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Incontro con Bryan Torrigiani

Incontro con Bryan Torrigiani

Si intitola “Anime in debito” il romanzo di Bryan Torrigiani, nato a Vinci nel 1967, che entra così a pieno diritto nella famiglia di Placebook Publishing & Writer Agency. Torrigiani vive e lavora a Firenze e fin da piccolo ha praticato arti marziali. Lo abbiamo intervistato per i lettori di Kukaos.

Chi è Bryan Torrigiani?

Una persona che cerca di migliorare se stesso…Almeno cerco di farlo. Cerco di essere sincero, corretto, leale e onesto. Cerco di non farmi travolgere dalla rabbia, di essere obbiettivo e ottimista e di dare a tutto il giusto valore. Chiaramente ci sono aspetti del mio carattere che non potranno essere modificati più di tanto, di questo ne sono consapevole, come sono consapevole che, durante la mia vita, a causa del mio lavoro ho avuto molte esperienze estreme. Queste esperienze, cambiano inesorabilmente e aggiungerei profondamente alcuni schemi di pensiero. La gente… “normale” potrebbe giudicarmi un violento, ma non è così. Io aborro la violenza proprio perché l’ho vissuta, faceva parte di ciò che facevo per vivere e quindi la conosco molto bene. A tutto questo si devono sommare alcune esperienze personali… che, possiamo ritenere sono state molto pesanti da portare sulle spalle. Tutto questo mi ha fatto capire che se esisteva un obbiettivo da raggiungere era quello di migliorarmi spiritualmente. Ho passato un periodo della mia vita in cui ho rischiato di perdermi, in tutta questa oscurità… per superarlo ho chiesto aiuto e l’ho avuto dalla persona che più amo al mondo. Penso che… resti ancora molta strada da fare, non diventerò certo un santone, che indossa una tunica e prega tutto il giorno stando seduto nella posizione del Loto… ma mi sforzerò di migliorarmi sempre.

“Anime in debito” Ci puoi spiegare il significato di questo titolo?

La risposta si trova nel titolo stesso. È un titolo molto diretto. Che porta a sua volta ad un altra domanda…Che cos’è l’anima? Personalmente, la considero la parte più importante dell’essere umano… e di una cosa sono certo: Esiste! Com’è sicuro che il sole sorge a est e tramonta a ovest. La si può percepire… basta saperla ascoltare. Non c’è niente da comprendere quando l’anima ci parla. Invia degli input… dei segnali che possiamo chiamare emozioni È come uno specchio, che ci rimanda due immagini contrarie… “speculari” appunto, di noi e di chi vogliamo essere. Una malvagia, l’altra buona. Dipende solo da noi capire quale delle due ci piace di più. A volte però… le due immagini si confondono tra loro e quando questo accade, l’essere umano capisce di non aver fatto o detto tutto ciò che doveva essere fatto o detto, oppure è costretto a fare o dire cose necessarie… ma di cui è difficile sopportarne il peso… ed è appunto in questo genere di frangenti che un uomo con una coscienza… con un anima “buona”… sente di essere in debito con se stesso. È questo il significato di questo titolo.

Di cosa parla la tua storia?

È una storia il cui filo conduttore si snoda attraverso la vita dei tre personaggi principali, le cui vite sono profondamente differenti. In passato hanno avuto tutti e tre esperienze dolorose. Queste esperienze li hanno segnati profondamente. La loro caratteristica in comune è appunto quella di sentire che le loro anime sono in debito verso qualcosa… o qualcuno. Il destino gioca un ruolo importantissimo. Attraverso un’infinità di combinazioni spazio temporali… in alcuni casi addirittura per pochissimi secondi, o… per pochissimi centimetri, le cose prendono una piega diversa da ciò che poteva essere. La storia inizia molto tempo prima, in Brasile. Poi in Africa orientale, per poi tornare in Brasile. Molti anni dopo avrà il suo tragico epilogo in Italia, a Milano. In questa città, due dei personaggi principali si incontrano per caso. Un ragazzo di ventiquattro anni, osserva da una finestra del suo appartamento una strada deserta, dopo un temporale. Per un paio di ore Andrea riflette sulla sua vita… anzi, sulla sua “doppia” vita. Decide di andare a dormire nel medesimo istante in cui uno dei due personaggi principali gira l’angolo e imbocca quella strada. Andrea è curioso… non sa perché, ma lo chiama. Inizia un dialogo. Solo uno scambio di frasi, ma da quel preciso momento, inizierà un invisibile countdown che trascinerà i tre in una tragica spirale di eventi. La storia è molto intricata, piena di suspense, colpi di scena, azione. Ma, anche di momenti molto teneri, delicati. Ho cercato di affrontare un argomento controverso e di descriverlo con tutta la delicatezza possibile. Devo dire anche che sono contento di come sono riuscito a renderlo un vero e proprio punto di forza di questo libro.

Cosa ti ha ispirato a scrivere questo romanzo?

