Crea sito
I tre tesori

Sono tre i tesori dell’Uomo per la Medicina tradizionale cinese: Jing (essenza), Qi (energia) e Shen (spirito). Sta a noi cercare di accrescerli per stare bene e vivere la nostra vita al pieno delle nostre possibilità. Per il Taoismo sono i tre gioielli, ma essi si identificano con molte cose. E forse con nessuna.

Dal punto di vista cosmico i tre gioielli sono il Cielo, la Terra e l’Uomo. Gli antichi cinesi vedono un parallelo tra questo rapporto e quello tra Jing, Qi e Shen, dove il Jing è la Terra, lo Shen il Cielo e il Qi è l’Uomo che nasce appunto dall’unione dell’energia del Cielo con quella della Terra. Questo perché dobbiamo tornare alle origini, ovvero alla legge dello Yin e dello Yang e indentificare il Cielo con lo Yang (uomo) e la Terra con lo Yin (donna).

Ma esistono anche 3 tesori sottili che sono i valori fondamentali della compassione, messi in luce da un passo del Tao Te Ching di Lao Tzu: “Ho solo tre cose da insegnare: semplicità, pazienza, compassione, Questi sono i tre tuoi più grandi tesori. Semplicemente nelle azioni e nei pensieri, tu ritorni alla fonte dell’essere”.

Per vivere al meglio la nostra vita noi dovremmo aver cura dei nostri tre tesori che altro non sono che tre diverse forme di energia, il Jing molto materiale dimora nei nostri Reni ed è la vita che quotidianamente consumiamo. Sta a noi consumarla nel migliore dei modi senza dispersioni, cercando anzi di mantenerla il piĂą possibile intatta. Dal nostro Jing viene anche la vita che doniamo quando concepiamo un figlio. Il Qi è considerato il motore che ci fa agire e vivere ed è l’energia in senso stretto che noi possiamo disperdere oppure nutrire, a seconda dello stile di vita che scegliamo di seguire. Infine lo Shen, ovvero il nostro spirito che è ciò che ci eleva e ci permette di evolvere. Sta a noi permettere che tutto questo si sviluppi e non venga sciupato da uno stile di vita che ci porta a sprecare la nostra energia. Nel Taoismo si distingue tra piccolo Shen che abita il nostro cuore e che corrisponde al nostro curricolo, ovvero alla missione che abbiamo in questa vita e che se non portiamo a compimento ci costringerĂ  a ritornare in un’altra forma vitale per completare ciò che abbiamo lasciato come un cerchio aperto da chiudere. C’è poi il grande Shen che sta al di sopra del Cielo ed è qualcosa che io posso percepire anche se non posso definire (ovvero il Tao anche se nel Tao te Ching si dice che “Non è vero Tao quello che può esser detto o nominato)

Nel Taoismo uno strumento fondamentale di trasformazione per la coltivazione dei 3 tesori è il Qigong (lavoro con l’energia), in particolare quello alchemico (leggi qui). Nella pratica si armonizza il respiro, la mente e il corpo per arrivare a quello stato mentale che permette la trasformazione. Il processo alchemico prevede infatti che attraverso la pratica noi riusciamo a trasformare il nostro Jing in Qi e quindi in Shen considerando il processo come un’elevazione spirituale. In particolare il processo alchemico parte dal movimento del Dan Tien (o campo del cinabro, tre dita sotto il nostro ombelico e 4 all’interno), non solo del corpo. Dal Dan Tien inferiore si arriva a lavorare sul mediano che corrisponde al Cuore e alla cassa toracica fino a quello superiore, ovvero alla mente, più precisamente al punto di agopuntura chiamato “Stanza dei sigilli” o Yintang che si trova tra le sopracciglia. Quel punto che per altre culture sapienziali è il Terzo occhio, dove comunque viene localizzato l’accesso alla ghiandola Pineale. Grazie alla coltivazione dei 3 tesori, l’uomo può quindi arrivare a trovare il proprio posto nel mondo così da poter accedere allo stato di “azione senza azione” detta anche Wuwei di cui abbiamo già parlato.