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So(R)ridere!

So(R)ridere!

Facce seriose di antiche fotografie, ritratti museali che accennano leggere espressioni, movimenti quasi impercettibili e tramutano in custodi per i posteri di seriosa compostezza e autorevole auspicio.  Non è forse propria a re e a nobili personaggi della storia e delle arti, come a ogni individuo, la facoltà di esprimere sorrisi, invece di cancellarli dai loro volti per preservare ostiche qualità morali e doti di invincibilità? A cosa giova prediligere seriose posture?

Anche in un mondo in bianco e nero, il sorriso colora l’animo umano.

Seduzione, fascino e bellezza, un capolavoro in uno scatto, la spontaneità di un gesto soave, una linea di eleganza: chimica di un segreto tangibile. Una curva compie miracoli nel dischiudere un punto luce del volto e tesse trame invisibili, piega tra abiti che non sbiadiscono, ruga indelebile dell’anima. Il sorriso è gratuità di istanti che odorano di eterno tra i meandri dei ricordi. E’ viaggiare la vita con ottimismo su terreni aridi di paure, linfa vitale per radici che non gelino. E’ saper guardare l’infinita bellezza del mondo.

Si ricercano qualità affettive e intimità profonde come gocce lente su una vetrata, rugiada dalle foglie. Il sorriso sostiene lungo il cammino buio delle incertezze, con un amare che rende possibile e vero ogni bagliore sotto strati di polveri e tra suoni armonicamente differenti e lontani. Vi sono giornate rallegrate da letizie inaspettate, impaginate in libri incantevoli, dono di poesia e fascinazione. Capita che mentre si tenta di far innamorare qualcuno della propria grazia non si riesca a non perdersi in quella dell’altro.

Una risata è elogio nell’era di una vita troppo veloce, empatia nel mondo dei distratti, risoterapia tra cura e aver cura. Il silenzio di una linea preme contro gli zigomi arcuati e il contagio emotivo di una positiva impressione, dischiude meraviglia. Le espressioni facciali sono promotrici di celebrazioni che sanno renderci attraenti, dotarci di un’innata e spontanea reazione fisiologica con intenti comunicativi, subitanea spensieratezza, desiderio di benessere e gaiezza interiore.

Il sorriso è strumento efficace per limare distanze interpersonali,  dissipando nuvole e ponderando soluzioni che siano positive influenze d’umore. Un sorriso è la libertà di rovistare tra confini ancora inesplorati alla ricerca di mete leggendarie che irradino da noi al resto del mondo. Moto d’animo, segno di benevolenza, plauso, intesa, raffigurazione di costumi dignitosamente contenuti.

Sopracciglia sollevate, guance di delicata ilarità, sorrisi di un amore familiare levano malinconia per assicurare un’affettività che ha ardire di resistere alle rughe del tempo. Dietro le quinte di veli  indossati, tra scenografie di morbide pennellate, la musicalità di un sorriso resta un’enigmatica e ironica morfologia.

Oltre la monotonia e l’affanno, oltre una realtà che non è a volte come la si desidera, abbiamo facoltà di invertire lo sguardo con cui osserviamo la vita. A fondamento della fragile delicatezza esistenziale, permane il credo che è la mescolanza degli opposti a ristabilire l’autoironia che evita il sopraffare degli accadimenti. Un sorriso, in fondo, cos’è se non l’eterna visione del bambino che è in ognuno di noi?

Immagine di copertina Michele Pagliaro

Articolo Roberta Recchia