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Vivere all’estero: lo shock culturale.

Lo shock culturale, è quella «sensazione di insicurezza, confusione o ansietà che le persone provano quando risiedono per un periodo più o meno lungo, anche per lavoro, in una società […] differente dalla propria».

-Urmila Chakraborthy

VIVERE ALL’ESTERO

E così dopo anni di studi e sacrifici, vinci una borsa di studio Erasmus e ti trasferisci all’estero. Iniziano i preparativi pre-partenza, la gioia è alle stelle, tu non stai più nella pelle e non vedi l’ora di lasciare la tua casa pronto per questa nuova avventura in un paese straniero. Le aspettative che ti fai prima di partire sono delle più alte. Hai vent’anni e tutti ti hanno parlato della loro fantastica esperienza in Erasmus, hai vent’anni e sei pronto a cambiare radicalmente la tua vita nella speranza di trovare qualcosa di migliore rispetto al paese in cui abiti, con la speranza di costruire un futuro migliore da quello che si prospetta in Italia.

Arriva il giorno della partenza. Saluti tutti, familiari, amici, la tua terra e il tuo cagnolino. Prendi l’aereo e arrivi a destinazione. In men che non si dica hai dimenticato tutti i mesi passati ad aspettare questo momento e adesso sei arrivato. Sei in un paese a te totalmente sconosciuto. Non hai ancora una casa e alloggi in un piccolo B&B. Ti senti disperso, speri di trovare presto casa. Non parli assolutamente la lingua del posto e anche comprare un Kebab ti sembra essere la cosa più difficile che tu abbia mai fatto. Trovi casa. Paghi 500 euro al mese. Trovi degli amici italiani anche loro in Erasmus.

Inizi a sentirti a casa. Vai in università anche se seguire le lezioni è abbastanza difficile perché i professori spiegano nella loro lingua madre. Cerchi di non farti abbattere. Esci. Conosci gente del posto. Provi a socializzare, a parlare un’altra lingua e l’inglese che non manca mai. Vai agli eventi. Visiti la nuova città. Tutto ti sembra magnifico nonostante le nette differenze tra la tua cultura e questa nuova cultura che stai sperimentando. Pensi che tutto sia meglio del tuo paese. La città. I monumenti. Il cibo. La cultura. Le persone.

Sembra di vivere in un quadretto idilliaco fino a quando da un momento all’altro senti mancarti la terra da sotto i piedi. Ti manca casa tua. Hai nostalgia degli odori della tua città. Dei sorrisi degli italiani. Ti senti disperso, smarrito, un po’ depresso. Inizi a girare per casa chiedendoti perché ti sei trasferito, inizi a cercare dei voli per tornare a casa ma sono tutti cari. Non hai voglia di uscire. Non ti senti all’altezza dell’esperienza. A stento riesci a comunicare con le persone perché non sai bene la lingua e a volte resti solo. Ti senti solo anche con gli altri. Vorresti parlare, esprimere le tue idee, confrontarti con le persone di culture diverse, ma non ci riesci. La vita costa cara più che in Italia e devi pure cercarti un lavoretto perché hai paura di non riuscire a sostenere le spese.

Inizia così un periodo di malinconia e tristezza. Non ti senti adatto per affrontare questa esperienza all’estero. Dormi fino a tardi o non dormi proprio. Mangi troppo o non mangi affatto. Sorridi quasi per forza per non fare vedere agli altri il disagio che stai vivendo. Hai nostalgia di tutto, anche di tutte quelle cose che prima odiavi della tua città. Ti senti impotente perchè non riesci ad adattarti all’ambiente circostante. Ti senti estraneo.

Passano i giorni, le settimane, i mesi. Tutti questi sentimenti negativi iniziano a scemare. Fai i conti con te stesso. Hai fra le mani un’occasione unica. Erasmus. Ti sei meritato di andare a studiare all’estero. Inizi a parlare di come ti senti con i ragazzi italiani che sono in Erasmus con te. Capisci che anche loro provano le stesse cose. Non ti senti più solo.

Provi a farti forza con i tuoi nuovi amici. Senti che a poco a poco ti stai adattando, ti stai mettendo in gioco. Sai che non sei la prima ne l’ultima persona a provare questo scompenso. Sai che ad un certo punto questa esperienza finirà e decidi di godertela al massimo. Finché non scopri parlando con gli altri e facendo delle ricerche su internet che questo modo di sentirti si chiama shock culturale. Finalmente non ti senti più solo. In tanti hanno provato le tue stesse emozioni e un po’ ti senti rincuorato. Anche tu ce la farai.

