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Le Emozioni Salterine

Le Emozioni Salterine

“Le emozioni sono un treno fuori controllo” Paul Ekman (1934)

Di Maria Cristina Napoli

Non facciamo altro che emozionarci, sentirci battere il cuore, le mani ci sudano e non riusciamo a tenere il posteriore fermo sulla sedia. Piangiamo come dei disperati guardando serie tv, saltiamo dalla gioia dopo un esame andato bene, non ci alziamo dal letto per giorni e vaghiamo per casa e non sappiamo nemmeno il perché. A volte ci arrabbiamo se ci viene fatto un torto da un nostro caro amico o se ci sentiamo criticati ingiustamente. Restiamo sorpresi ogni volta, come se fosse la prima, guardano un tramonto in riva al mare.

Siamo tutte le emozioni che possiamo provare.

Le emozioni come descritte dagli scienziati sono stati mentali e fisiologici associati a modificazioni psicologiche, a stimoli interni o esterni naturali o appresi. Ma questo che vuol dire esattamente?

Pensiamo a quando ci stiamo preparando per sostenere un esame universitario, quello sì che sembra un exploit di emozioni. Lungo l’arco di tempo che va dallo studiare per l’esame al giorno in cui lo sosterremo abbiamo provato una scala cromatica delle emozioni più disparate che l’essere umano può provare. Si parte con un bel carico di noia e altrettanti: “va bene c’è tempo per studiare” fino ad arrivare ai sensi di colpa estenuanti per non aver iniziato a studiare prima, perché siamo pigri e poco volenterosi. Ma nel giro di pochi giorni ci crediamo davvero alla buona riuscita dell’esame e ci viene voglia di dare ancora di più. Sorpresi da questa nuova scoperta condividiamo la gioia con i nostri colleghi, per poi cadere nel giro di pochi attimi nel baratro della tristezza e del: “non ce la faccio”, dell’ansia e della bocca impastata. Ad un certo punto odiamo e disgustiamo la materia che stiamo studiando, la malediciamo sapendo che non andremo lontano continuando così. Finché non arriva il giorno dell’esame e ci siamo mangiati tutte le unghie rimaste, lacerati le labbra e siamo addolorati vedendo i professori che ad uno a uno bocciano i nostri colleghi. Poi fanno il nostro nome, ci sediamo, ripetiamo in oreda ad un black out emozionale. In noi non abbiamo più il tempo di esperire nessuna emozione, solo dare il meglio. E così finisce l’esame e la felicità è alle stelle, pur sempre che sia andato bene. Altrimenti ci rannicchiamo nel nostro angolo di vergogna e del: “avrei dovuto fare di più piuttosto che uscire a divertirmi”, ma non ci perdiamo d’animo e tutto ricomincia.

Ecco, le emozioni sono un misto di scintillii che ci si attivano dentro la nostra psiche, nel cuore, nella pancia, nel petto; ci emozioniamo con tutto il nostro corpo ovunque, in ufficio, per strada, mentre mangiamo un gelato, in chiesa mentre diamo il segno della pace. Sembra impossibile non emozionarsi.

Quindi diventa comprensibile capire perché gli scienziati descrivono le emozioni come sopra citato. Le emozioni posso insorgere da un momento all’altro e a tutta velocità scaturendo da pensieri, idee, ricordi, situazioni esterne o da ciò che gli altri fanno o dicono. Non è in realtà possibile stabilire con certezza da chi, cosa o perché queste emozioni ribollono dentro noi e premono per uscire fuori. Vengono innescate tutto ad un tratto come se noi non ce ne accorgessimo neanche, come se si fossero ben preparate prima rispetto a ciò che sta per succedere. In realtà non esprimiamo emozioni così a caso o in maniera decontestualizzata. Ciascuna emozione insorge e si esprime per permetterci la sopravvivenza. Una sopravvivenza del tutto diversa rispetto a quella dei nostri antenati, le loro emozioni attivavano sistemi fisiologici per permettergli di cacciare, riprodursi, trovare un riparo, difendersi dai predatori. In seguito le emozioni si sono evolute insieme all’evoluzione dell’uomo, permettendoci di gestire con rapidità eventi di vita che potremmo percepire come troppo pericolosi, attivanti e stressanti. Esse si mobilitano nel giro di millisecondi in difesa del benessere dell’essere umano. Ma a volte queste diventano soverchianti, ci scappano di mano, si impadroniscono della nostra mente e pilotano la nostra vita, non sempre in meglio. Le nostre reazioni emozionali a volte risultano inadeguate come se piuttosto di garantirci una qualità della vita incentrata sul benessere psico-fisico esse stesse si rivoltassero contro di noi, arrecandoci seri danni. Di fronte a queste situazioni non ci resta certamente che imparare a conoscere le nostre reazioni emotive determinate da certi eventi e capire che le nostre azioni sono guidate da queste. Accettare le proprie emozioni è già un passo per acquietarle.

La nostra società richiede però che ci si emozioni solo nei momenti e nei modi giusti e, che esprimiamo le emozioni in maniera convenzionale. Questo avviene un po’ per un benestare di tutti, un po’ perché, diciamocelo, alla nostra società serve che manteniamo un certo status e controllo. Così sembra che le emozioni possano determinare la qualità della vita di una persona solo quando espresse in maniera funzionale e nei giusti contesti. Ma cosa succede quando questo non accade? Cosa succede se le emozioni ci scappano dalle mani? Se non dovessimo più controllarle? Se un’emozione si dovesse impadronire di noi?

Immaginiamo uno scenario dove per caso, mentre camminiamo per strada e facciamo finta sia una strada affollata, piena di gente che conduce la propria vita tranquillamente e che magari sta anche rincasando, ad un certo punto a noi viene in mente un ricordo in cui ci siamo arrabbiati tanto con un nostro parente e, facendoci prendere dall’emozione, iniziamo a urlare per strada, magari anche piangendo e tirando calci sui secchi della spazzatura. Ecco questo scenario non sembra essere dei migliori e rischiamo di essere giudicati pazzi o squilibrati. Non sempre ci possiamo permettere di farci impadronire dall’altalena delle nostre emozioni a meno che non siamo a casa o con persone che ci conoscono bene e ci permettono di poterci esprimere come vogliamo e reagire nei modi più disparati possibili.

Di certo però non trovo ci sia nulla di cui vergognarsi nel provare tutte le emozioni che ci si possano presentare durante la giornata. Non dovremmo creare imbarazzo a noi stessi se per la prima parte della giornata ci sentiamo felici e poi magari dopo pranzo siamo tristi e addolorati e anche senza motivo e, così dopo cinque minuti di tristezza buona ci ritroviamo sopresi dal fatto che parlandone ai nostri più cari amici ci sentiamo di nuovo pieni di gioia. In fondo siamo umani e sfaccettati e il solo sentirsi provare qualcosa dentro il corpo e la mente dovrebbe essere per noi un vero onore, ancorché una gloria. Qualcuno che potrebbe dire che sia sbagliato lasciarsi andare a qualsivoglia emozione e addirittura ci potrebbero additare dicendoci che siamo “instabili”, come capita a molti. Ma in fondo siamo vivi solo nel momento in cui lo siamo davvero provando un’emozione. Come dice un cantante del nostro secolo:“la verità è quella che stai provando”.