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L’autonomia delle risorse umane

di Franco Marmello

L’autonomia delle risorse umane in azienda (capitale umano) può essere realizzata dalla strategia dell’Impresa di sviluppare nei collaboratori nuove capacità di affrontare, in modo diverso, vecchi e nuovi problemi…

Nei limiti che un rinnovato e corretto modo di gestire possono consentire, ognuno può aumentare – attraverso un piano di formazione adeguato – la possibilità di prevenire future situazioni d’impasse.

Il mondo del lavoro è in profonda trasformazione e tutti ne sappiamo qualcosa, poiché siamo costantemente chiamati a:

  • Aumentare le nostre capacità tecniche e organizzative
  • Utilizzare al meglio le nostre capacità naturali

Occorre trovare le strategie per:

  • Stimolare il recupero del talento naturale e della creatività di ognuno
  • Dare supporto allo sforzo per lo sfondamento delle barriere che i personali apporti dei singoli percepiscono, nel tentativo di partecipare ai faticosi processi di trasformazione in atto
  • Incoraggiare, nel gioco di squadra, la proiezione di un punto di crescita individuale in grado di stimolare nuove energie mirate a superare e trascendere gli ostacoli alla partecipazione
  • Aiutare la naturale capacità di leadership di ognuno a diventare talento guida al servizio di se stessi e della parte di mondo lavorativo che ognuno è chiamato a gestire

Queste riflessioni rappresentano un bagaglio culturale irrinunciabile per chi si trova a gestire ogni giorno situazioni contingenti e certamente delicate.

Una delle immagini di riferimento più efficaci che la teoria della Qualità Totale oggi presenta è certamente quella della grande orchestra nella quale tutti, dal primo violino al rumorista, devono suonare in modo eccellente e – soprattutto – intonati con tutti gli altri. Ognuno che lavora per garantire la qualità attesa dal proprio pubblico di riferimento è oggi da considerare un importante elemento di una grande orchestra. E le Organizzazioni (sia pubbliche che private) devono saper garantire questo tipo di integrazione.

Per concludere…

L’ipotesi partecipativa suggerita dalle nuove attese nel mondo del lavoro tende a mutare radicalmente le regole e le abitudini acquisite. Sono, pertanto, comprensibili i vissuti di smarrimento, di perplessità e di inconscia paura spesso rilevati. Queste barriere non sono rappresentate da mancanza di preparazione tecnica; spesso manca la consapevolezza dell’importanza del risultato positivo (professionale e umano) che è fondamentale far scaturire da qualsiasi prestazione individuale; e non soltanto per i ritorni positivi d’immagine e di organizzazione del lavoro, poiché sono tanti gli effetti benefici sul piano individuale che la riuscita produce in chiunque operi con qualità a un progetto, a un’idea (continua…)

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