La maledizione di “Poltergeist”

Poltergeist, questo film famosissimo uscì dalla mente geniale di Spielberg e fu diretto dal grande regista Tobe Hopper, nel 1982. La storia racconta le vicende di una famiglia americana che subisce gli attacchi da entità sovrannaturali malvagie al punto da sconvolgere la loro vita in maniera brutale. Il film si presenta come genere horror ma con caratteristiche che richiamano alle fiabe: una bambina, una famiglia, lo sconvolgimento della stessa e il ritorno alla normalità. La fusione di tutte queste componenti, diede al film un successo mondiale. Attorno a esso e ai suoi tre sequel, però, aleggia un’aura maledetta. È un dato di fatto che molti degli attori protagonisti fecero una brutta fine.

La maledizione che sembra colpire il film, iniziò durante le riprese, con la morte di quattro membri del cast, due delle quali davvero molto tragiche. Heather O’Rourke interpretava la piccola Carole Ann Feeling, la protagonista della pellicola. Quando uscì il film aveva solo sei anni e con la sua interpretazione conquistò il pubblico. Purtroppo sei anni dopo, per un’errata diagnosi ebbe un arresto cardiaco e morì durante un’operazione per un’ostruzione intestinale nel tentativo di salvarla, in precedenza le era stato infatti erroneamente diagnosticato il morbo di Crohn. Aveva 12 anni.

Anche l’attrice che nel primo film interpretò sua sorella, Dominique Dunne, fece una tragica fine. Fu assassinata dal fidanzato, che aveva in precedenza lasciato. Costui la strangolò abbandonandola sul vialetto di casa. L’uomo fu condannato a sei anni dei quali ne scontò soltanto tre. Nel 1983 Julian Beck, che nel secondo film della saga interpretava un predicatore, si ammalò di cancro allo stomaco subito dopo aver terminato le riprese. Anche Will Sampson, che impersonava lo sciamano Taylor, morì a breve distanza di tempo, dopo un trapianto cuore-polmoni.

L’ultima morte colpì Lou Perry, che nella prima pellicola interpretava Pugsley. Venne ammazzato a colpi di accetta da un pazzo che aveva fatto irruzione nella sua casa, in Texas. Morti a parte, altri eventi contribuirono ad affibbiare la triste nomea al film. JoBeth Williams, l’attrice che nel primo Poltergeist interpretava la madre della protagonista, raccontò che Spielberg, per risparmiare sulle spese, volle usare degli scheletri veri per realizzare le scene, in quanto quelli di plastica costavano troppo. Come se non bastasse il terreno su cui il film fu girato era zona di sepoltura dei Nativi americani e sembra che Spielberg lo sapesse. Fu proprio per questi motivi che uno degli attori del cast, vero Nativo americano, eseguì un esorcismo del set durante le riprese.

Suggestione? Sfortunate coincidenze? Chi scrive è convinta che a volte non bisogna sfidare troppo il mondo sconosciuto e invisibile che ci circonda. Ma l’ardua sentenza, spetta a voi.

Sonia Filippi