SHOCK CULTURALE

Lo Shock culturale è un termine utilizzato per descrivere sentimenti di ansia, smarrimento, disorientamento e confusione che una persona prova a causa di un improvviso cambiamento dello stile di vita dovuto al trasferimento in un ambiente sociale e culturale differente, per esempio un Paese straniero.

Secondo l’antropologo Oberg chi sperimenta uno shock culturale reagisce alla frustrazione dapprima rifiutando e denigrando il nuovo ambiente (fase del rifiuto) e successivamente idealizzando la propria cultura (fase della regressione). Questo tipo di shock presenta come aspetti peculiari la tensione per lo sforzo verso l’adattamento psicologico, il senso di perdita e deprivazione, il rifiuto della nuova cultura o la sensazione di esserne rifiutato, il senso di confusione e i vissuti di impotenza. I “sintomi” più comuni associati allo shock culturale sono:

  • Sensazione di smarrimento e confusione
  • Tristezza e senso di solitudine
  • Forte nostalgia di casa e delle proprie abitudini
  • Idealizzazione della propria cultura d’origine
  • Forte malinconia
  • Ripensamenti circa la decisione di espatrio
  • Sentimenti di impotenza anche di fronte a piccoli problemi
  • Diminuzione della capacità di sopportare la frustrazione
  • Eccessiva preoccupazione per gli standard sanitari
  • Rifiuto di imparare la lingua locale
  • Eccessiva preoccupazione per la propria salute e per i fattori igienici
  • Disturbi del sonno (insonnia o letargia)
  • Sensazione di insicurezza, vulnerabilità e pensieri paranoici circa le intenzioni altrui
FASI DELLO SHOCK CULTURALE

Oberg elaborò la teoria seconda la quale il concetto di shock culturale è suddivisibile in quattro fasi distinte, ognuna delle quali presenta le proprie situazioni e sintomi.

  • Fase “luna di miele”: in questa fase, che può durare da un minimo di due settimane a un massimo di sei mesi, la persona è affascinata da tutto ciò che nuovo e le differenze tra la nuova e la vecchia cultura vengono viste sotto una luce romantica. La persona comincia a provare un senso di fascinazione verso la nuova cultura, che può eventualmente evolversi in un’idealizzazione della stessa.
  • Periodo di crisi: la situazione cambia radicalmente, sparisce l’eccitamento e diminuisce il senso di novità. Questi sentimenti vengono sostituiti da sensazioni spiacevoli di delusione, frustrazione e rabbia man mano che si va incontro a situazioni sfavorevoli che possono essere percepite come strane e offensive per il proprio atteggiamento culturale. A questi vanno aggiunti eventi stressanti dovuti al trasloco nella nuova casa, al trasferimento nella nuova scuola o alle difficoltà con la lingua straniera. La persona, in alcuni casi, reagisce aggressivamente assumendo atteggiamenti maleducati e arroganti in segno di autodifesa in modo da alleviare il senso di disagio.
  • Fase di aggiustamento: l’individuo diviene consapevole della sua nuova situazione e inizia ad accettare gli usi e costumi della nuova cultura approcciandovisi con un’attitudine positiva. Gli atteggiamenti di insofferenza vengono sostituiti da un senso di superiorità nei confronti delle persone del Paese ospitante e, nonostante alcune difficoltà ancora persistano, la persona riesce a fare autoironia su se stessa e sulla propria condizione.
  • Fase di accettazione e adattamento: in questa fase la persona si sente a proprio agio all’interno della nuova cultura, della quale accetta serenamente gli usi e costumi, iniziando inoltre a godere di alcuni aspetti di essa, come per esempio il cibo. Le rare situazioni spiacevoli vengono affrontate senza ansia e, una volta lasciato il Paese, la persona proverà generalmente un sentimento di nostalgia verso esso.
CONCLUSIONI

Lo shock culturale sembra essere una normale fase di passaggio per tutte quelle persone che si trasferiscono in un paese straniero, diverso dal proprio. Affrontare le altre culture, le differenze tra le persone, i modi di vivere, i diversi modi di pensare non è facile. Non lo sarà sicuramente mai. Però nonostante tutte le difficoltà che si incontrano nel proprio cammino gli esseri umani sono degli animali sociali che si sanno adattare ovunque. Quando lo shock culturale inizia a scemare finalmente si riesce veramente a riflettere su quanto siamo fortunati a poter vivere un’esperienza fuori dalla propria zona di comfort ricordandoci di non essere mai soli a sperimentare certe emozioni ma che qualcuno prima di noi si è trovato nella nostra stessa situazione.

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