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La fotografia Macro

a cura del Gruppo Fotografico Cornaredo

Se cercate in rete (Wikipedia) macrofotografia troverete:

“La macrofotografia Ã¨ un genere fotografico che si avvale di particolari tecniche fotografiche con lo scopo di ottenere immagini di soggetti molto piccoli tramite forti rapporti di ingrandimento…“

Ma la macrofotografia è molto di più: è sperimentazione, è conoscenza, è emozione e stupore, è soddisfazione e meraviglia. Si può indifferentemente praticare all’aperto o al chiuso, nei periodi estivi e in tutte le stagioni, in città o in montagna, ma anche nel vostro box o vicinissimi a casa.

Non occorre un’attrezzatura complessa e costosa, né avere competenze elevatissime. Basta una buona fotocamera con ottiche intercambiabili, un po’ di conoscenza dei rudimenti fotografici, ma soprattutto sono necessarie volontà e fantasia. Provate e vedrete aprirsi un nuovo e insolito mondo che vi affascinerà e vi farà anche scoprire che l’elemento (oggetto o essere vivente) più banale si può rivelare un ottimo soggetto per meravigliose foto e per passare piacevolmente alcune ore.

Vi sono diverse tipologie di ripresa che si possono identificare in:

  • Fotografia ravvicinata, la più semplice e praticata che prevede la ripresa di soggetti medio piccoli come statuette, particolari, piante o fiori di una certa dimensione. Può essere effettuata con attrezzatura relativamente basica e con cellulari.
  • Macrofotografia vera e propria che prevede la ripresa di soggetti vivi o statici di dimensioni piccole arrivando fino al rapporto d’ingrandimento 1:1,  cioè il soggetto è grande come quello impressionato dal sensore della fotocamera.
  • Microfotografia dove il soggetto è decisamente più piccolo di quello registrato sul sensore. Questa è una tecnica complessa, che richiede attrezzatura specifica e costosa oltre che un’ottima competenza tecnica. È utilizzata soprattutto in ambiente scientifico.

Uno dei primi aspetti è conoscere quali strumenti sono necessari per praticare la ripresa macro.

Cosa serve

Dovendo fotografare soggetti o oggetti di dimensioni contenute sarà necessario avvicinarsi parecchio all’elemento da fotografare. Pertanto è necessario utilizzare uno strumento fotografico che ci permetta una buona flessibilità dandoci la possibilità di utilizzare obiettivi adatti o adattati a tale scopo.  Una fotocamera digitale di tipo reflex o una mirrorless sono gli strumenti ideali per praticare la macro nelle varie tecniche possibili. Infatti, tali fotocamere permettono di utilizzare accessori specifici e di montare ottiche specializzate per la macro.

È sconsigliato, se non per verificare il proprio interesse in questa particolare tecnica, di utilizzare le fotocamere compatte con ottica fissa e gli smartphone, in quanto poco adatti a riprese ravvicinate (anche se lo consentono) ed in quanto non permettono, nella maggioranza dei casi, l’utilizzo degli accessori per macrofotografia.

Per iniziare potremmo utilizzare l’obiettivo da kit (di solito uno zoom con range focali equivalenti da 28mm a 70mm) fornito a corredo della nostra fotocamera.  Non è fondamentale l’utilizzo di fotocamere full frame (quelle con sensore 24 x 36 mm) in quanto sono assolutamente efficaci anche formati di sensore più piccoli come ad esempio:

  • Formato Micro 4/3 (ad esempio mirrorless Panasonic o Olympus) che permettono fra l’altro di avere un peso e una dimensione estremamente ridotta e forniscono una profondità di campo (area con il soggetto a fuoco) decisamente più elevata rispetto ai formati più grossi;
  • Formato APS-C (ad esempio mirrorless Fuji o Sony o reflex Canon e Nikon) che sono un ottimo compromesso fra dimensioni, costi e flessibilità oltre a disporre di un buon numero di ottiche ed accessori dedicati alla macro. Anche questo formato fornisce una profondità di campo superiore a quella disponibile con il 24 x 36 mm full frame (ovviamente a parità di focale e diaframma).

