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La ragione del cuore

di Roberta Recchia

L’umanità è molto più evidente nei sentimenti che nella logica. In una vita permeata di formule, calcoli, teorie e analisi, siamo particelle di energia in grado di influenzarci a chilometri di distanza, in una corrispondenza emotiva profonda.

Mi piace credere che abbiamo facoltà di non restare incastrati in affettività instabili, superficiali e poco sensibili, che la condotta umana sia una questione di scelte, più o meno consapevoli, anche nel grande mercato delle identità inattendibili, tra personaggi creati, pozzi senza fondo, perché le relazioni restano, in fondo, desiderose di consapevolezza e affetti sinceri.

Possiamo essere quel che desideriamo che sia, nello scrivere e vivere le nostre storie in modo autentico, nel potenziare il nostro pensare, fare progetti e sognare. Senza empatia e intuito si rischia di fuggire alle coloriture emotive di parole e azioni  e l’incapacità di registrare sentimenti, è falla dell’intelligenza emozionale, menomazione dell’intimità umana, prigionia in una zona culturalmente depressa.

L’essenza dei rapporti consta nella coordinazione degli stati d’animo, nel sentirsi riconosciuti e profondamente compresi, in abilità sociali generatrici di danze sincroniche di un vocabolario alternativo. I volti tracciano mappe di autoconsapevolezze, inviano messaggi, sono radiografie di quel rispetto e quell’amore per disarmare ostilità,  curare ferite profonde, lenire ricordi di esperienze percettive intense, che non restino incastrate in roulette russe di interferenze e sequestri emotivi.

Le emozioni sono ciò che muovono e commuovono, che hanno il coraggio di guardarci diritte negli occhi e spingerci all’agire. Conservare ottimismo e senso di religiosità verso ciò che accade, stabilire legami sociali oltre atei monologhi, notiziari o cronache di disintegrazione civile, ci aiuta a delineare autentiche mappe del cuore, chiedendoci cosa possiamo cambiare, come possiamo vivere meglio, con quella saggezza che scuote e ritempra l’anima. 

Non è importante ove si è diretti, perché sovente ci si ritrova in luoghi inaspettati che mutano i nostri abiti come orditi preziosi.

Opere di Fiorella Cannistrà

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