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Invidia e Gelosia

Invidia e Gelosia

di Marinella Giuni

La premessa necessaria a questo articolo rimanda al metodo psicoanalitico che ha permesso la ricerca sui processi psichici inconsci, fornendo la chiave di comprensione della mente umana e – contemporaneamente – lo strumento per migliorarla e curarla.
Invidia e gelosia sono sentimenti tormentosi e penosi, per lo piĂą censurati da un punto di vista culturale e morale, che possono affliggere in misura diversa un gran numero di persone, di ogni etĂ  e condizione. 
Tuttavia spesso invidia e gelosia appaiono intrecciate, tanto che può essere difficile distinguere chiaramente quale sia l’effetto dominante e come, di conseguenza, modificarlo o attenuarlo.
In Psicanalisi queste emozioni sono rapportate al numero degli elementi in relazione tra loro: l’invidia come una relazione a due e la gelosia come una relazione a tre.
Perché?L’invidia è dispiacersi che qualcuno abbia qualcosa che noi non abbiamo e desiderare di potergliela distruggere.

La gelosia è spesso a tre. Implica il desiderio di diventare migliore per poter avere quello che uno migliore di noi, il terzo, ha.

Non è facile separare questi due tipi di affetto, naturalmente: ciò costituisce materiale importante per la Psicanalisi, soprattutto nella relazione analitica.
In questo tipo di relazione è frequente, benché non spesso evidente, una situazione di gelosia.
Un pensiero che si riscontra frequentemente è “Sì, sicuramente l’analista mi cura, ma segue di più gli altri pazienti” oppure l’idea è che si curi di più dei suoi familiari.
Ovviamente, quest’ultima circostanza è plausibile, ma nella percezione della persona sottoposta ad analisi non diventa una considerazione critica, bensì un moto di gelosia.

E’ un moto che proviene da situazioni infantili: i bambini sono spesso gelosi dei fratelli, del papà che vuole bene alla mamma e viceversa.
Queste situazioni, da adulti, possono poi ripetersi nei transfert dove un paziente può essere geloso di un altro. Si tratta naturalmente di sentimenti profondamente inconsci.
Sta all’analista decifrarli.
Altri bambini sono invece caratterizzati da invidia: dispiace constatare che qualcuno ha qualcosa che loro non possiedono.
Un esempio classico è l’arrivo di un amichetto con un giocattolo nuovo: ciò che trapela è il desiderio di prenderglielo e talvolta di distruggerlo.
L’invidia è un sentimento che, come predisposizione, può rimanere e sedimentare nell’animo e – così come la gelosia – essere evidenziato nella relazione analitica.
E’ particolare come questo sentimento sia agito in questa relazione.
Nel senso che non è solo “sentito”, ma si tramuta in azioni, cioè nel demolire le interpretazioni dell’analista quasi come se si volesse buttarle via.
Non è facile, nonostante gli esempi, distinguere queste emozioni!
Spesso, nel sentire comune, l’invidia è coperta dalla gelosia.
La differenza, però, sta nel fatto che nell’invidia, il dispiacere diventa un attacco distruttivo verso ciò che la provoca, un’ira rivolta a distruggere ciò che non si possiede o un rapporto da cui si è esclusi.

Nella gelosia, invece, la tendenza a distruggere è superata dal desiderio di inserirsi in ciò da cui siamo esclusi. Si manifesta una sorta di desiderio di diventare come le persone da cui ci si sente messi in disparte.
Ecco perché la gelosia si configura come un sentimento più maturo che può anche diventare costruttivo, mentre l’invidia talvolta è pura distruzione.

The Jealous Wife – David Teniers the Younger Olio su tela

In copertina: Jealousy – Tom Roberts – Olio su tela 1889