In caso di utilizzo di fotocamere di tipo full frame, ovviamente, siamo in possesso di uno strumento ai vertici della flessibilità e qualità che ci permette di ottenere le massime performance, ma a discapito di un peso più elevato e di un costo decisamente superiore rispetto ai formati ridotti.

Ma ora vediamo come attrezzarci per realizzare foto macro ad esempio di uno dei soggetti più classici: un fiore. Per poter riempire il fotogramma con il fiore o addirittura una parte di esso, è necessario avvicinarsi parecchio al soggetto. Per fare ciò, dato che il nostro obiettivo da kit solitamente non mette a fuoco sotto i 40 – 50 cm. sarà necessario utilizzare degli accessori specifici. Inoltre il nostro obiettivo zoom dovrà essere impostato sulla focale tele (solitamente 70 mm) e non sulla modalità grandangolare, perché l’area dell’immagine sarà troppo ampia per il soggetto.

Il primo accessorio da considerare, sia per l’estrema praticità sia per il costo decisamente contenuto (minimo 20,00 €), sono le lenti/filtri macro o close-up. Sono disponibili in diverse gradazioni ( +1, +2, +3..) che permettono ingrandimenti maggiori più alto è il loro indice numerico. Si consiglia di optare per un filtro +3, che è un ottimo compromesso fra ingrandimento, distanza dal soggetto da riprendere e profondità di campo.

Il filtro va montato davanti alla lente frontale dell’obiettivo avvitandolo. Di conseguenza il diametro del filtro macro dovrà essere compatibile con l’ottica da utilizzare (es: 55mm). In caso si avessero più obiettivi da utilizzare in macrofotografia (fortunati!) si potrebbe optare per il diametro maggiore e dotarsi di riduzioni (hanno un costo irrisorio).

I vantaggi di questa soluzione sono:

  • Estrema praticità.
  • Costo contenuto.
  • Peso irrilevante.
  • Mantenimento di tutti gli automatismi.

Per contro perderemmo la possibilità di mettere a fuoco all’infinito (con il filtro montato, ovviamente), avremmo la possibilità di mettere a fuoco solo in un ristretto range di distanze e dovremmo considerare una leggera perdita di qualità dovuta al filtro stesso (più il filtro è economico maggiore sarà la perdita di qualità).

Altri accessori consigliabili per macrofotografia sono i tubi di prolunga. Sono di fatto dei tubi vuoti di vario spessore che si inseriscono fra il corpo macchina e l’obiettivo. Tali tubi devono essere specifici per la tipologia d’innesto ottica (es. per Canon, per Fuji…) e garantiscono solitamente, tramite contatti, il mantenimento di tutti gli automatismi messa a fuoco compresa.

Relativamente economici (da 30,00 € in su se universali e da oltre 100,00 € se originali della casa produttrice della fotocamera) sono solitamente commercializzati in gruppi da 2 o 3 elementi di differente lunghezza.
Innestando i tubi singoli o in coppia (è sconsigliato usarne + di 2 assieme) si distanzia l’obiettivo dal sensore permettendo di avvicinarsi al soggetto.

Anche in questo caso si perderà la possibilità di messa a fuoco all’infinito e si dovrà provare quale lunghezza del tubo/tubi sia più idonea all’inquadratura. Più sarà lungo il tubo più potremo avvicinarci e ingrandire il soggetto, ma diminuiremo gradualmente la profondità di campo.
I vantaggi dei tubi di prolunga sono gli stessi delle lenti macro, ma in più garantiscono maggiori ingrandimenti e una minore perdita di qualità.

Gli obiettivi macro, che si propongono come lo strumento ideale per chi si vuole specializzare nella macrofotografia, sono espressamente progettati per garantire la massima qualità alle brevi distanze pur permettendo di fornire un’eccellente performance anche a distanze intermedie e all’infinito. Permettono di focheggiare in modo continuo sia in modalità macro che all’infinito solo ruotando la ghiera di messa a fuoco o utilizzando l’autofocus.

