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Ri-veliamo Centro di gravità permanente

Ri-veliamo Centro di gravità permanente

Di Grazia Capone

BattiatoSophia: Battiato non è solo musica, Battiato è una Battiatofilia ri-velata.

 Ri-veliamo “Centro di gravità permanente”

Il brano, uno dei più felici ed immediati della produzione abBattiata, ha tutta l’apparenza di un’innocua canzonetta. La base musicale viene composta, nel 1981, da Battiato insieme al maestro veneto Giusto Pio e fa parte del famoso Lp La voce del padrone, un album che ebbe un successo estremo e catapultò il giovane Franco, che aveva solo 31 anni e 13 anni di gavetta musicale alle spalle, ad una fama fino ad allora impensabile.
Il testo, surreale, profondo, diretto, dalla grandiosa arte comunicativa è scritto interamente dallo stesso Battiato, che per molti decenni, si occupò in prima persona, non solo della composizione musicale, ma anche della parte letteraria dei suoi brani.
Un elemento consequenziale e scatenante del talento puro è che le opere create con talento smuovano muri e aprano nuovi orizzonti con il massimo risultato ed il minimo sforzo. Battiato, infatti, come un rivelatore ed un rilevatore di energie, queste stesse impalpabili energie le ha sempre tradotte al pubblico e le ha diffuse con la massima intensità, pur rivelando scenari nuovi, pur azzannando il politicamente corretto delle canzonette, pur incarnando se stesso in un mondo assolutamente non preparato ad apprezzare tanta diversità ed il suo puro anticonformismo.
Egli infatti appare diverso in tutto: fisicamente è un siciliano di provincia altissimo e slanciato, magro e allampanato, dal grande naso ingombrante, orecchie in forma esagerata, capelli indomabili da afro, mani e petto ricoperti da fittissima peluria nera. È anche un po’ timido ed impacciato, gli occhi, lo sguardo, sembrano, talvolta, perfino insipidi, rivolti più a se stesso che agli altri. Eppure suscita enorme interesse e simpatia. Ha anche un caratterino poco accomodante: una sera, a causa di un pubblico scontroso e sgarbato, si esibisce per tutta la serata rigorosamente di spalle. Ciò resta memorabile.
Ma il suo quid, il suo talento sarebbero necessariamente venuti fuori. Anche perché ciò egli lo decise. L’operazione La voce del Padrone, album che arrivò a superare, per la prima volta, il traguardo del milione di copie vendute in Italia, in realtà, fu un fenomeno studiato a tavolino dal sorprendente Battiato. Fu una sua decisione lucida: aveva il genio di scrivere canzonette, sapeva di poter scrivere – molto bene – tutto ciò che avesse voluto: quindi, prese la ferma decisione che quelle canzonette gli avrebbero donato la tranquillità economica, fino ad allora mai raggiunta.
Così fu. Così avvenne.
Tra le 7 tracce de La Voce del Padrone, il brano Centro di Gravità permanente sorprende e convince immediatamente. Analizziamone quindi il testo, lasciamoci trasportare dalle visioni dell’Es di Battiato.
                                                                         Analisi
Una vecchia bretone
Con un cappello e un ombrello di carta
e canna di bambù
Capitani coraggiosi
Furbi contrabbandieri, macedoni
Il testo si apre in una visione multipla di tipi ed opere letterarie. Ritorna l’ombra della provincia sonnolenta che lo vide crescere: ogni pagina studiata, ogni immagine esotica intravista nelle sue letture, ogni libro letto in infanzia e adolescenza, lascia un’impronta fortissima, formulatrice di immaginazioni e suggestioni che aprono le vie del fantastico.
Gesuiti euclidei
Vestiti come dei bonzi
per entrare a corte degli imperatori
Della dinastia dei Ming
Qui le aggregazioni culturali prendono sedimento, cominciando a formare il piacere della conoscenza. Si aprono gli orizzonti – mai dismessi nella Battiatosophia – delle universali contaminazioni culturali. I gesuiti missionari Matteo Ricci e Michele Ruggeri, partiti dal meridione d’Italia, riescono, nel 1582, a contaminare e farsi contaminare dall’immensa cultura cinese di epoca Ming. Aprirono l’occidente all’oriente. Il loro lavoro di sorprendenti missionari che diede inizio agli studi relativi alla sinologia, viene ricordato ed omaggiato da Battiato quasi come in un presentimento, piacevolmente esotico, di epoche molto più in là da venire.
Cerco un centro di gravità permanente
Che non mi faccia mai cambiare idea
sulle cose e sulla gente
