Crea sito
La paura

La paura

di Irene Salidu

La paura

La seguente definizione è tratta da Wikipedia: “Emozione primaria di difesa, provocata da una situazione di pericolo che può essere reale, anticipata dalla previsione, evocata dal ricordo o prodotta dalla fantasia”. Proseguendo gli articoli sulle emozioni viste dai bambini, la paura suscita in loro diverse reazioni, soprattutto nel periodo successivo al “lockdown”. I bambini hanno vissuto l’isolamento in modi molto diversi, ma per tutti c’è stata come costante la paura: molti di loro hanno ripreso a dormire con i genitori, tanti avevano paura non finisse più, o che qualcuno della famiglia potesse sparire o ammalarsi. Facendo riferimento al film animato visto l’anno scorso “In side out”, la paura è rappresentata da un personaggio maschile che vigila sulle reazioni dell’essere umano che lo ospita, fa in modo che sia pronto alla reazione o va nel panico quando la situazione diventa poco gestibile.

Quando ho chiesto ai bambini cosa fosse la paura, sono emerse varie risposte e situazioni nelle quali hanno provato tale emozione.
Uno di loro mi ha incuriosita veramente, cito testualmente: “Io ho paura di essere in un sogno, di vivere 8 anni di sogno, come se mi svegliassi dopo 8 anni e scoprissi che tutto ciò che ho creduto di vivere finora fosse stato solo un sogno”. Per molti, la paura è rappresentata dal buio, per alcuni anticipa il coraggio, per altri la paura è… rimanere rinchiuso in un armadio con un gatto!

I bambini spesso ricercano questa sensazione, quasi vogliono provare paura, infatti molti di loro citano noti film di terrore affermando di averli visti per sapere se potessero soccombere alla paura o sconfiggerla.

Alcuni di loro hanno riferito di aver provato paura quando si sono sentiti soli. La particolarità consiste nel fatto che abbiano parlato di solitudine interiore, invece che fisica.
Molti si sentono soli anche in compagnia dei familiari: troppi silenzi, troppi impegni, poco tempo. Si sentono talmente soli interiormente, da provare i brividi lungo la schiena, perciò chiamano “paura” anche la sensazione di vuoto che provano in quei momenti.

Quando ho chiesto loro una descrizione fisica della paura, in tanti hanno concordato sul fatto che fosse vecchia e sola, che avesse timore di sé stessa e che facesse accapponare la pelle.

Una bambina ha descritto la paura come una bellissima donna sorridente, in abito da sera giallo, che all’improvviso diventava in qualche modo terrificante in modo da sorprenderla, perché preparandosi ad aver paura, non ne avrebbe avuta.
Paura del buio, dei ragni, dei fratelli maggiori, dei rimproveri… Insomma, nel mondo bambino il sentimento della paura è variegato, ma nessuno ha detto di aver paura della scuola o di averne mai avuta… E questo, vogliate scusare il personalismo, è un mio motivo di orgoglio. Il fatto che non abbiano mai avuto paura della scuola, anche se non pronti, con i compiti non eseguiti, è veramente un buon risultato, è sintomo di fiducia totale nei confronti dell’ambiente scolastico.

Al termine della discussione, riporto di seguito quanto della paura ho imparato dai miei alunni:

“Si nasconde, la paura.
Sa di essere nera e brutta, non si guarda allo specchio perché si spaventerebbe e sentirebbe quell’orribile batticuore che le risuona fino alla punta dei capelli.
Ha gli occhi enormi, sbarrati da mille timori, e dentro i suoi occhi puoi vedere tutte le altre paure.
È bambino quando teme il buio e l’abbandono, donna quando teme la solitudine e la debolezza, è vecchio quando teme di lasciare i suoi affetti.
E’ tanta, non è mai poca, è curva, porta sulla sua schiena deforme e orripilante tutte le paure del mondo.
Non conosce colori, è nera come la notte più buia che si conosca, nessuna stella la può illuminare, perché gli astri hanno timore di essere ingoiati nella sua notte senza fine.
È fredda come il più freddo degli inverni, come il ghiaccio e le nevi perenni, e trema perché teme sé stessa.
Si accompagna al coraggio e la loro unione parrebbe una lotta, invece è una convivenza con patti rigidi e precisi.
Il coraggio può intervenire quando la paura indietreggia spaventata da sé stessa, perché il coraggio è un guerriero che combatte fino allo stremo, che vuole vincere il buio, con il suo mantello allontana il gelo dalle ossa, con il bagliore della sua spada allontana le tenebre e fanno capolino curiose le stelle.
La paura è cattiva, ma sa che il coraggio è buono e forte… lei teme chi ha coraggio e chi trova le forze per sconfiggerla.
Vuole essere sconfitta, non aver più paura di guardarsi allo specchio”.