Praticamente sono prodotti da tutti i costruttori di fotocamere, oltre che da produttori di ottiche universali come ad esempio Sigma e Tamron e si dividono praticamente in 3 differenti tipologie o focali:

  1. Obiettivi Macro con focale standard (orientativamente 50mm per il full frame , 40mm per APS-C e 30mm per M4/3) che sono i più diffusi. Sono i più economici del gruppo e permettono ingrandimenti fino a 1:1 (la dimensione del soggetto è la stessa presente nel fotogramma); possono mettere a fuoco a distanze estremamente ravvicinate e sono l’ideale per soggetti statici che non risentono di una estrema vicinanza (es.: francobolli, monete, fiori….)
  2. Obiettivi Macro con focale medio tele come ad esempio 90mm o 105mm nel caso di Full frame. Sono gli obiettivi più versatili in quanto garantiscono, a parità di ingrandimento, una maggiore distanza dal soggetto in modo da permettere una migliore illuminazione e di non spaventare eventuali insetti o piccoli animaletti. Sono più pesanti e costosi rispetto alle focali standard e sono consigliabili a chi decida di possedere un solo macro obiettivo in quanto sono ideali sia per soggetti statici che dinamici.
  3. Obiettivi macro con focale tele come ad esempio 150mm che sono strumenti molto specialistici, costosi, ingombranti e pesanti. Permettono di allontanarsi dal soggetto e sono l’ideale quando si fotografano insetti o soggetti non avvicinabili.

Di seguito una tabella con la distanza minima di messa a fuoco con rapporto di produzione 1:1 che dimostra che all’aumentare della focale utilizzata aumenta la distanza di messa a fuoco:

Lunghezza focale obiettivoDistanza di messa a fuoco 1:1
50 mm19 cm
90 mm29 cm
150 mm38 cm

Non vi è più produzione di obiettivi macro zoom sia per l’eccessiva complessità ottica che per i costi di produzione. Gli obiettivi macro possono essere reperiti (risparmiando) tranquillamente nel settore dell’usato di qualità avendo l’attenzione di affidarci a venditori o catene di assoluta affidabilità, con anni di esperienza e dove viene rilasciata una garanzia sul prodotto.

Ultimo accessorio consigliabile è lo stativo o treppiede che ci permette di risolvere tutti quei problemi che si riscontrano nelle riprese macro quali il mosso, la ridotta profondità di campo, l’inquadratura e l’utilizzo di tempi lenti. Sarà necessario orientarsi ad una tipologia di stativo di buona qualità e con la possibilità di poter effettuare riprese anche in prossimità del suolo. L’ideale sarebbe un treppiede che possa essere utilizzabile anche come stativo per soggetti fissi e permetta di orientare la testa in più direzioni ( es: Manfrotto).

Criticità delle riprese Macro

Un aspetto fondamentale da considerare nella macrofotografia, e che vale per tutti gli obiettivi e accessori, è la profondità di campo.

Più ci si avvicina al soggetto a parità di diaframma utilizzato, più la profondità del campo a fuoco si riduce sensibilmente e ci permette di visualizzare nitidamente solo una piccolissima parte del soggetto (se non è un soggetto piano) e lasciare la restante parte completamente sfocata.

Riprendendo l’esempio del fiore con una scarsa profondità di campo avremo a fuoco solo il primo petalo e completamente sfocata la restante parte del soggetto oltre ad uno sfondo irriconoscibile e con solo macchie di colore. Questa caratteristica è contemporaneamente uno svantaggio, ma anche una potenzialità compositiva

Per aumentare la profondità di campo è necessario chiudere il diaframma dell’obiettivo ai valori minimi (f.16, f.22 o oltre). Ciò, però ci costringe ad utilizzare tempi di scatto più lenti con pericolosità di mosso, oppure utilizzare sensibilità ISO elevate con scadimento della qualità dell’immagine. Il corretto bilanciamento dei valori di diaframma, tempi, sensibilità e distanza del soggetto garantiranno la qualità di una foto macro.