Avrei bisogno di
Cerco un centro di gravità permanente
Che non mi faccia mai cambiare idea
sulle cose e sulla gente
Over and over again
Qui appare il salto temporale. Battiato non è più sul suo carro di carnevale della nativa Riposto, da talentuoso liceale, ma bensì è un uomo alle prese con le domande più pressanti del proprio livello esistenziale. Ha già incontrato Georges Ivanovič Gurdjieff. Ha già incontrato le proprie resistenze, multiple esistenze  e moltitudini.
Gurdjieff rivela, dunque, un’altra fisiologia occulta, fatta di centri che non hanno interscambio tra di loro, rivela che l’uomo non è mai un’unità, ma un complesso aggregato di varie personalità senza un centro, senza un principio di unità. Una macchina senza nessuno alla guida, aperto meccanicamente ad idee e suggestioni che vengono dall’alto e non dalla propria essenza,
Nel video che presenterà il brano, molto esemplificativo al riguardo, proprio in questa importante parte della canzone, arrivano le, apparentemente folli, danze del musicista etneo.
Bene: confrontate queste danze sacre di Gurdjieff , qui visibili in video:
con i movimenti di Battiato visibili qui:
Battiato, sia pur nell’apparente incoerenza dei movimenti esegue una danza iniziatica, che mira a destrutturare il corpo dal suo stato meccanico ed incosciente. Vi appaiono dunque, ancora, come movimenti solo divertenti e simpatici? Oppure, si riveste di comunicativa e simpatia una (preliminare) importante tecnica iniziatica?
Per le strade di Pechino erano giorni di maggio
Tra noi si scherzava a raccogliere ortiche
Il Movimento del 4 maggio 1919 indica la protesta culturale e politica degli studenti di Pechino che contestavano, per la prima volta, lo stato imperialista cinese al quale chiedevano di adottare dei modelli più occidentali. L’associazione tra le contaminazioni culturali dei gesuiti euclidei e dei molto più tardivi studenti cinesi, che chiedevano all’oriente di aprirsi all’occidente, qui appare lucidissima, profonda, da lunga visuale.
Non sopporto i cori russi
La musica finto rock
la new wave italiana
il free jazz punk inglese
Neanche la nera africana
Qui il musicista non si discosta dallo snobismo dei suoi colleghi: tutti i musicisti hanno enormi idiosincrasie per la musica che non appartiene al loro range di sensibilità. Chi potrebbe, però biasimare il disamore verso i Северный хор (Coro folk nazionale russo), oppure il distacco da certe rock band innamorate del soldo, o da certa scena new wave italiana annegata nella politica, gli eccessi, e gli allucinogeni, o dalla scena punk jazz inglese di certi gruppi teatranti, o da certi neri africani di genere petaloso che non invogliano certo all’ascolto?
Cerco un centro di gravità permanente
Che non mi faccia mai cambiare idea sulle cose e sulla gente
Avrei bisogno di
Cerco un centro di gravità permanente
Che non mi faccia mai cambiare idea sulle cose e sulla gente
Over and over again
You are a woman in love
Baby I need your love
I want your love
Over and over again
Come in into my life Baby,
I want to give you my soul Baby,
I need your love
Qui iniziano le “citazioni mash-up” marchio di fabbrica della ditta Battiato.
Over and over again: citazione del brano iconico di Barry McGuire in stile Bob DylanEve of destruction.
You are a woman in love: brano dei Fratelli Gibb, cantato da Barbra Streisand, originariamente intitolato: Woman in love.
Baby I need your love
I want your love
Come in into my life Baby,
I want to give you my  soul
Baby I need your love: qui abbiamo un sunto di tutti i vari significati d’amore presenti anche nelle canzonette italiane, ma ironicamente tradotti in inglese, tanto per confondere le acque…e divertirsi un po’ con il provincialismo di noi italiani che, anche all’epoca, odiavano il romanticismo all’acqua di rose di certe canzonette italiane, ma ne accettavano altre identiche esotiche e straniere…Tra i tanti riferimenti e citazioni possibili c’è il brano Come Into My Life di Jimmy Cliff, pubblicato nel 1969.
Centro di gravità permanente appare (forse) solo una canzonetta, quindi. Ma ci rivela un mondo. Un mondo abBattiato uno scibile che amiamo disvelare e ri-velare, in un gioco creativo di scatole cinesi fatto di attenzione e multiple associazioni consce o nascoste sul filo della nostra consapevolezza, così ben solleticata dal genio di Battiato.
A presto quindi per la prossima puntata,