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Elegia americana

Il sogno americano si schianta contro la stessa vita. Questo in sintesi il messaggio dell’ultimo film proposto da Ron Howard intitolato “Elegia americana” uscito a novembre nel 2020. In realtà, il titolo originale era HillyBilly Elegy (Elegia del popolo della campagna) ed è la trasposizione del romanzo autobiografico di J.D Vance, prodotto da Netflix.

Al di là delle critiche negative al film visto come “una caccia agli oscar” o come una visione smaccatamente politicizzata, la proposta di Howard è proprio quella di guardare al di là dell’utopia del “sogno americano” e anche al di là dell’immagine di una America che ci viene regalata in carta patinata, incentrata solo sulla vita scintillante di New York o sul sole californiano, per vedere la realtà di una campagna e di una vasta parte del territorio americano e della vita condotta dai suoi abitanti.

Gli Stati Uniti, quelli veri, sono quelli proposti dal regista al pubblico, pieni di contraddizioni e chiaroscuri che non possono sempre piacere, ma che sono indubbiamente reali. Così la vita di Vance che si laurea a Yale nonostante le umili origini, ma che vive una vita fatta di dolore, di affetti controversi, di una famiglia che, per quanto unita, è angosciata da dipendenze, lutti e un certo grado di violenza. Una violenza subita da J.D e dalla sorella fin da piccoli, ma fotocopia di quanto vissuto anche dalla loro madre. Come se la vita non potesse offrire altro che dolore.

Tre generazioni a confronto con una grande interpretazione di Glenn Glose nei panni della nonna e di Gabriel Basso in quelli di J.D. Un Kentucky dai paesaggi spettacolari ripresi alla perfezione nella fotografia del film i cui fotogrammi oscillano tra passato e presente. Alla fine J.D sarĂ  costretto a distaccarsi dai problemi materni per tornare in cittĂ  dove ha fissato un colloquio di lavoro, ma il finale del film rimarrĂ  aperto, come se davvero il sogno americano fosse messo continuamente in dubbio o non fosse piĂą possibile la sua realizzazione. Molto attenta e approfondita la dinamica delle relazioni familiari, un tema caro al regista che qui viene svolta attraverso una serie di primi piani che rivelano i vari personaggi , sempre in bilico tra la loro vita e quella che avrebbero desiderato vivere.