Incontro con Gabriella Parrino

Non per tutti il lockdown ha significato tristezza e isolamento. C’è anche chi ne ha fatto un’occasione da prendere al volo per fare qualcosa di nuovo. E’ il caso di Gabriella Parrino, entrata a far parte della famiglia della Placebook Publishing & Writer Agency con il suo romanzo “Il mio amore per te”. Nata e cresciuta a Palermo nel 1989, Parrino vive da 3 anni a Bologna e da sempre si sente attratta da tematiche considerate taboo per la nostra società. L’abbiamo incontrata per una piacevole chiacchierata che proponiamo ai lettori di Kukaos.

Raccontaci di te, chi è Gabriella Parrino?

Una ragazza di 31 anni con la passione della lettura, e che durante il primo lockdown ha provato a cimentarsi nella scrittura. Ama viaggiare, anche se da più di un anno è quasi impossibile, però ho viaggiato molto di fantasia.

Com’è nato questo romanzo?

Ho iniziato a scrivere a marzo 2020, in pieno Lockdown, avevo in mente una storia, che a mano a mano è rimasta fedele all’idea originaria. All’inizio avevo pensato a un finale più duro, da thriller, con la coalizione di Federica e Silvia, ma poi ho voluto mantenere in un certo senso la leggerezza del romanzo narrativo e affidare a Silvia uno dei messaggi più importanti, forse influenzata dal fatto che in quel periodo i medici erano e sono i nostri eroi e non volevo andare contro, perché alla fine Silvia è umana e comprende i suoi limiti quando scopre la verità su Luca.. a differenza di Federica.

C’è qualcosa di autobiografico in questa storia?

No, assolutamente. Però in ogni personaggio ho messo qualcosa che direttamente o indirettamente ho vissuto. Sicuramente il personaggio più vicino a me è Alessandra, l’eterna delusa..

Cos’è per te l’amicizia?

Per me amicizia è esserci e condividere gioie e dolori. Purtroppo per la maggior parte della gente è convenienza e si comporta non sempre come tu immagini, anche dopo anni, deludendoti profondamente. Ho iniziato il libro con la citazione di Max Pezzali, “credi nell’amicizia credi specie nel giorno in cui qualcuno la tradirà”. Lui per me è il narratore per eccellenza di vari temi e soprattutto ciò che riguarda l’amicizia, e questo alla fine è un romanzo che parla di amicizia.

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Nel tuo libro affronti il tema dell’amicizia interessata, perché?

Forse in quel momento ero troppo delusa da persone che sono state amiche per interesse, non quello descritto nel libro, ma in passato è successo come a tutti che “un’amica” abbia finto di esserlo e poi mi abbia “fregato” il ragazzo che mi piaceva o frequentavo. È sempre una bella batosta!

Poi nel romanzo ho raccontato 4 tipi di amicizie, quella vera e profonda tra Alessandra e Luca, anche se con un grosso limite che è quello della sincerità e paura di essere accettati. L’amicizia consapevolmente falsa e ipocrita tra Silvia e Federica, tra Federica e Alessandra, e a sua volta quella tra Luca e le altre ragazze. Sì, forse sono di più, ma ogni rapporto è diverso e va compreso e capito.

E quanto è importante l’amore?

L’amore per sé stessi importantissimo! Più di ogni altra forma. È inutile non amarsi e poi annullarsi per qualcuno che si comporta come Luca.. o un traditore fisico o morale, o altro. Ho imparato a stare bene con me stessa, e quindi se un giorno incontrerò il ragazzo in grado di accettarmi per i miei difetti e pregi e viceversa, senza annullarsi a vicenda, allora ben venga!

Inganneresti un’amica per amore?

Io non l’ho mai fatto, e mai lo farò. Anzi, sono sempre stata io a mollare per prima se notavo che lei o lui si piacevano. Ma se sono stata io tradita da un’amica, assolutamente sì purtroppo. Ma succede a tutti, no?

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La figura di Luca è ambigua, pensi che gli uomini lo siano?

Certamente! Luca rappresenta il tipico uomo/ragazzo che non ha il coraggio di esporsi con nessuno. Non è sincero con Alessandra, la tratta male e poi fa il finto ferito, la vittima, se lei si rifà una vita. Non la lascia andare. Gli uomini sono molto ambigui ed egoisti, su qualsiasi fronte, ma prima o poi sono facilmente “sgamabili” da noi donne.

Com’è stata questa esperienza editoriale?

È appena nata, quindi non posso sbilanciarmi molto.

Sogni nel cassetto?

Tornare a viaggiare in serenità! Appena possibile, vorrei andare tanto in Islanda e tentare di vedere l’aurora boreale. È il mio sogno! E poi chissà. Mi auguro che questo libro abbia un discreto seguito così da avere la voglia di completare la bozza dell’altro romanzo, totalmente diverso da questo.