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L’Urto della sensibilità

Alberto Barina, nasce a Dolo (VE) il 03 Maggio 1975. Ha iniziato a scrivere poesie all’età di sedici anni, ispirato dalle canzoni di Marina Barone, cantautrice milanese. Il primo riconoscimento letterario risale al 1997 a cui ne sono seguiti altri. Nel 2002 il David di Michelangelo a Fiuggi. Nel 2004 al concorso De Palchi – Raiziss di Verona, uno dei premi più importanti in Italia dedicati alla scrittura poetica under 35 e presieduto dal Poeta Franco Loi. È stato finalista nel 2009 al concorso Coopforwords 2009 e nel 2010. Finalista all’ottava edizione del premio nazionale città di Forlì. Nel 2013 riceve il premio speciale provincia di Venezia assegnato dalla giuria del premio artistico Stella & Norbiato di Spinea (VE). Nel 2014 è tra i sette finalisti della prima edizione del premio internazionale Altino.

La cantautrice Susanna Parigi trae spunto dalla sua poesia, Venivamo tutte per mare, usata per comporre un brano inserito nell’album Apnea nel 2014. Primo premio sezione donna nel 2015 alla terza edizione del concorso letterario nazionale città di Roccagloriosa (SA). Finalista anche nel 2017 e primo premio assoluto quinquennale sezione donna nel 2018.

L’urto della sensibilità edito da: PEDRAZZI Editore.

La poesia è una espressione dell’anima, ed è con l’anima che va ascoltata. Come la musica che pur non conoscendone la partitura, non ci impedisce di apprezzarne la melodia. l’autore descrive la realtà con espressioni graffianti con cui esprime tutto il suo essere, le sue emozioni per dichiarare la sua visione della vita. Così le sue liriche prendono corpo unendo presente e passato con uno sguardo fiducioso sul futuro. Unendo malinconie e gioie nascoste. Un urto. L’urto di per sé richiama a qualcosa di improvviso, di secco, a qualcosa che ci colpisce, molto spesso a qualcosa di sgradevole. Ma l’anima può essere urtata anche in modo gradevole. Come un fiore che decide di sbocciare sotto i nostri occhi.

Il suo stile è graffiante e allo stesso tempo morbido. I graffi possono ferire la pelle, e allo stesso tempo provocare brividi fin dentro l’anima.  Le Poesie di Alberto Barina mettono in evidenza una rara capacità di rendere suggestiva l’associazione di parole che di per sé non potrebbero coesistere. Magicamente il grappolo di parole crea una frase ricca di significato e densa di quella emozione che resta a lungo impressa nell’animo. Il fiore non sboccia, ma si cristallizza nelle pieghe di quel tempo dilatato necessario per gustare il messaggio lirico del poeta.

Nelle sue poesie si nota un’osservazione attenta sul presente, dove attraverso l’amore egli ci mostra la solitudine umana spacciata per libertà. Crede, e c’è la mostra l’amore profondo. Dove ci si sceglie nello spirito piuttosto che nel corpo. Le sue riflessioni sul presente vengono trasmutate in lirica dove anche i problemi più autentici come in FREDDA, in cui racchiude il primo articolo della costituzione, la decadenza su quella frase bellissima, L’Italia è una repubblica fondata sul lavoro. Mentre il diritto al lavoro in Italia muore. Mi viene da pensare ad Alberto Barina come ad un poeta fuori dal coro. Originale ed anche un po’ rivoluzionario.

Fra le sue poesie ho scelto per voi:

Il Nomade

Sarò nomade,

come la parola amore

che erra sulla tua bocca,

ed arida chiede

sabbia e vento da viaggio,

labbra spezzate dal tempo.

È che per un istante

O quasi per sempre,

non desidero essere nei tuoi pensieri,

come fossi

somma di luce

inghiottita nel vuoto.

Sono colui al quale non daresti

acqua o riparo,

ma offriresti le pietre,

e di un libro

le pagine strappate.

Non tenere il segno al cuore

Ma usalo come bersaglio

Affinché trafitto,

io non possa più dubitare

del mio sangue senza dimora.

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