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Tutto è energia, matematica e armonia

Scopriamo in questo mio personale articolo la relazione tra Fibonacci, l’estetica, il simbolismo e i colori.

Alla nascita il bambino si ritrova immediatamente immerso in un mondo di luci e sagome di tutti i tipi e dimensioni. Le forme sono percettibili tramite i sensi e quindi fanno parte della disciplina che prende il nome di “estetica”. Il nascituro è scioccato da questo mondo che ancora non è in grado di comprendere e, strappato dal suo caldo e sicuro universo liquido, inizia a piangere.
Conoscerà presto il significato delle cose inizialmente tramite la bocca, il primo organo che impara ad usare, successivamente userà gli altri sensi. Ecco che appena nati tutti i cuccioli si assomigliano, umani o animali che siano. Con la differenza che gli animali imparano prima a destreggiarsi nel loro ambiente.
Alle forme corrispondono dei simboli che possono assumere diversi significati: quelli comuni, uguali per tutti, a cui appunto viene attribuito un nome comune di cosa, altri che assumono significati diversi, a volte soggettivi legati al livello di percezione della persona. Ma come funziona questo meccanismo e che importanza ricopre nel funzionamento dell’universo?
Poco dopo la nascita entrano in gioco i colori. Anche i colori sono simboli e la loro energia si lega alla forma, al simbolismo ed ecco che ci ritroviamo ancora nel vero significato dell’estetica.
Le forme diventano parole e le parole danno vita al significato delle forme.
È già stato scritto molto sulla successione di Fibonacci e la sezione aurea. Ricordo solo che è una sequenza di numeri interi positivi in cui ciascun numero è la somma dei due precedenti. Leonardo Pisano la individuò nel 1202 osservando la natura, in particolare un problema sulla riproduzione dei conigli.

Leonardo Pisano detto il Fibonacci

Solo nel XIX secolo, tale scoperta divenne importante, perché si osservò che questa successione numerica si trova ovunque in natura: sia nel mondo animale che in quello vegetale, definendo aureo il rapporto tra macrocosmo e microcosmo, tra l’uomo e l’universo. Un rapporto che si ripete all’infinito attraverso infinite suddivisioni. Ed ecco che la sequenza di Fibonacci fu applicata, per esempio, nel calcolo delle probabilità, nella sezione aurea e nel triangolo aureo.
E pensare che nel ‘600 qualcuno lo aveva già intuito:

La matematica è l’alfabeto in cui Dio ha scritto l’Universo. La filosofia naturale è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi agli occhi, io dico l’universo, ma non si può intendere se prima non s’impara a intender la lingua e conoscer i caratteri nei quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi ed altre figure geometriche, senza i quali mezzi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro labirinto.

Ma non è tutto, non dovremmo mai dimenticare che: “Il colore che notiamo per primo è quello più bello, mentre quello che ricordiamo meglio è il colore più intenso”. Ecco il vero motivo per il quale percepiamo la bellezza di ciò che abbiamo intorno: la forma associata a quel colore che interagisce con i nostri sensi, ovvero l’estetica, perché tutto è energia, matematica e armonia.

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