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Siamo Mancini in un mondo di destrimani.

Siamo Mancini in un mondo di destrimani e oggi 13 Agosto 2019 è la Giornata Internazionale dei Mancini, fateci gli auguri!

IL MANCINISMO

Il Mancinismo è la tendenza, innata o acquisita, ad utilizzare, in parte o del tutto, la parte sinistra del corpo per compiere movimenti e gesti volontari e automatici.

Contrariamente all’opinione comune l’essere mancini non è solamente determinato dall’utilizzo della mano sinistra o del piede sinistro per svolgere attività quali: scrivere, guidare, mangiare.

Essere mancini è mettere in atto con la parte sinistra del corpo, alcuni gesti che hanno una durata e frequenza molto minori rispetto a quelli sopra citati.

Siamo Mancini quando: applaudiamo battendo la mano sinistra sulla destra, utilizziamo il piede sinistro per calciare un pallone, battiamo il cinque con la mano sinistra, stringiamo la mano con la sinistra, accavalliamo la gamba sinistra sulla destra, schiocchiamo le dita con la sinistra, distribuiamo le carte con la sinistra, ci abbottoniamo un vestito con la sinistra, utilizziamo l’occhio sinistro per guardare da un cannocchiale, ci pettiniamo i capelli e laviamo i denti con la sinistra, scriviamo con la sinistra, impugnamo la forchetta con la sinistra, teniamo l’ombrello con la sinistra.

Insomma siamo mancini quando in un mondo di destrimani noi viviamo un po’ più a sinistra.

DEFICIT O POTENZIALITÀ?

Sin dalle origini essere mancini è stato stigmatizzato, basti pensare che il termine mancino deriva dal latino Mancus che è sinonimo di mutilato e storpio.

Sui mancini se ne sono dette di ogni, visto che la mano destra per varie religioni era la mano del diavolo, la mano impura. I mancini venivano visti come gli invertiti, i rovesciati, difettosi, diversi, handicappati.

Con il passare degli anni il mancinismo fu considerato una vera e propria devianza, poi correlato alla demenza, ancora dopo alla dislessia. Fino ad arrivare ad oggi dove il mancinismo viene considerato anche come una semplice caratteristica di personalità, un segno distintivo di creatività e genialità.

Chi ancor oggi crede che essere mancini possa essere segno di diversità, forse non si è ben interrogato sul significato della parola diversità. Poiché diversità non connota una mancanza, un deficit, una scusa per categorizzare una minoranza all’interno di definizioni connotate negativamente.

Diversità è anche superiorità, è aver l’occasione di scoprire degli orizzonti non visitati da chi è strettamente legato alla norma, alle condizioni date, alla normalità.

Se essere mancini allora significa essere diversi, noi ne siamo fieri.

CERVELLO E MANCINISMO

E’ assodato, anche ai non addetti ai lavori, che nel nostro cervello esista una lateralizzazione e cioè che l’emisfero destro del nostro cervello sia deputato a specifiche funzioni e l’emisfero sinistro ad altre. E’ risaputo anche che ciascun emisfero del cervello controlli la parte opposta del corpo.

All’emisfero sinistro competono essenzialmente le funzioni logico-linguistiche e il pensiero analitico e le funzioni di programmazione sequenziale motoria; nell’emisfero destro sono localizzate le funzioni visuo-percettivo-spaziali immaginative, musicali e il pensiero intuitivo sintetico che investono quindi il senso dell’orientamento nello spazio, quello delle creazioni artistiche e la conseguente capacità di cogliere la realtà nel suo insieme anziché scomporla nei suoi diversi elementi.

Nei destrimani, la grande maggioranza delle persone, l’emisfero sinistro è il dominante in cui prevale quindi il pensiero logico-analitico.

Nei mancini, invece, la dominanza appartiene all’emisfero destro, in cui prevale il pensiero intuitivo e della creatività.

