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“NOI, SIAMO GLI ABITI DI DIO” (Koan il barbaro saggio)

“NOI, SIAMO GLI ABITI DI DIO” (Koan il barbaro saggio)

In una landa desolata viveva un uomo considerato saggio, alcuni lo chiamavano “Koan il barbaro saggio” per il suo rude modo di essere Zen. Era noto per la sua non propensione a rispondere alle domande dei passanti. Elargiva, invece, consigli che soleva leggere da un libro scritto a mano da lui stesso, ritenuti per lo più sempre utili e di buon senso, ma in verità incomprensibili per molti.

 Diceva: 

«La psiche umana è come un’arancia, quando pensi di aver spremuto ogni spicchio ecco che ne compare uno nuovo.»

«Un uomo po’ avere mille facce e centomila anime, io neanche una, e tu?»

«Ricordatevi che ogni istante del giorno indossiamo una parte del vestito, perché è impossibile metterlo tutto insieme allo stesso tempo. Poi quando arriva sera, il Sarto ti cuce addosso il prezzo. Noi, siamo gli abiti di Dio.»

«Quando ascolti il silenzio, sappi che l’anima è la voce di quella parte di noi stessi che crediamo muta. Ma quale anima si veste la sera per preparasi all’ultima cena? Quale al mattino indossa un candido sorriso a illuminar  la nascita… se del Sommo nulla si può non dimandar se non lo saggio stare nel giorno, simbolo di celate virtude?»

«Se vivi dentro l’ovatta, rinchiuso in un sacchetto di plastica consumato dal tempo,  masticando con angoscia le ore del giorno,  rimarrai in attesa di un domani che non ha nome.»

«Ricordati uomo che aprendoti all’aurora del mattino troverai la fine di un’esistenza, mentre donandoti il tramonto scoprirai l’inizio di un ciclo, ché tutto si ripete, piccoli infiniti istanti, dentro il pensiero.»

«Mi chiedi cos’è la vita? Ma è solo un sogno che si compie solo nell’attimo della consapevolezza della propria morte. Perdendoti in quell’attimo, come l’orgasmo di un sogno mai nato, ritroverai il seme del tuo io.»

«I sogni? I sogni sono fatti di immagini e parole che esistono solo nell’ipocrisia del tuo io.»

«Ricordati che l’astuto Tagliatore di stoffe confeziona storie di seta per indurre nell’uomo ingenuo una vita siffatta ad arte e costume, mentre del solo rocchetto vuoto bisogna tener conto, che la foggia ed i colori sono di competenza dell’uomo, mentre l’essere è immaginato dal Grande Sarto.»

«Saggia è la fede riposta nel cappello con le piume al vento, sicché dalla tempesta ci si possa nutrire e al sole donare il pensiero.»

«Sappi uomo che il tornado nasce quando Libeccio e Bora incontrano il Maestrale all’angolo del tempo, mentre solo la noia può contare quante spire ha il vento».

«Infine ricordati: non parlarmi se prima non mi hai chiesto se sono disposto a sentirti.»

Che l’energia negativa sia assorbita e tramutata in energia positiva.