Un altro aspetto problematico è la ripresa di soggetti vivi come insetti o piccoli animaletti. Questi soggetti non rimarranno in posa per voi, ma saranno impegnatissimi nelle loro faccende quotidiane. Qualunque elemento che li disturbi li farà scappare.

Per poterli fotografare si dovranno adottare alcuni accorgimenti:

  • Regola primaria è il loro massimo rispetto e la loro salvaguardia.
  • Fotografarli nei momenti dove sono immobili come all’alba.
  • Posizionarsi dove sono soliti transitare o sostare come ad esempio un fiore o uno stelo.
  • Utilizzare un obiettivo medio tele per potersi posizionare a una certa distanza.
  • Dotarsi di cavalletto.
  • Impostare l’inquadratura ed eventualmente posizionare un foglio colorato come sfondo (sarà completamente sfocato).
  • Impostare il diaframma corretto e il tempo di esposizione idoneo.
  • Avere pazienza.

Alcuni miei esempi di riprese macro

Orchidea in interni РAvevo regalato a mia moglie una pianta di orchidee bianche molto belle e mi ̬ venuta voglia di fotografarle per poi farne delle stampe da appendere. Volevo fotografare solo i particolari del fiore creando delle atmosfere inusuali.
Per prima cosa ho posizionato la pianta vicino alla finestra in modo da avere una luce diffusa e laterale che ritenevo ideale per i miei soggetti quasi monocromatici. Non mi sono preoccupato molto dello sfondo in quanto volevo fare dei particolari delle foglie e dei pistilli interni.

Ho preso il mio treppiede (indispensabile per poter usare tempi lunghi senza problemi) ho montato un obiettivo macro sulla mia fotocamera (60 mm equivalente), ho individuato il mio soggetto ed ho studiato l’inquadratura mettendo a fuoco in modo automatico.
Ho impostato preventivamente una sensibilità relativamente bassa per avere la massima qualità d’immagine, e il diaframma dell’obbiettivo su f. 16.

Per eliminare eventuale mosso provocato dalla pressione del tasto di scatto, ho impostato lo scatto temporizzato (con ritardo di 12 secondi). Ho realizzato parecchie foto ruotando la pianta e cambiando inquadratura fino a quando non sono stato soddisfatto della sessione di ripresa.

Libellule in esterno  â€“ Sono soggetti fantastici e molto particolari che si possono trovare senza difficoltà lungo le rive dei fossi o dove c’è uno specchio d’acqua. Hanno l’abitudine di ritornare parecchie volte nello stesso punto da cui sono volate via improvvisamente.
Dato che è impossibile avvicinarsi molto al soggetto sia per non spaventarlo sia per problemi di struttura ambientale, ho utilizzato uno zoom tele di buona qualità (70-300 f 2.8 equivalente) con un tubo di prolunga automatico da 21mm interposto fra macchina e obiettivo. Ciò mi ha permesso di mantenere una distanza di oltre 1m. riempiendo il fotogramma con la libellula.

Ho impostato una sensibilità di 640 ISO (non eccessivamente alta) che mi dava un buon compromesso fra qualità e tempi veloci (1/250 di secondo almeno). Ho lavorato in totale automatismo a priorità dei diaframmi e messa a fuoco automatica.

Ho scelto il mio soggetto guardando dove era solito posarsi e ho messo a fuoco su quel punto (uno stelo). Quando la libellula tornava scattavo a raffica.

Potrete trovare un’infinità di soggetti interessanti nella vostra abitazione, ma anche in esterno che vi garantiranno piacevoli momenti e vi forniranno parecchie soddisfazioni.

Il trucco, come sempre, è provare, provare, provare e di conseguenza crescere.

Buon macrodivertimento.