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Domus Sapientiae: Liber I

Domus Sapientiae: Liber I

Recensione libro di D.ssa Carmela Maurella

Titolo: Domus Sapientiae: Liber I
Autore: Emilio Ferrara
Collana: Esoterismo / Saggi per laPlaceBook Publishing&Writer Agency

In un periodo “pandemico” così particolare come quello che oggi giorno la nostra comunità tutta si trova a dover passivamente subire, in un contesto variegato da molteplici restrizioni, istruzione scolastica compresa, chi come me, che per professione si trova a dover giornalmente confrontarsi anche con la docenza in D.A.D., oltre a dover sperimentare nuove forme di comunicazione e interscambio empatico con i propri allievi attraverso la barriera fisica di un monitor, deve essere in grado di riuscire a tenere alta soprattutto la loro attenzione. Per tanto, nella mia personale fattispecie, ho proposto ai miei studenti di utilizzare gli strumenti didattici in modo inverso. Utilizzare il tempo trascorso davanti al PC come fosse fisicamente il testo scolastico e leggere un libro nel tempo libero. Va da sé, che specialmente in questo intervallo di festività natalizie, si è trovato il momento propizio per dedicarsi più liberamente alla lettura. Personalmente, nel ricercare un nuovo libro da leggere, mi son trovata a seguire la fan’s page facebook di questo testo, “Domus Sapientiae”. Dopo aver scorso i post e le pubblicazioni della pagina, per me che scolasticamente ho perseguito gli studi classici con la successiva laurea in Lettere Antiche e attuale docenza in lettere, sono stata incuriosita dalla pretenziosità del titolo, “deformazione professionale”? In particolar modo però, mi hanno interessato alcuni passaggi che l’autore stesso riporta nel descrivere il suo ‘saggio’ “Domus Sapientiae: Liber I”. Così, ho cliccato sul pulsante acquista presente sulla pagina e sono stata reindirizzata sul sito di Amazon dove è possibile effettuarne l’acquisto. Amazon, ti offre la possibilità di acquistarlo sia in edizione kindle che cartacea. Personalmente, ho acquistato la versione cartacea. Prima di completare l’operazione di acquisto, ho controllato se qualcuno avesse già recensito questo testo, ed ho riscontrato che una recensione era stata pubblicata e verificata. Dopo averla letta, ho effettuato l’acquisto.

Cosa scrivere di questo libro: sicuramente ha una struttura insolita, è privo di indice e l’autore Emilio Ferrara invece di suddividerlo nei classici capitoli, lo seziona in quattro parti, più una concettuale, una pratica, un commentario e un appendice finale. (Prefazione ed Introduzione alla lettura a parte). Da subito si comprende che la lettura di questo testo non è di facile comprensione e quasi impone, come l’autore stesso cita nella sua introduzione, di leggerlo abbattendo tutta una serie di preconcetti che non è sempre semplice mettere da parte, ma se si riesce ad apprezzarli nell’aurea di un “libero pensiero”, sicuramente facilitano una disanima più leggera del corpo testuale. Il testo parte da un principio molto personale che l’autore ha del classico Big-bang, che lui concepisce come “spark-mundi” (scintilla del mondo). Da questa interpretazione, costruisce quello che poi sarà un tema che proseguirà lungo tutto il testo, dal momento della creazione, passando attraverso l’evoluzione dell’essere umano, per giungere poi all’utilizzo che la nostra evoluzione intellettuale, ha materializzato per costruire le fondamenta delle religioni, del loro esoterismo e del loro lato filosoficamente occulto e magico. Prescindendo dalla forma di composizione e compilazione del testo, a tratti molto complesso, a tratti più scorrevole, colpisce e allo stesso tempo ne affatica la lettura, lo sforzo che l’autore pone nel rendere più semplici alcuni concetti, per adattarli a un fascia di lettori più ampia, impiegando diverse pagine del libro, anche incollando (come lui stesso scrive), incipit di informazioni di pubblico dominio (Wikipedia e Treccani), al fine di evitare al lettore di doversi staccare dalla lettura per cercarsele “fai da te”.

