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Il gruppo - Classificazioni in relazione al sistema sociale vigente

Il gruppo – Classificazioni in relazione al sistema sociale vigente

di Franco Marmello

Gruppi primari il cui scopo è quello di soddisfare il bisogno di partecipazione dei membri. Ognuno può esprimere, attraverso l’attività di gruppo, i vari aspetti della propria personalità. Il membro é la ragione di essere del sistema, tutto ciò che un componente del gruppo pensa e fa riguarda tutti gli altri. Nascono regole più o meno esplicite: le reazioni sono intime, affettive legate a criteri scarsamente razionali; le norme hanno un carattere e una interpretazione più affettivi che funzionali.

La ricerca segnala tre tipi di legami interpersonali su cui può fondarsi un gruppo primario:

Legami primordiali: in gruppi non volontari, perché legati alla consanguineità o a rapporti di   convivenza protratta. Nel nostro tipo di cultura l’esempio è quello delle comunità contadine.

Legami personali: in gruppi volontari all’interno dei quali gioca, in gran parte, l’attrazione psicologica (quasi tutti i gruppi primari del nostro tipo di società).

Legami ideologici: in gruppi volontari caratterizzati dall’accettazione e dalla condivisione di una certa ideologia (religiosa, politica, ecc…).

Gruppi secondari, in questo caso lo scopo é raggiungere un obiettivo specifico e limitato. Il singolo individuo viene considerato esclusivamente in funzione di questo obiettivo; le cose che un membro di un gruppo fa e pensa vengono accettate e utilizzate soltanto se sono finalizzate al raggiungimento dello scopo. Le relazioni fra i membri sono impersonali e distaccate, a carattere contrattuale e razionale. L’atmosfera di gruppo é povera di calore affettivo. Le regole sono legate ad una interpretazione funzionale e razionale di ciò che è utile al raggiungimento dell’obiettivo.

Naturalmente i due gruppi descritti (primario e secondario) vengono qui presentati in modo estremizzato per sottolinearne le differenze. Nella realtà esiste, come sempre, una gamma infinita di sfumature che porta dall’uno all’altro. Ciò che è importante, a questo punto, è la presa di coscienza che gruppo primario e gruppo secondario possono coesistere.

Parleremo di primarietà e secondarietà come modo di essere insieme nel gruppo; in particolare emerge il concetto che nelle società progredite il carattere di primarietà appare particolarmente nei gruppi ristretti, con riferimento specifico ai gruppi faccia a faccia. Anche se i gruppi ristretti non sempre hanno questo carattere.

Da sottolineare l’esistenza del gruppo psicologico, un gruppo nel quale la realtà psicologica prevale su quella sociologica. L’interazione tra i membri dipende dalle loro caratteristiche personali piuttosto che dai ruoli precostituiti. Generalmente il gruppo psicologico è anche un gruppo ristretto e primario. E’ bene, comunque, non sovrapporlo concettualmente ad altre realtà, anche se alcuni ricercatori tendono a considerare il gruppo psicologico come il più caratteristico dei gruppi ristrettì e quindi in opposizione all’organizzazione sociale come tipico esempio di gruppo esteso secondario.

Ancora una volta dobbiamo considerare le infinite possibilità e sfumature, poiché è impossibile incasellare la realtà in comportamenti stagni; non dobbiamo cadere nell’errore di attaccare etichette e definizioni sia ai gruppi sia ai singoli individui.

Da sottolineare che certi gruppi possono essere classificabili contemporaneamente come gruppi psicologici e come organizzazioni sociali; una famiglia è gruppo psicologico nel suo menage concreto e organizzazione sociale nelle sue caratteristiche generali astratte.

Infine, fatto che va sottolineato, ogni gruppo psicologico esiste, in concreto, solo inserito in un contesto spesso rappresentato da una organizzazione sociale.

Gruppi psicologici e organizzazioni sociali sono inquadrati nell’insieme già vasto costituito dalla società globale, insieme che dà a ogni tipo di gruppo parte del loro significato.