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LA SICUREZZA E IL PENSIERO CARDIOPATICO

Recensione libro di Irene Salidu

Titolo: â€śLa sicurezza e il pensiero cardiopatico”
Autore: Vincenzo Calò
Genere: Poesia
Curatore: Bruno Mohorovic
Casa Editrice: Bertoni
Collana: Aurora

L’autore: Vincenzo Calò nasce a Francavilla, in provincia di Brindisi, nel 1982. Autore di un poemetto “C’è da giurare che siamo veri…” e di svariate sillogi, tra le quali “In un bene impacchettato male” vincitore di diversi premi nazionali. Attivo nei social e fondatore con Antonio di Lena della realtà circense “Anthony and Vincent Show”.<br>
Recensione

Accostandosi alla poesia di Vincenzo Calò secondo i canoni comuni, cioè quelli di chi è stato quasi costretto a leggere e studiare a memoria le poesie durante la carriera scolastica, probabilmente questo libro sembrerebbe per lo meno “strano”, in quanto non si può dire che possa essere facilmente identificato in un “genere poetico specifico ”. La poesia di Vincenzo Calò si può definire contemporanea, non per lo stile, che è originale e incisivo, quanto per gli argomenti affrontati. La silloge è suddivisa in due parti: “La sicurezza”, nella quale le poesie sono delle istantanee della vita reale:
“Perfetti per aumentare di potenza il superfluo brilla rinfrescando certezze tra prodotti che non vogliono essere ritoccati per percentuali di sconto”
e “Il cardiopalma”, dove la stessa realtà è vista anche tramite le emozioni:
“Com’è logico drogarsi di realtà per lo sfilacciato senso comune”.
In genere la poesia si dovrebbe “sentire” e non capire, mentre le poesie di Vincenzo Calò affrontano temi reali con parole talvolta crude e spesso forti. I suoi versi arrivano con forza provocando il desiderio di capire. Le tematiche affrontata sono problematiche attuali, tradotte dall’autore senza orpelli che attenuino il disagio che pervade nella lettura della realtà. inoltre sembra che le parole siano ricercate proprio per provocare determinate emozioni. Lavoro, famiglia, mass media, politica, emarginazione e società sono temi rivoltati e radiografati con ironia pungente e un’attenta osservazione, lasciando al lettore la scelta di conformarsi a ciò che viene definito normalità o andare controcorrente con pensiero critico e autonomo. Questo dovrebbe essere il compito di un poeta: osservare, riportare, far riflettere e Vincenzo Calò lo esegue alla perfezione nella sua silloge.