“Domus Sapientiae – liber I”, è un testo pieno di concetti esoterici ed iniziatici particolarmente caratterizzanti e diversi dal tradizionalismo ermetico dei testi contemporanei; l’autore, cerca incessantemente di indicare al lettore o iniziato che si approcci a questa lettura, un percorso di ricerca personale, che gli confeziona in ogni aspetto di questo viaggio. Emilio Ferrara, citando e prendendo spunto dagli scritti di quegli autori del passato che lui stesso nomina fondamentali nel suo percorso di studi, riesce comunque ad esprimere dei nuovi concetti ed interpretazioni di alcuni “quid” che rendono questo saggio, a suo modo, diverso ed unico.  Il Ferrara plasma questa opera, come un’insieme di scatole cinesi il cui numero, varierà da lettore a lettore, proprio perché, l’esegesi che Emilio pone nel comporre la maggior parte dei suoi pensieri lascia spazio a molteplici interpretazioni proprie del livello intellettivo di chi si ci raffronta. Si parte con un’interpretazione “fuori canone” dei nostri Adamo ed Eva e nel percorso della lettura irrompono le figure di Lilith e Issah a cambiarne il senso; nel proseguimento, l’autore ci invita a riflettere sull’identità del nostro Creatore che muta, prende forma ed evolve, esponendo il suo pensiero su ulteriori e nuove personali interpretazioni delle sacre scritture. La prima parte essenzialmente prosegue con un’ampia trattazione della figura della Grande Madre, di Lilith e delle Tre madri – che l’autore tratta come una trinitaria forma archetipale del principio femminino del primo culto animista aborigeno, che successivamente integra la figura di Lilith e della sua discendenza con annesso rituale pratico, approfondendo la figura di Levana, dello Scrittore Thomas De Quincy e della Sua opera “Suspiria de profundis”. In seguito, il Ferrara traspone questa figura in Iside; trattandone anche qui “corposamente” il culto, quello della cultura esoterica egizia e dei raffronti enciclopedici da quelli mitici della prima trina Iside-Osiride-Horus.  A questo punto, l’autore si spinge in un articolato commentario di quelle che ritiene siano le diverse forme di “coscienze” del mondo animale e vegetale, esseri umani compresi, sviluppatesi parallelamente dagli albori dei tempi ad oggi. Così si arriverà alla trattazione delle religioni, dello zodiaco con un particolare riferimento ad un tredicesimo segno zodiacale ormai perso nel tempo, quello di Ofiuco, alla nascita dei numeri, della geometria sacra e del loro simbolismo esoterico. La seconda e terza parte, così poi si concluderanno con un particolareggiato studio della vesicula piscis, “mandorla mistica”, dei cerchi trinitari di Gioacchino da Fiore e proseguiranno nelle loro interpolazioni con gli arcani egizi e i tarocchi, non mancando di rimarcare il collegamento con il rapporto aureo ed i simbolismi legati alle tradizioni massoniche e delle scuole simboliche, misteriche e iniziatiche disseminate per il globo. La quarta parte infine, ci accompagna lungo un percorso di acquisizione personale dei nostri sensi legati agli elementi aria, acqua, terra e fuoco, delle vibrazioni e note dell’universo, della scomposizione dei colori, con estratti di tavole, che trattano argomenti legati all’alchimia, alle allegorie ermetiche e di come approcciarsi alla meditazione mantrica ebraica con dettami pratici e tavole illustrative. Non di meno è da sottolineare la parte dedicata allo studio della cabala e alcune sue interpretazioni. Nel finale del libro, le ultime 50 pagine all’incirca, l’autore accenna alla dottrina della magia cerimoniale, come preparare alcuni sigilli e come prepararsi a compiere un rituale d’incanto. Anche qui, vi è una serie di tavole grafiche che rappresenterebbero come eseguirne uno “romanum”. In appendice infine, vi è una personale interpretazione che l’autore da della precessione trinitaria “padre-figlio-spirito santo” che, secondo la sua interpretazione, attraverso l’ideografia ebraica della frase “io sono colui che sono”, in modo tutt’altro che ovvio, pare possa identificare un significato diverso da quello canonico.

Cosa poter aggiungere: sicuramente “Domus Sapientiae – liber I” è un testo ricco e curato da un editing visivo ricercato, carico di illustrazioni, tavole e immagini, di cui fanno cornice alcuni dipinti dell’artista “Venuto Esse”.  Altresì vi è la presenza di alcuni refusi di stampa, forse qualche omissis di troppo e alcuni errori di punteggiatura che, tutto sommato, non inficiano la lettura del testo. E seppur privo di note a piè di pagina, i riferimenti delle fonti utilizzate dall’autore, sono riportate a fine del paragrafo a cui  fa menzione (nomi compresi). Certamente, un saggio che non dovrebbe mancare nelle librerie di tutti quelli che l’autore stesso definisce “coltivatori del proprio sapere”.