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Judas and the black Messiah

Uno sguardo diverso sul fenomeno delle black panthers. E’ questo in sintesi il film di Shaka King “Judas and the black Messiah” basato su eventi reali che narrano le vicende di Fred Hampton leader delle pantere nere e interpretato da Daniel Kaluuya.

Siamo a Chigago nel 1967 e Hampton è il presidente della sezione Illinois delle Pantere nere, precisamente del Black Panther Party. Il suo intento è fondare una Rainbow Coalition, cioè una coalizione con altre organizzazioni che sia politica e multiculturale. Scopo dell’iniziativa è lavorare per porre fine alle lotte tra bande e gruppi politici a favore di un cambiamento sociale e politico della società americana. Ma l’Fbi lo identifica come una minaccia e chiede ad un semplice ladro di auto di infiltrarsi nell’organizzazione al fine di riportare ogni mossa o decisione del gruppo. Ma non solo, nel dicembre del ’69 Hampton verrà ucciso nel suo letto dopo essere stato drogato. Il tutto ad opera dell’Fbi che organizzerà un’incursione notturna a casa del leader.

Nel 1970 dopo un’indagine la giuria ha ritenuto l’omicidio di Hampton, ma anche quello di Clarck che era un altro membro del gruppo, fossero “giustificabili”. I sopravvissuti al raid notturno hanno comunque intentato causa civile, compresi i parenti di Hampton e Clark. Il procedimento giudiziario è andato avanti fino al 1982 quando si è stabilito un risarcimento ai parenti delle vittime di 1,85 milioni di dollari.

Le riprese sono iniziate a settembre del 2019 e sono terminare a dicembre dello stesso anno, ma il primo trailer del film viene diffuso ad agosto del 2020. La pellicola è stata presentata al Sundance festival a febbraio del 2021. Purtroppo il Covid ha interrotto la distribuzione ed è quindi sbarcata sulle piattaforme digitali. In Italia è arrivata in streaming ad aprile di quest’anno.

E’ un film che merita perché racconta dei fatti che troppo spesso sono visti da altre prospettive: questa volta sono i neri a raccontare questa storia, comprese le violenze subite e i diritti negati. E mentre si è soliti pensare alle Black Panther come ad un’organizzazione violenta ed estremista, Shaka King mette in evidenza come esista un rovescio della medaglia che sottolinea come i soprusi non arrivino mai da una parte sola E’ candidato agli Oscar con 6 nomination: miglior film, migliore attore non protagonista per due interpretazioni, miglior sceneggiatura, miglior fotografia e miglior canzone. Ha vinto il Golden globe ed ha ottenuto anche altri riconoscimenti.