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Incontro con Marinella Giuni

Siciliana di nascita ma pavese d’adozione, Marinella Giuni, classe 1961, vive e lavora a Voghera. Laureata in psicologia, ricopre un ruolo amministrativo negli Uffici Giudiziari della sua città. Il suo “Racconti seri se-veri” uscito ad ottobre del 2019 l’ha fatta entrare a pieno diritto nella famiglia della Placebook Publishing & Writer Agency. L’abbiamo intervistata per i lettori di Kukaos.

Chi è Marinella Giuni?

Sono una persona come tante.

Ho molti interessi, che cerco di coltivare: mi lasciano anche il tempo di lavorare! Mi piace studiare, scrivere, leggere, passeggiare, cantare, viaggiare. Ho svolto per qualche tempo l’attività di Psicologo con progetti nel sociale (formazione, anziani, donne vittima di maltrattamenti) pur mantenendo il mio lavoro presso gli Uffici Giudiziari.

Ora uso le mie competenze per attività di volontariato o per scrivere articoli per Kukaos.

Ci dici qualcosa di questo libro?

Questo libro è per me il Numero Zero.

Avevo desiderio di far leggere ad una Casa Editrice i miei racconti brevi, per avere una valutazione e per vedere che impatto poteva avere e soprattutto per conoscere altre persone con la stessa passione.

Quello che ho imparato è che ho ancora veramente molto da imparare!

Ora ho terminato una seconda raccolta sul tema “Giustizia” e, rileggendola, mi accorgo di aver avuto una cura maggiore. Sono soddisfatta!

Come hai scelto il titolo?

Poiché i racconti sono molto diversi, sia come temi che come ispirazione, avevo bisogno di un titolo originale, che confondesse un po’ le acque.

Sono racconti seri, nel senso di liceità,alcuni sono veri ed altri sono partiti da un’ispirazione vera che poi ho elaborato.

Questo è un libro di racconti, ma in realtà tu scrivi anche in versi vero?

Sì, e la poesia è davvero il mio primo e vero amore. Scrivo poesie da quando ero adolescente, mi piace molto anche leggerle E’ stata la menzione speciale della Giuria del Concorso dell’Associazione Licenza Poetica che mi ha permesso di pubblicare “Nella stanza del tè”, con Le Mezzelane. Quasi non ci credevo.

Sei una lettrice accanita e attenta, a tuo giudizio uno scrittore lo deve essere?

Ne sono molto convinta. Io leggo tantissimo, per scrivere le recensioni per Milano Nera il primo portale del giallo in Italia, ma soprattutto perché è una vera passione per me. La lettura è qualcosa che mi permette di entrare in situazioni o dinamiche che diversamente non potrei conoscere; poi noto che, anche se apparentemente non sembra, c’è un momento in cui ciò che ho letto e sedimentato in me, in qualche modo esce e mi aiuta ad ispirarmi o semplicemente a trovare le parole che mi mancano.

Quanto è importante la quotidianità per te?

Tanto. La quotidianità è la nostra giornata, i nostri rapporti, la nostra vita. E’ ciò che noi siamo, quello che portiamo nel mondo. A volte nelle abitudini si tende a vedere la ripetitività, la noia: qualche volta è così, certo,ma credo che si possa trovare qualcosa di positivo in questo.

E le parole?

Le parole sono pietre, scriveva Carlo Levi. Dure e capaci di colpire. Per quello bisogna essere attenti ad usarle. Ma le parole possono anche portare aiuto,conforto. L’importante è trovare un equilibrio, come in tutte le cose. Sicuramente meglio non tacere, se serve a chiarirsi, a recuperare le relazioni umane. Perché poi, alla fine,di importante c’è quello: i rapporti umani e la salute.

Tu hai un sogno nel cassetto molto particolare, ce lo racconti?

Mi piacerebbe tanto aprire una libreria! E ad essa abbinare eventi, presentazioni di libri, mostre. Ho le amiche giuste per farlo, chissà che qualcosa non si muova.

Progetti futuri?

Spero di poter continuare a fare ciò che faccio e ad avere le soddisfazioni che ho. Coltivo il desiderio di una seconda laurea (magari in Antropologia) o comunque di un corso su questo argomento, di aprire la suddetta libreria,di scrivere ancora..Prima però vorrei andare in pensione, ma è ancora lunga!