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Quel Piccolo Bastardo – Diario di un’osteria perduta

Recensione di Gianrocco Guerriero

Quel piccolo bastardo – Diario di un’osteria perduta”, di Arnaldo Citterio (Pedrazzi Editore, 2019) è un ‘lungo’ romanzo breve.

Quel piccolo bastardo

È un romanzo ‘circolare’, anche.

È autobiografico nella misura necessaria e sufficiente a che  romanzo possa riuscire a ottimizzare il suo messaggio senza presunzioni implicite di superiorità sapienziale da parte dell’autore. 
È, infine, un romanzo in cui la maestria alchemica dello scrittore riesce a dosare la fantasia quanto basta affinché realtà iniettata possa apportare nel lettore il massimo beneficio: dove per ‘beneficio’ intendo quella disponibilità a trasmutare, nella propria coscienza, il particolare in universale senza forzature di sorta.

Il Collider

Il romanzo è ‘lungo’, nonostante l’esiguo numero di pagine (poco più di cento) poiché è la temporalità interiore a prendere il sopravvento quando ci si inoltra fra le pagine. Ogni altro parametro estraneo al rapporto lettore-libro perde significato: ci si lascia facilmente assorbire dalla trama e inzuppare dalle emozioni, permettendo che la storia si trasformi in pensiero ossessivo bramoso dell’ultima pagina.

Il Collider

È ‘circolare’ perché il finale, inferto come un colpo di lama fredda nella carne calda, porta a una reinterpretazione totale di tutto ciò che si fosse convinti di aver compreso fino a quell’ultimo rigo, facendone lievitare d’un tratto il significato e inducendo un momentaneo stato di agitato straniamento, che presto collassa  in un sorriso, accompagnato  da un “Ah, quel piccolo bastardo” detto fra sé e sé.

Il virus

È, infine, autobiografico, nel senso non banale del termine, in quanto Arnaldo Citterio entra ed esce dalle sue pagine non per mettersi in mostra, ma con lo scopo di impregnare dell’autenticità del proprio vissuto una storia che altrimenti sarebbe stata simile a tante altre non riuscite. La trama è avvincente. Ma essa è un mero veicolo. La destinazione è la vera sorpresa.

Apocalisse di Giovanni

NOTA DELLA REDAZIONE

Gianrocco Guerriero nasce a Potenza nel 1965. È un giornalista freelance.

Ha pubblicato opere di narrativa e di poesia.

Si occupa di divulgazione scientifica.

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