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L’antichissima arte dello smalto a fuoco

L’antichissima arte dello smalto a fuoco

l’Arte dello smalto va considerata come un binomio arte-tecnica in quanto è  molto rigorosa e non ammette l’incapacità tecnica. Questo è uno dei motivi per cui oggi è poco diffusa e inoltre il consumismo non permette di usare troppo tempo per ottenere buoni risultati!

Cenni storici

Volendo ricercare le origini dello smalto si dovrebbe addirittura andare a frugare nei ritrovamenti della preistoria e, quasi certamente, nell’età Cuprolitica (IV sec. a.c.) quando con tutta probabilità apparvero le prime paste vetrose originate dai fuochi che si facevano per le fusioni.
Le civiltà che conobbero il vetro giunsero poi, quasi tutte, anche alla tecnica della smaltatura di superfici metalliche.
Babilonia era la culla degli smalti. Da qui, probabilmente, quest’arte venne trasmessa ai popoli del Mediterraneo Orientale, poi in India e, quindi più tardi, in Cina.

Nel XII secolo l’arte dello smalto a Bisanzio raggiunge il massimo fulgore (se si eccettua il ‘300 in Francia e in Toscana) in un ambiente culturale di altissimo livello. Si lavora su piastre sbalzate, lo si associa alle pietre preziose e ci si orienta verso la decorazione del gioiello.
La famosa “Pala d’oro” che è il vanto del Duomo di Venezia viene dal saccheggio di Costantinopoli del 1204.

I cromatismi bizantini diverranno esemplari per le Crocifissioni di Limoges, che diviene per l’occidente il più grande centro dello smalto e lo manterrà per vari secoli, con attuali rinnovamenti nelle tecniche.
Esistono varie tecniche di applicazione dello smalto: a secco, a umido, cloisonné, champlevé, miniatura, sgraffito e plique à jour.

Descrizione della tecnica

Il rame viene prima tagliato, forato, molato, pulito e a volte inciso o sbalzato.
Viene poi coperto di colore – lo smalto, una polvere di vetro finissima – con dei setacci di varie granature.
A questo punto si passa alla fusione in forno ad altissima temperatura.
Il rame ha una buona conducibilità termica e tolto dal forno, raffreddandosi gradualmente, permette al vetro di rimanere intatto.
Possiamo riassumere queste fasi con le seguenti immagini:

Studio delle forme e delle misure
Taglio del rame
Foratura
Sbalzo del rame
Pulitura del bordo
Smaltatura con setacci particolari
Cottura a forno
Risultato finale

Ringraziamenti

Si ringrazia l’artista Veronica Cozzi per le notizie fornite e la gentile concessione delle fotografie presenti in questo articolo, potete trovare le sue creazioni a cliccando qui.

Veronica Cozzi

Infine ecco una video intervista rilasciata per la trasmissione “Tra me e te” di Francesco Bigogno, che ringrazio di cuore per la concessione. Qui l’artista, con le sue parole spiega come è difficile mantenere attivo il piccolo artigianato che viene piano piano sostituito da prodotti realizzati meccanicamente e da un’offerta commerciale globalizzata: «Le persone non sanno cosa c’è dietro a un lavoro veramente “fatto a mano”, ogni pezzo è unico e realizzato con ricerca, tecnica, e passione» .