrale nel quale, alla morte si localizzerà la nostra anima che non avrà più nessun bisogno di tornare sulla Terra per realizzare il proprio curriculum e, proprio per questo, diventerà eterna. Quindi il premio sarà la libertà dalla forma fisica e psichica dell’individuo.

Ma andiamo con ordine. Per i taoisti esiste un piccolo Shen (spirito) che è uno spirito che alloggia nel nostro Cuore e che corrisponde al nostro curriculm di vita, ovvero a ciò che dobbiamo compiere durante la nostra esistenza. Nel momento in cui questo compito non viene portato a termine, saremo costretti a ritornare su questa terra, anche in un’altra forma non necessariamente umana, per compierlo. E quindi avremo tante vite quante il nostro curriculm richiede per essere compiuto.

Tra le pratiche alchemiche c’è senza dubbio il Qigong, o lavoro (gong) con l’energia (Qi). Più precisamente quella particolare forma di Qigong che mira alla lunga vita e alla trasformazione del Dan Tien inferiore in feto astrale chiamato Nei Gong. Solitamente il Dan Tien viene tradotto come “campo del cinabro”. Ci sono diversi racconti, anche piuttosto comici, sugli imperatori che incaricavano i vari alchimisti di trovare la “pillola dell’eternità” o l’elisir di lunga vita, tra i quali quello di un imperatore che è arrivato a mangiare un intruglio fatto dall’alchimista incaricato e a morirne: il cinabro altro non è che mercurio ed è piuttosto velenoso. O ancora si narra di quell’imperatore che aveva incaricato di ricercare un saggio alchimista che sembrava aver raggiunto la conoscenza dell’eternità. Ma quando gli incaricati tornarono da lui dicendo che il saggio era morto, l’imperatore si disperò per non poter raggiungere quella conoscenza, senza soffermarsi a pensare che se il saggio era morto forse non aveva affatto raggiunto quella conoscenza. Nella cultura cinese salute e lunga vita sono considerati dei valori assoluti, in quanto i cinesi sono un popolo che ha molto sofferto, di guerre e carestie.

Nel nostro corpo ci sono tre Dan Tian situati nel tronco, quello inferiore che è l’Hara dei giapponesi ed è il nostro centro vitale da dove possiamo creare vita e da dove parte la nostra stessa vita che consumiamo vivendo. C’è poi il Dan Tian mediano, al centro del petto che corrisponde al Cuore e ai Polmoni ed è più spirituale e infine quello superiore che corrisponde al terzo occhio o punto fuori canale Yintang (stanza dei sigilli) e questo serve a stimolare il mio Shen che arriverà alla trasformazione finale del piombo contenuto nei miei lombi in oro capace di dar vita al feto astrale. Chiaro che durante le pratiche, che saranno sia statiche che dinamiche, il mio sguardo sarà rivolto verso l’interno di me stesso ed è altamente sconsigliata l’attività sessuale. Più precisamente è sconsigliata l’eiaculazione negli uomini, in quanto dispersione del Jing o essenza vitale (da qui derivano anche le pratiche tantriche sessuali utilizzate dagli stessi taoisti). Ci sono diversi livelli nella pratica del Qigong e non per forza si deve aspirare a ciò che è riportato nel Trattato del Fiore d’oro. Si può anche praticare semplicemente per raggiungere flessibilità e centratura che è ciò che ci permette di vivere al meglio il compimento del nostro destino.