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LEI

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Recensione libro di Silvia Dubravka Cirkon Corbellini

Titolo: LEI
Autore: Irene Salidu Collana: I CORTI per la PlaceBook Publishing&Writer Agency

Se non sai fare tuo l’altrui sentire, gemere, piangere o ridere con chi ha avuto il coraggio, simile a quello di Agostino, confessare nelle piccolezze e nei voli esagerati, versare le lacrime senza vergognarti, annunciare la rinascita alla vita provocando forse, invidia.
Se non hai mai amato, non capirai questo libro e non ti servirebbe leggerlo se non hai la capacitĂ  di immedesimarti.
Un racconto di sé, iniziando dall’infanzia, che nega all’autrice di crescere forte e fiera, costretta a indossare un abito, per lungo tempo unico, che la vede deformata nella sua essenza.
E lei ubbidisce per tanto tempo agli input rigorosi e severi, anche disumani, seppur dubitando della loro veritĂ , subisce e si porta dentro le ferite per un tempo troppo lungo, tempo spietato.
Poi arriva un incontro donatole dal destino: LUI! La convince che l’amore ha la capacità taumaturgica, capacità di proporre le verità mai contemplate e schiude un mondo di improvvisa gioia mai prima assaporata.
Tutti i pezzi dei ricordi, “stracciati” in minuscoli frammenti, di quel lungo diario di dolore e di desideri nascosti, si ricompongono in una vasta mappa che non fa paura.  Analizzandola nei dettagli che prima non voleva vedere, respinti come estranei alla sua vita, per salvarsi, ora li guarda, alcune volte con distacco, altre con la lente, con tenerezza e anche rabbia.
Una vita impressa nell’anima, che come un mantra anomalo si snoda in una preghiera chiara, anche perché le forze del male la vorrebbero risucchiare verso la sofferenza, mentre la potenza preponderante della forza vitale la vuole libera. Una lotta che dura molti anni, per arrivare pian piano a mettere emozioni, eventi, sentimenti, smarrimenti, speranze, gioie, paure, dolori, al loro vero posto, cioè nel passato!
E’ difficile, ma possibile: il male ha capacità distruttive inaspettate. Se non si è capaci di lasciarlo andare via ci tormenterà in ogni desiderio di scelta futura, seppure attraente e desiderata. Lei, quando è Lei, si ribella e riesce a liberarsi dai gioghi del passato, i più remoti e vicini, fino a quello della perdita dell’essere amatissimo.
Anzi, la perdita diventa una terra fertile, perché di un’eredità ricca si tratta, dove seminare, arare e raccogliere frutti che sembravano non voler crescere in nessun posto, diventa realtà.
Ora, liberata e forte, LEI s’incammina e incomincia a percepire la vita intorno come una nuova magia che la premia, la coccola, le apre le porte, i raggi luminosi la invadono e il buio impaurito da tanta forza scompare. Tu sei LEI, ti auguro che il tuo sguardo non torni indietro, se non con cuore grato che vede solamente ora la preparazione per il futuro. Ogni ricordo ora è illuminato, ogni male trasformato, ogni blocco superato, ogni incomprensione perdonata, ogni illusione riconosciuta.
Le lezioni che la vita ci offre attraverso il dolore sono impagabili perché ci fanno vedere quei nuovi orizzonti che altrimenti sarebbero rimasti velati. Il dolore è uno di questi veli, pesante, difficile da rimuovere e da sostituire con un velo morbido e trasparente. Quel velo che ti permette di intravedere solo le ombre dei due innamorati le cui labbra si sfiorano, per poi fondersi in quell’UNO che Amore riserva ai coraggiosi e puri.

SARDA…

COME LA TERRA FERTILE che produce vini migliori
COME LA ROCCIA DURA che nutre erbe aromatiche
COME IL MARE IMPETUOSO che crea canti e incanti
COME LE BAIE SMERALDO dove lasciarsi carezzare
COME I PESCI GIOIOSI che guizzano per curiosare
COME I SAPORI FORTI che non si dimenticano
SARDA come donne che sanno bere il calice dolce e quello amaro
SARDA come LEI che si fa forgiare dai venti, dalle onde e dal pianto.
Per rimanere… LEI

(Silvia)