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Marilena Mascari: LA VERITA NEI SOGNI

Marilena Mascari: LA VERITA NEI SOGNI

Recensione di Giusy Di Miceli

Vi parlo di un incontro casuale, fatto di lunghe conversazioni via messenger con una autrice che vive in un lembo di terra in mezzo al mediterraneo. Ne è nata una amicizia. Ci scambiamo suggerimenti, consigli e pareri. Non ci siamo mai incontrate di persona, ma nonotante ciò e come se ci conoscessimo da moltissimo tempo. Ed è per questo che ho deciso di iniziare proprio con il suo libro.

Marilena Mascari nasce e vive a Linosa, isola vulcanica dell’arcipelago delle isole Pelagie in Sicilia.
L’sola è citata dal Greco Strabone e poi da Plinio il Vecchio, nella Naturalis Historia come Aethusa e Algusa in greco. Il nome Lenusa appare nel VXI secolo ad opera del domenicano Tommaso Fazello il nome Linosa invece nasce nel 1845 usato dal cavaliere Bernardo Maria Sanvinsente.

Marilena Mascari oltre a scrivere racconti, collabora con il centro recupero tartarughe marine di Linosa come volontaria, suona le tastiere nelle feste popolari dell’isola, e attraverso una pagina youtube promuove la bellezza della sua isola; fonte di ispirazione del suo romanzo.

LA VERITA’ NEI SOGNI è ambientato in una piccola isola di nome Algosa, seconda dell’arcipelago delle isole Remote, Ad Algosa gli abitanti si conoscono tutti, e sia da vicino, che alla lontana, sono tutti in qualche modo imparentati. Come avviene sovente nelle piccole comunità, tutti sanno tutto di tutti e i segreti sono custoditi in eterno all’interno della comunità stessa.
Marilena crea il suo personaggio principale, Maddalena Pomice, trasfigurando a volte in modo grottesco, quello che avviene nelle comunità circoscritte, chiuse tra le mura invisibili dei piccoli borghi.
Ci troviamo su una piccola isola, ovunque vai, ad un certo punto la terra finisce e di fronte il mare aperto.
Maddalena è una donna forte con sentimenti intensi e profondi che sfiorano l’autolesionismo. È passionale nel bene e nel male. Profondamente odiata dalla comunità senza una vera ragione apparente, o forse, per via della sua immensa bellezza. Viene denigrata, insultata ed isolata da tutti. Vive la sua vita lottando per quel diritto di esistere, soprattutto contro quell’incubo ricorrente che la perseguita fin dall’infanzia, che a tratti arriva a farle credere di essere pazza.
Il racconto, attraverso gli innumerevoli intrecci con i molti personaggi, e i flash back inseriti con maestria, conduce il lettore attraverso un groviglio di situazioni che, pagina dopo pagina illude il lettore ad aver trovato il bandolo della matassa. Ma così non è. E qui devo dire che l’autrice è molto brava a tenere il filo rosso ben stretto con cui ha legato i personaggi a doppio filo, fino alla fine.
Un segreto lungo 50 anni, promesse non mantenute, una sparizione inspiegabile, omicidi e abbandoni, tradimenti.
In questo libro ci sono tutti gli ingredienti che spiazzano dalle love story appassionate, al noir più cupo. Una storia siciliana piena di colpi di scena, brividi e drammi, dai profumi ai colori alle tradizioni e sapori.
Mi ha ricordato Malèna di Giuseppe Tornatore, per le cattiverie e le violenze dei compaesani nei confronti di una donna bellissima e sola.
In questo racconto salta all’occhio tutta la frustrazione che l’amore, in tutte le sue forme, comporta.
Chiudo con le parole dell’autrice che anticipa l’icipt del racconto:
— L’amore è bello, meraviglioso. Ma io credo che ha le spine come le rose. Amare rende felici ma può anche far soffrire, e tantissimo anche. Chi ama soffre.

La verità nei sogni
Maddalena si svegliò di soprassalto, scattando seduta nel letto. Il cuore le batteva a mille come un martello impazzito nel petto. Tremava, bagnata di sudore soffocò un grido acuto di terrore. Intorno a lei il buio, vedeva il viso di una bambina con gli occhi azzurri che piangeva e implorava il suo aiuto: una figlia abbandonata. Tutto intorno vedeva facce scure e sinistre che scomparivano nell’oscurità man mano che terrorizzata, correva verso il bagno, illuminato fiocamente da una piccola lampadina attaccata alla corrente. Ma la lucina verdina della notte faceva una luce troppo fioca, quasi sinistra agli occhi spaventati di Maddalena.
Accese la luce. Era quel sogno a turbarla: il mostro con gli occhi rossi che le faceva del male e la rinchiudeva dentro quella grotta profonda e buia. Lo stesso incubo che la tormentava dai primi giorni della sua via.