Questa è una possibile spiegazione del fatto che quando cerchiamo su internet ciò che concerne il mancinismo di solito troviamo una lista indefinita di nomi di celebrità, artisti, musicisti, sportivi, tutti mancini.

Ma con questo non bisogna pensare che chi è destrimane utilizzi una sola parte del cervello, la sinistra, e chi è mancino utilizzi solo l’emisfero destro. Tendenzialmente chi usa una parte del corpo a dispetto di un’altra certamente sviluppa maggiormente quelle funzioni che si trovano nelle reti neurali della parte opposta del cervello che ha un controllo controlaterale. Ma ciò non significa che non utilizziamo l’altro emisfero o, che siamo, o solo persone creative o solo persone razionali che funzionano attraverso un pensiero logico-analitico.

Il cervello è utilizzato in tutta la sua potenzialità da ciascuno di noi. Solo che ogni essere umano nella sua unicità e originalità riesce a far funzionare nel migliore dei modi alcune reti neurali piuttosto che altre. Ciò dipende da una plurifattorialità di motivazioni e cause che non si esauriscono con la sola teoria della lateralizzazione.

DIFFICOLTÀ’ IN UN MONDO FATTO A SU MISURA PER I DESTRIMANI.

Essendo che solo il 10% della popolazione generale è mancina, la maggior parte degli oggetti che il mondo ci propone sono costruiti per i destrimani. Quindi i mancini spesso si trovano in grandi difficoltà ad usare oggetti non pensati per loro.

Partiamo da quello che per il mancino è un vero e proprio dramma: scrivere. In un mondo di destrimani i mancini scrivendo, nel 90% dei casi, sporcheranno il foglio e si sporcheranno la mano.

Oggetti come forbici, apriscatole, coltelli a lama asimmetrica sono difficilissimi da usare per i mancini sopratutto se costruiti appositamente per i destrimani. Fra i vari oggetti che mandano in tilt un mancino c’è sicuramente il mouse. Per non parlare della difficoltà nel provare a suonare oggetti musicali per destrimani o chiudere la lampo dei jeans. Anche aprire alcune porte in cui le maniglie sono pensate solamente per i destrimani può’ risultare difficoltoso.

E poi c’è lei, la sedia con la tavoletta ribaltabile che troviamo all’interno delle aule universitarie. E tu, mancino, magari ti sei svegliato con il piede giusto quel giorno lì. Ti accingi in università, prendi il tuo caffè per iniziare bene la giornata, cerchi un posto in aula e ti siedi in una di queste sedie super comode. Ma immediatamente devi ribaltare la tavoletta per poter aprire il tuo quaderno e prendere appunti e ancora una volta ti ritrovi a sbuffare e pensare: “nemmeno oggi ho trovato la tavoletta ribaltabile per mancini”. E passerai ore a prendere appunti con una scomodità tale che rimpiangerai i banchi delle scuole superiori.

Ad oggi a parte questi piccoli fastidi che dobbiamo sopportare noi mancini, in ogni modo si stanno costruendo sempre più oggetti per mancini che possano aiutarli a vivere con meno difficoltà.

Nel tempo si è scoperto che i mancini oltre ad avere delle difficoltà nello svolgere alcuni gesti, hanno anche dei vantaggi rispetto ai destrimani. Vantaggi evidenziati soprattutto negli sport.

Per un approfondimento rimando a: https://it.wikipedia.org/wiki/Mancinismo/Preistoria.

Conclusioni

Essere mancini non è una vergogna, non è un difetto. Essere mancini è solo un modo come un altro per essere se stessi. Per essere umani. In fondo destrimani o mancini non cambia. Forse la domanda da porci oggi nel ventunesimo secolo è: perché dobbiamo scegliere una mano a discapito di un’altra e non iniziamo ad educare le future generazioni ad usare in egual modo entrambe le mani per esprimere al meglio le proprie potenzialità?

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