Ci stavo pensando da molti anni Avevo pensato ad alcune trame, ma la molla ancora non scattava. Poi, è iniziato un periodo molto difficile della mia vita. Molto semplicemente… “avevo fatto il pieno”! Tutto quello che avevo passato nella mia vita… vi assicuro che non è poco… mi è arrivato addosso come un treno merci. Ne sono stato travolto letteralmente. Mi sono dovuto sorbire molte ore di analisi, non mi vergogno a dirlo. Fortunatamente la mia fidanzata mi è stata vicina e mi ha consigliato bene, come del resto ha sempre fatto, con pazienza e amore, mi ha convinto a chiedere aiuto. Ho iniziato a vedere un po’ di luce in fondo al tunnel ed è stato a quel punto che lo stimolo di scrivere si è concretizzato. Questo libro è stata una specie di catarsi, che mi ha aiutato a capire molto di me stesso. Inoltre la professione di scrittore mi ha sempre affascinato. Così, un bel giorno… era un pomeriggio se ben ricordo, mi sono messo davanti al pc e ho iniziato a scrivere… la storia poi si è dipanata da sola. Mi ha dato anche l’opportunità di ristabilire un a sorta dialogo, di obiettivo in comune, con la mia fidanzata in quanto, durante quel periodo fosco era molto difficile parlare con me… grazie proprio a questo libro, ad una settimana di ferie assieme a lei, in una casa isolata in val d’Orcia e a un paio di bottiglie di “Montenegro”. Abbiamo entrambi capito quanto ci amiamo e il libro ha preso forma. Un piccolo segreto: nel libro, c’è anche del suo…Grazie Amore!

Ci sarà un seguito?

Dunque, “Anime in debito” era inizialmente concepito come un libro unico, ma poi il personaggio principale, Diego Neri, si prestava bene come protagonista di altre storie. L’unica soluzione percorribile era quella di andare a ritroso nel tempo, creare dei Prequel. Cioè storie, ambientate sulla vita di Diego Neri, antecedenti al periodo temporale di “Anime in debito”… e così ho fatto! Un altro libro ha preso lentamente forma e dopo averlo ultimato sto eseguendo una prima fase di editing e correzione. Vi assicuro che anche questa storia è ricca di tutte le caratteristiche presenti in “Anime in debito”.

Come ti sei avvicinato alla scrittura?

Avvicinarsi alla scrittura, per me, è stata la conseguenza della mia grande passione per la lettura. Inoltre, come ho già detto precedentemente, la mia è stata una necessità… trovare un mezzo che fungesse da elemento catartico per uscire da quel difficile periodo che stavo attraversando  e avere un obbiettivo da raggiungere, cioè scrivere un libro, è servito allo scopo.

Questa tua prima esperienza letteraria com’è andata?

Direi benissimo! Non tanto per le poche copie del libro che sono state acquistate, ma ho avuto la fortuna di conoscere tante persone fantastiche. Vorrei citarle tutte, ma sarebbe lunga. Molti di loro sono scrittori o artisti in vari campi. Ma… vorrei citare due persone. Sono le due persone che mi hanno dato fiducia, anche se quando ci siamo sentiti per telefono la prima volta… mi hanno dato del matto! Sono comunque le due persone che mi hanno permesso di realizzare il mio sogno e che mi hanno introdotto e guidato nel meraviglioso mondo della scrittura. Sono Fabio Pedrazzi e Claudia Filippini… a loro devo tutto e mi onoro di essere loro amico.

Ci sono autori che ti hanno ispirato?

Certamente! Praticamente tutti quelli che ho letto finora. Diciamo che sono appassionato di libri gialli, noir, spy-story e fantascienza. Ma… c’è un autore in particolare che ha ispirato il mio personaggio principale. L’autore è Lee Child che con il suo personaggio Jack Reacher ha avuto un successo enorme e il personaggio mi piace moltissimo. Ma come quasi tutti i personaggi di questo genere di romanzi che leggevo e che leggo tutt’ora è Americano… io volevo costruire un personaggio Italiano al 100%. Inoltre a me piace scrivere cosa accade veramente nella realtà. Esempio: Diego Neri… si fa sempre un sacco di male! Perché è proprio questo che succede. Nella realtà di questo genere di azioni, nessuno è invulnerabile e tutti hanno paura.

Qualche libro da consigliare ai lettori di Kukaos che hai letto di recente?

Ultimamente non ho letto molto. Anche perché spesso rileggo anche un paio di volte i libri che mi sono piaciuti in modo particolare. Recentemente ho letto tre libri che mi sono piaciuti davvero tanto. Due appartengono alla trilogia di Fabio Pedrazzi: “Imago Mortis” e “Parabellum”… bellissimi! L’altro è molto diverso, come genere… ma in certi punti ho provato delle emozioni fortissime e sono rimasto impressionato dalla bravura dell’autore per quanto riguarda la descrizione dei paesaggi, dei personaggi… insomma, bravissimo in tutto e lo stile è netto e piacevole… il libro e “Svolvaer – i fiordi del perdono” di Michele Bussoni.