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Un film pieno di poesia, l’ultimo di Pupi Avanti intitolato “Lei mi parla ancora” e tratto dall’omonimo romanzo di Giuseppe Sgarbi, padre del più famoso Vittorio. Ma non bisogna erroneamente credere che si parli appunto dei genitori del critico d’arte, quanto piuttosto dell’amore che ha legato i due oltre la morte. Un intensissimo Renato Pozzetto protagonista con Stefania Sandrelli di questa storia che ha dell’incredibile e che invece narra proprio del matrimonio e della vita vissuta dai due per 65 anni, fino alla morte di lei. La figlia del protagonista (Chiara Caselli) che è personaggio davvero particolare e molto legato alla moglie, decide di assumere uno scrittore per scrivere questa storia d’amore eterno e anche per aiutare il padre a superare questo lutto.

Purtroppo è un film che si può vedere solo su Sky, almeno al momento e si spera possa approdare nelle sale cinematografiche al più presto. Poesia e intensità contraddistinguono questo girato dove le parole sono importanti quanto i particolari che contraddistinguono gli eventi che hanno caratterizzato la vita della coppia: farmacisti appassionati di arte che riempiono i locali di opere comprate all’asta.

E Avati non si smentisce nemmeno questa volta nella quale la vita è di nuovo la reale protagonista del suo film, di questo e di quelli precedenti, con inquadrature che vogliono assomigliare a fotografie e che cercano di fermare l’attimo. Come se l’inquadratura fosse parte integrante della memoria, non solo di quella dei protagonisti. Passato e presente si alternano, nei luoghi come nei ricordi.

Bellissima la lettera data dalla sposa , interpretata nella sua giovane età da una stupenda Isabella Ragonese, al suo sposo “se prometti che ci vorremmo sempre bene così, noi saremo immortali”. E’ da questo assunto che Nino parte per continuare a parlare con Rina anche dopo la sua morte, perché per lui il loro amore li ha resi immortali.

La loro storia viene narrata e conquista anche lo scrittore che è il classico personaggio deluso dalla vita, un po’ cinico all’inizio rispetto a quanto Nino cerca di comunicargli. “Come fa a raccontare la mia storia se non è capace di amministrare la sua?” è una delle domande chiave mosse dal protagonista che non comprende come i giovani possano non tener conto delle promesse fatte. Un film dove le emozioni la fanno da padrone, sia quelle degli attori che quelle degli spettatori coinvolti in questo amore durato un’intera vita. E dove una storia come tante altre diventa la storia di tutti, o meglio quella che tutti vorremmo vivere.